Sapone allo Zolfo – Proprietà e Benefici Contro Pelle Grassa e Punti Neri 03 Gen 2019 | In X115

Generalità

Il sapone allo zolfo è un detergente piuttosto noto e consigliato, soprattutto per le pelli grasse, caratterizzate da brufoli, punti neri o, più in generale, imperfezioni legate a una iperproduzione di sebo. Questo perché il sapone allo zolfo è naturalmente purificante, antibatterico e rigenerante, ovvero aiuta a normalizzare la cute restituendole il suo equilibrio.

Il sapone allo zolfo nel suo formato naturale è un sapone solido, ma data la sua larga diffusione è possibile trovarlo oggi anche sotto forma liquida. Lo zolfo, inoltre, viene impiegato come ingrediente funzionale in numerose formulazioni cosmetiche, come creme viso, scrub o detergenti per il corpo. Sì, perché il sapone allo zolfo non è indicato esclusivamente per la pelle del viso, ma può essere consigliato anche per il corpo (soprattutto le zone più colpite da impurità sebacee, come la schiena) e il cuoio capelluto.

L’impiego dello zolfo come sostanza detergente e purificante non è certo un’invenzione degli ultimi anni; le sue origini, infatti, vanno fatte risalire agli albori delle cure termali, quando le acque sulfuree costituivano la soluzione medicamentosa a numerose problematiche, e non solo cutanee.  È proprio da questi vapori, infatti, che si ricava lo zolfo impiegato nelle saponette e nelle linee cosmetiche così diffuse oggigiorno nei centri termali.

A dispetto delle sue proprietà, tuttavia, il sapone allo zolfo non è indicato per tutte le tipologie di pelle e il suo uso va limitato o addirittura escluso in presenza di alcune condizioni, come cute secca o sensibile. Non a caso l’azione dello zolfo è particolarmente intensa e può risultare troppo aggressiva su una pelle già delicata, al punto da causare rossori o irritazioni anche fastidiose. Questo accade in particolar modo in presenza di percentuali di zolfo molto elevate, utili in alcuni casi ma non adatte a tutti.

Per questa ragione, non bisogna mai sottovalutare i prodotti che utilizziamo per la pulizia della pelle; per quanto “naturali”, possono non essere indicati alle nostre esigenze. Meglio consultare sempre il proprio dermatologo prima di modificare la propria beauty routine quotidiana ed evitare spiacevoli conseguenze.

Per capire se il sapone allo zolfo possa fare al caso nostro, cerchiamo di valutarne meglio le caratteristiche e gli aspetti da non sottovalutare.

Curiosità

Sebbene sia famoso soprattutto per il suo “puzzo” non proprio piacevole, in natura lo zolfo è completamente inodore e insapore. È il suo legame con l’idrogeno, infatti, a sviluppare l’olezzo a cui siamo abituati.

Lo Zolfo

Prima di addentrarci nei pro e contro del sapone allo zolfo, cerchiamo di indagare le caratteristiche di questa sostanza. Lo zolfo è un minerale non metallico, caratterizzato da una struttura cristallina e un colore giallognolo, che possiamo trovare soprattutto in zone vulcaniche attive e centri termali.

Lo zolfo è molto abbondante in natura e viene definito un elemento nativo, poiché può essere ritrovato sia in altri minerali che da solo, ovvero non legato ad altri elementi. Tuttavia, è presente anche all’interno del corpo umano, il terzo minerale più abbondante, per essere precisi, dopo calcio e fosforo.

La sua presenza è fondamentale per gli esseri viventi in quanto compartecipa ad una serie di funzioni biologiche molto importanti. In particolare, svolge un ruolo primario all’interno del tessuto connettivo ed è contenuto in alcuni amminoacidi (cisteina, metionina, taurina), proteine, enzimi, vitamine ed ormoni.

Questo minerale è noto sin dall’antichità per una varietà di usi differenti, dagli esplosivi ai medicinali. Oggi lo possiamo trovare in fertilizzanti, polvere da sparo, fiammiferi e lassativi, oltre che, naturalmente nei cosmetici.

Alimenti che lo contengono

Il nostro fabbisogno organico di zolfo viene normalmente soddisfatto dalla sola dieta. Questa sostanza infatti è presente soprattutto in alimenti di origine animale come carne, pesce, uova, latte e formaggi; tuttavia, anche alcuni vegetali contengono zolfo: aglio, cipolla, legumi e cavoli.

In casi particolari di carenza, lo specialista può consigliare l’uso di integratori a base di zolfo.


Approfondimento – Cure termali a base di zolfo

La presenza dello zolfo a livello cellulare e in numerosi tessuti organici, lo rende estremamente prezioso per la nostra salute e il nostro benessere.

Indicazioni

Non a caso questo elemento influenza una serie di attività come la rigenerazione dei tessuti, la formazione di anticorpi e la circolazione sanguigna; risulta molto importante quindi nel trattamento di

Caratteristiche

Le acque sulfuree presenti sul territorio nazionale sono molte ma si distinguono essenzialmente per il grado solfidrometrico (deboli, medie, forti), ovvero la quantità di zolfo presente al loro interno; per essere considerata tale, un’acqua termale sulfurea deve contenerne almeno un milligrammo al litro.

