Fumo – Carenza di Vitamina C nei Fumatori 23 Feb 2018 | In X115

Introduzione

La Vitamina C, nota scientificamente come Acido Ascorbico, è una Vitamina idrosolubile di vitale importanza per le cellule del nostro organismo. Non potendo essere sintetizzata endogenamente, l’assunzione attraverso la dieta costituisce un essenziale mezzo di acquisizione di questo vitale fattore. L’importanza biologica di questa Vitamina è da ricondurre sia al fondamentale ruolo ossido-riduttivo, efficace nel controllare i danni biologici esercitati dai radicali liberi dell’ossigeno, sia all’attività di cofattore enzimatico. Più precisamente la Vitamina C rientra:

Alla luce delle sue molteplici attività biologiche, assicurare la quota opportuna di Vitamina C costituisce sicuramente un obiettivo primario di strategie nutrizionali e preventive.

Carenza di Vitamina C

La carenza di Vitamina C, nota già dal 1700 come Scorbuto, è oggi una condizione decisamente rara, grazie anche alle modeste quantità di acido ascorbico necessarie a prevenirla Classicamente tale patologia si distingueva per la severa sintomatologia, caratterizzata da sanguinamento sottocutaneo, perdita di capelli, perdita di denti, dolori articolari, edemi diffusi e morte. Nonostante lo Scorbuto sia ormai solo un vago ricordo, esistono oggi varie condizioni che rappresentano fattori di rischio per situazioni deficitarie di vitamina C. Diete inadeguate, eccessiva esposizione a fattori ossidanti come i raggi ultravioletti ed il fumo di sigaretta costituiscono alcune delle condizioni potenzialmente a rischio di deficit di Vitamina C, sia per l’eventuale ridotta introduzione dietetica sia per l’aumentato fabbisogno giornaliero.

Vitamina C e fumo

E’ ampiamente descritto ed accettato in letteratura come il fumo di sigaretta costituisca uno dei principali fattori di rischio per condizioni carenziali di Acido Ascorbico. Le concentrazioni plasmatiche di Acido Ascorbico, infatti, sembrerebbero ridursi drasticamente nei fumatori, anche a parità di quota assunta, determinando l’instaurarsi di quadri clinici e subclinici. Differenti autori infatti sostengono come una riduzione apprezzabile delle concentrazioni ematiche di Acido Ascorbico legata al fumo di sigaretta possa determinare:

  Particolarmente interessanti sarebbero anche le evidenze che vedrebbero una certa associazione tra fumo di sigaretta, riduzione delle concentrazioni di Vitamina C ed insorgenza di patologie cronico-degenerative come osteoporosi, patologie neurologiche e cancro. