Fumo e Disturbi Psichiatrici 24 Feb 2018 | In X115

Introduzione

Diversi studi hanno indagato la connessione tra fumo di sigaretta ed eventi morbosi di natura psichiatrica, come la schizofrenia o la psicosi. Nonostante l’ampia mole di letteratura a riguardo, i meccanismi attraverso i quali si instaurerebbe questa connessione non sono del tutto chiari. Tuttavia i dati epidemiologici parlano chiaro, dimostrando, ad esempio, come negli Stati Uniti la probabilità di sviluppare depressione sia due volte maggiore tra i fumatori, e come il numero di pazienti affetti da patologie psichiatriche sia significativamente più alto nella popolazione fumatrice. Alla base di tali disturbi, ancora una volta, vi sarebbe “l’attività centrale” della Nicotina, responsabile di un progressivo cambiamento dell’equilibrio neuroendocrino, con rilevante compromissione dei sistemi dopaminergici e serotoninergici in particolari aree cerebrali, come l’amigdala, impegnate nel controllo dell’umore e di altre caratteristiche comportamentali.

I principali disturbi

Da un’attenta disamina della letteratura scientifica, i disturbi psichiatrici fumo-correlati, sarebbero diversi e talvolta responsabili di quadri clinici rilevanti. Nei successivi paragrafi, verranno descritte le principali condizioni psichiatriche legate al tabagismo.

Dipendenza da Nicotina

La dipendenza da Nicotina può essere considerata una vera e propria patologia psichiatrica, visti gli spiacevoli effetti collaterali legati all’astinenza. Anche in questo caso la dipendenza vedrebbe come primum movens l’azione centrale della Nicotina, in grado di rafforzare il senso di gratificazione fumo indotto, potenziando l’attività del sistema dopaminergico attraverso l’induzione dei recettori Nicotinici per l’Acetilcolina, espressi al livello del sistema limbico.

Schizofrenia

Seppur decisamente più rara rispetto alla dipendenza da tabacco, da una meta-analisi di 42 studi epidemiologici condotti su ben 20 paesi diversi, emergerebbe una stretta correlazione tra fumo di tabacco e schizofrenia. Più precisamente, pazienti schizofrenici consumerebbero un maggior numero di sigarette, supererebbero più difficilmente un percorso di disassuefazione e presenterebbero un rischio di mortalità maggiore, sostenuto anche dall’azione tossica della sigaretta. Anche in questo caso, dal punto di vista neurobiologico, sarebbe possibile osservare un legame con l’alterazione della normale attività dopaminergica, Nicotina-indotta, al livello mesolimbico.

Disturbi d’ansia

Da studi epidemiologici si noterebbe una prevalenza maggiore della dipendenza da Nicotina tra gli individui affetti da qualsiasi disturbo d’ansia rispetto alla popolazione generale. Gran parte della letteratura, infatti, sembrerebbe concorde nel ritenere il fumo di sigaretta come un possibile fattore di rischio per disturbi d’ansia ed attacchi di panico. Tra i meccanismi neurobiologici più accreditati in questo campo, vi sarebbe l’alterazione della normale funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con conseguente ipercortisolemia, sostenuta proprio dalla Nicotina. Ciclo vizioso ulteriormente alimentato dalla contestuale presenza di abitudini voluttuarie come l’alcolismo.

Disturbo bipolare

Anche in questo caso la percentuale di pazienti affetti da disturbo bipolare, secondo diverse evidenze, risulterebbe significativamente più alto nella popolazione fumatrice. Questo disturbo, evidentemente legato anche a fattori genetici, potrebbe avere come base patogenica l’alterazione del network neuroendocrino indotto dalla Nicotina e da altri fattori inspirati attraverso il fumo di sigaretta. Molti ricercatori sono ancora all’opera per identificare e caratterizzare con maggiore accuratezza eventuali meccanismi molecolari complementari a quello neuroendocrino.

Depressione

La capacità della Nicotina di indurre l’espressione di ormoni con attività gratificante, come la Serotonina o la Dopamina, spiegherebbe in parte il maggior consumo di sigarette tra i pazienti depressi. Tuttavia, l’eccessiva assunzione di Nicotina, come osservato in diversi trial preclinici e clinici, potrebbe contribuire alla desensibilizzazione dei recettori nicotinici del sistema limbico, con la conseguente perdita dell’effetto gratificante e sedante indotto dal fumo e più in generale dai suddetti fattori neuroendocrini.

Psicosi

Secondo una recente review, che ha effettuato una revisione sistematica ed una meta-analisi relativamente all’associazione tra consumo quotidiano di tabacco e malattia psicotica, il tabagismo potrebbe contribuire in maniera rilevante all’insorgenza di eventi psicotici. Più precisamente, l’uso quotidiano di tabacco determinerebbe un esordio più precoce del primo evento psicotico rispetto ai non fumatori, nonché, evidentemente, un’anticipata insorgenza del disturbo.

Bibliografia

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