Vitamina E e Fumo – Ruolo Contro i Danni nel Fumo 23 Feb 2018 | In X115

Introduzione

Con il termine generico Vitamina E si indica un famiglia di 8 molecole lipo-solubili, costituita da 4 isoforme di tocoferoli e da 4 isoforme di tocotrienoli. Nonostante l’elevata eterogeneità chimica, solamente l’alfa-Tocoferolo è in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali di questa Vitamina, rendendosi biologicamente disponibile nei vari tessuti*. Fortunatamente, quantità adeguate di questa isoforma sono presenti abbondantemente in natura, in oli vegetali come l’olio di oliva, di girasole e di cartamo, nella frutta secca come le noci e gli arachidi, nei semi di molti frutti e in minima parte anche in alcuni vegetali (verdure a foglia verde), rendendone agevole l’assunzione e rara la carenza. *NB: gli altri tocoferoli e tocotrienoli hanno minore importanza vitaminica, ma sono molto studiati per le proprietà antiossidanti e il loro ruolo nella prevenzione di malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Funzioni biologiche

La Vitamina E è nota per la sua spiccata attività antiossidante, preziosa nel proteggere le membrane lipidiche dai processi di lipoperossidazione sostenuti dall’eccesso di radicali liberi dell’ossigeno. Questa Vitamina, infatti, intercalandosi nello spessore del doppio strato fosfolipidico è in grado di reagire con radicali perossidici, neutralizzandone l’attività reattiva. Oltre all’azione protettiva nei confronti delle membrane lipidiche, la Vitamina E si è rivelata preziosa nel prevenire l’ossidazione delle lipoproteine LDL, impedendo a quest’ultime di depositarsi nello spessore delle pareti vascolari provocando la formazione dell’ateroma e il conseguente declino della funzionalità cardiovascolare. Assieme alla funzione antiossidante, la Vitamina E si è rivelata utile nel sostenere l’attività del sistema immunitario, stabilizzando le membrane e le relative molecole di adesione espresse sia sui linfociti che sulle cellule presentanti l’antigene. Tale attività si sarebbe rivelata utile sia nel prevenire l’insorgenza di patologie infettive, sia nel sostenere l’attività del sistema immunitario in corso di condizioni stressanti o di particolari patologie iatrogene (farmacologiche).

Stati carenziali

Grazie alla facile reperibilità in natura, carenze clinicamente rilevanti di Vitamina E sono piuttosto rare e presenti soprattutto in pazienti con problemi di malassorbimento o senescenza. Tuttavia, stati subcarenziali – associati ad esempio a diete inadeguate, piuttosto che a un eccessivo fabbisogno, come quello presente in condizioni pro-ossidanti, quali ad esempio il tabagismo – potrebbero determinare la comparsa di sintomi neurologici, disturbi sensoriali, miopatie, astenia e aging precoce con quadri clinici decisamente sfaccettati. Riconoscere i possibili fattori di rischio risulta quindi rilevante nel prevenire l’insorgenza di questi eventi.

Vitamina E e fumo

Si è precedentemente descritto come il tabagismo sia una condizione associata a un aumentato fabbisogno di Vitamina E, proprio per l’elevato impatto ossidante indotto dai metalli pesanti, dai radicali libero dell’ossigeno e dell’azoto e dai numerosissimi cataboliti assunti tramite il fumo di sigaretta. Diversi studi, denunciano il calo delle concentrazioni ematiche di Vitamina E nei fumatori contestualmente esposti a patologie ossidative, come ad esempio la cataratta, sottolineando l’importanza del bilanciamento dello stato red-ox organico. Per questo motivo si è pensato che la supplementazione con Vitamina E potesse risultare preziosa nel salvaguardare lo stato di salute del fumatore. Nonostante i buoni presupposti di base e le prime incorraggianti evidenze sperimentali, la supplementazione con Vitamina E, anche ad alte dosi, non ha soddisfatto le importanti attese previste. Pochi benefici si sarebbero infatti osservati sulla prevenzione e progressione di patologie oncologiche come il carcinoma della vescica o della prostata, molto diffuse tra i fumatori, o nel miglioramento della funzionalità ventilatoria in corso di patologie infiammatorie respiratorie fumo-correlate, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Dati più interessanti sono invece emersi da alcuni studi sull’utilità preventiva della Vitamina E nei confronti della patologie cardiovascolari. Seppur solo in modelli sperimentali, l’uso adeguato di Vitamina E avrebbe controllato l’insorgenza di anomalie istologiche e funzionali indotte dal fumo di sigaretta nelle pareti vascolari, riducendo così il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari. Contestualmente, dati interessanti sarebbero derivati anche dall’utilizzo prenatale di questa vitamina, in donne fumatrici, relativamente alla salvaguardia dello stato di salute del nascituro. Utili, seppur ancora non del tutto caratterizzati, potrebbero inoltre essere i benefici della supplementazione con Vitamina E nella prevenzione di patologie degenerative, sia a carico del sistema nervoso, come la demenza senile e l’Alzheimer, sia a carico del tessuto osseo come l’osteoporosi. Si attendono pertanto ulteriori sviluppi anche in questo ambito di ricerca

Bibliografia

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