Danni del Fumo e Malattie Cardiovascolari 23 Feb 2018 | In X115

Ruolo biologico

Oltre 50 anni di studio hanno permesso di chiarire adeguatamente la forte correlazione tra tabagismo e patologie cardiovascolari. Malattie coronariche, ictus, aterosclerosi, aneurismi aortici, malattie vascolari periferiche e insufficienza cardiaca sono alcuni degli esempi più eclatanti dei potenziali effetti del fumo di sigaretta sul sistema cardiovascolare umano. Si tratta di condizioni patologiche ad altissimo rischio di mortalità ed invalidità permanente, come adegutamente descritto in recentissimi report stilati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Alle più evidenti manifesazioni cliniche si aggiungerebbero, inoltre, una serie di eventi sub-clinici, come l’incremento dello spessore delle pareti carotidee, la claudicatio intermittens, i microinfarti e le lesioni ateromasiche, che – seppur non chiaramente manifeste – contribuirebbero al cronico deterioramento della funzionalità cardiovascolare.

Fumo e patologie cardiovascolari: i meccanismi fisio-patologici

Nonostante nei primi anni ’60 – quando fu dimostrata per la prima volta l’associazione tra tabagismo e patologie cardiovascolar – l’unico attore di questo triste scenario sembrasse essere la Nicotina, sono bastati pochi anni per comprendere la complessità dei meccanismi molecolari alla base di tali condizioni. Sebbene la continua assunzione di Nicotina giustificasse pienamente l’aumentato rischio cardiovascolare – per l’azione attivatrice nei confronti del sistema nervoso simpatico con conseguente vasocostrizione coronarica, incremento della frequenza e della contrattilità cardiaca ed aumento della pressione arteriosa – la curiosità scientifica di numerosi ricercatori permise, negli anni successivi, di individuare altri possibili attori. Più precisamente le specie reattive dell’ossigeno ed il monossido di carbonio, costantemente inspirato attraverso il fumo di sigaretta, sembrano oggi coinvolti nella genesi delle patologie coronariche, ed in particolare dell’aterosclerosi. A completare il complesso scenario partecipano i prodotti della combustione del tabacco, i vari particolati ed altri ossidanti chimici, il cui ruolo infiammatorio risulterebbe direttamente responsabile sia dell’attivazione piastrinica che della tanto temuta disfunzione endoteliale. La varietà delle molecole coinvolte, l’eterogeneità delle pathways molecolari attivate e l’elevata suscettibilità del sistema cardiovascolare a tali sostanze, giustificherebbero la fortissima correlazione tra tabagismo e patologie cardiovascolari.

Fumo e patologie cardiovascolari: i quadri clinici

Nonostante il panorama scientifico mostri forti evidenze e soprattutto descriva numerose sfaccettature cliniche tra tabagismo e patologie cardiovascolari, nei prossimi paragrafi verranno prese in esame solamente le condizioni morbose più frequenti nella popolazione fumatrice.

Malattia coronarica

La malattia coronarica resta sicuramente una delle condizioni patologiche più temute per l’elevata mortalità. Differenti lavori dimostrano come il rischio relativo di contrarre tale patologia, e di andare quindi incontro ad exitus, sia sensibilmente più elevato nella popolazione fumatrice, soprattutto in determinate fasce di età. Rischio direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate, seppur già manifesto anche per il consumo di poche sigarette al giorno. Dati poco incoraggianti, purtroppo, deriverebbero anche da ulteriori studi, che vedrebbero un incremento sensibile del rischio anche negli utenti non fumatori ma accidentalmente esposti a fumo passivo. Tuttavia, la disassuefazione da fumo sembrerebbe utile nell’abbassare sensibilmente tale rischio, garantendo una riduzione significativa degli episodi di infarto acuto del miocardio.

Malattia cerebrovascolare

L’azione lesiva delle specie reattive dell’ossigeno sulla funzionalità vascolare del microcircolo, l’attività pro-aggregante sostenuta dai prodotti della combustione del tabacco e la vasocostrizione determinata dalla Nicotina costituiscono solo alcuni dei principali eventi responsabili della compromissione della normale vascolarizzazione cerebrale. Dati molecolari, fortemente sostenuti da evidenze cliniche ed epidemiologiche, attribuirebbero al fumo di sigaretta una correlazione diretta con eventi cerebrovascolari acuti come l’ictus. Patogenesi in parte condivisa anche da altre patologie neurologiche ad andamento cronico, come l’Alzheimer e la demenza senile, per le quali sembrerebbe esservi una forte compromissione della funzionalità vascolare cerebrale ed in particolare del microcircolo.

Aneurisma aortico

Diversi studi, ed in particolare interessanti studi autoptici, dimostrano come il fumo di sigaretta, anche nei più giovani, determini una precoce aterosclerosi aortica addominale. Questa, assieme all’infiammazione cronica sostenuta dai prodotti della combustione e all’aumentata espressione di elastina e proteasi, determinerebbe un incremento delle lesioni precoci dell’aorta addominale, nonché un aumentato rischio di morte nei fumatori di tutte le età.

Patologie vascolari periferiche

Micro e macroangiopatie sono tra le conseguenze clinicamente più frequenti di condizioni come il diabete ed il tabagismo. L’aumentato rischio trombotico, la ridotta vascolarizzazione periferica e l’accumulo di cataboliti tossici costituiscono alcuni degli eventi biologici caratteristici della trombosi venosa profonda e più in generale di patologie vascolari periferiche. Il fumo di sigaretta, con la sua attività lesiva nei confronti delle strutture vascolari nonché con la costante attività vasocostrittiva, costituirebbe un fattore di rischio primario per lo sviluppo di tali angiopatie e per l’aumentato rischio di conseguenze, anche letali, come il tromboembolismo.

Ipertensione arteriosa

E’ stato ormai ampiamente dimostrato come il fumo di sigaretta induca un incremento sensibile del livelli di pressione arteriosa, sia a breve che a lungo termine. L’azione vasocostrittiva della Nicotina da un lato, ed il danneggiamento vascolare indotto dalle specie reattive dell’ossigeno dall’altro, rappresentano i principali eventi biologici coinvolti nella genesi dell’ipertensione. Tale condizione, assieme alle altre conseguenze del tabagismo, incrementerebbe sensibilmente nei fumatori il rischio di ipertrofia ed insufficienza cardiaca.

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