Lo zolfo, inoltre, può essere riscontrato in diverse combinazioni; le acque termali che contengono idrogeno solforato, ad esempio, saranno caratterizzate altresì da un odore molto forte, spesso definito da “uovo marcio”.

I metodi di impiego sono molti:

Proprietà

Come abbiamo visto, l’acqua sulfurea è particolarmente indicata in caso di affezioni alle vie respiratorie, all’apparato digerente e di patologie cutanee. In particolare, essa agisce come:


Sapone allo Zolfo

L’uso del sapone allo zolfo sembra derivare proprio da questa antica tradizione termale, che ne ha svelato le numerose qualità. Nella creazione del detergente si impiega, infatti, una polvere di zolfo purificato ricavata proprio dal raffreddamento dei vapori sulfurei.

Così come il minerale anche la polvere è di colore giallo, più o meno intenso, che può determinare anche il colore del sapone stesso. Allo stesso modo, il sapone allo zolfo può essere caratterizzato dal rinomato odore che questo minerale sprigiona a contatto con l’idrogeno. Dal momento che non è gradito a tutti, molti saponi allo zolfo vengono arricchiti da profumazioni o, se si vuole conservarne la naturalità, da oli essenziali.

Come già anticipato, il sapone allo zolfo è un sapone naturale di consistenza solida, realizzato sia artigianalmente che a livello industriale. Di recente si sono diffuse sul mercato altre formulazioni del prodotto, a testimonianza dell’interesse mostrato verso le sue proprietà; si possono trovare infatti saponi liquidi, docciaschiuma e anche shampoo specifici.

Nota bene

Nella scelta del prodotto più adatto alle proprie esigenze, ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione è la percentuale di zolfo presente nel sapone. In genere, infatti, il sapone allo zolfo può contenere dal 3% al 10% di zolfo, valori che inevitabilmente condizionano la reazione della pelle. Una minore concentrazione, com’è facile intuire, può essere indicata anche alle pelli delicate, mentre in caso di cute particolarmente grassa e caratterizzata da imperfezioni sarà preferibile scegliere una quantità di zolfo maggiore.

Per essere sicuri della scelta, ad ogni modo, consigliamo sempre di rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia.

Curiosità

Molti considerano lo zolfo il “minerale della bellezza”.

Proprietà

Lo zolfo quindi è una sostanza in grado di apportare numerosi benefici all’organismo, tra cui il più importante è sicuramente l’aspetto purificatore e detossinante che opera sia a livello dell’organismo, ad esempio nello smaltimento di alcol, farmaci e metalli pesanti, sia specificamente riferito alla cute.

Il sapone allo zolfo quindi agisce come:

Oltre ad aiutare a combattere i più comuni batteri responsabili di svariate imperfezioni cutanee, lo zolfo aiuta a normalizzare la produzione di sebo, migliorando l’aspetto della cute e al tempo stesso combattendo l’azione dei famigerati radicali liberi. Esso inoltre stimola la produzione di collagene, che come sappiamo rappresenta il sostegno fondamentale della nostra pelle contro l’invecchiamento.

Controindicazioni

Un ingrediente davvero funzionale, quindi, che però non risulta sempre il più indicato.

Curiosità

Lo zolfo in sé non è pericoloso né per l’uomo né per l’ambiente; purtroppo però tra i suoi composti troviamo il biossido di zolfo che, reagendo con acqua e ossigeno, è responsabile delle ben note piogge acide.

Utilizzo

Quando usarlo

Sula base dei benefici sopra elencati, non stupirà sapere che il sapone allo zolfo è consigliato in particolare in caso di:

Vi sono inoltre altri casi specifici nei quali il dermatologo può consigliare l’uso del sapone allo zolfo, come in alcune forme di psoriasi, rosacea o scabbia. Raccomandiamo comunque di evitare il fai da te e attenersi alle linee guida del proprio specialista, soprattutto riguardo la frequenza di impiego.

Come usarlo

Prima di praticare la detersione con il sapone allo zolfo, può essere utile fare un bagno caldo o una doccia per favorire l’apertura dei pori e migliorare l’azione sgrassante del sapone. In caso di detersione del viso, naturalmente, è necessario prima di tutto rimuovere eventuali creme o il make-up con prodotti appositi.

Si procede quindi a strofinare il sapone sulle mani fino a formare una schiuma morbida che va poi passata delicatamente sulla pelle inumidita, evitando gli occhi e le mucose. Nel dubbio, impiegare il sapone allo zolfo solo sulle zone caratterizzate da eccessiva produzione di sebo e imperfezioni ad essa connesse.

Risciacquare abbondantemente e asciugare la pelle tamponandola, ma senza sfregare. Infine, applicare una generosa dose di crema idratante o lenitiva.

Perché usarlo

L’azione del sapone allo zolfo è resa possibile grazie alla sua capacità di stimolare il cortisolo, un ormone in grado di dilatare i vasi sanguigni favorendo l’ossigenazione dei tessuti, l’eliminazione delle impurità e pertanto la rigenerazione cutanea.

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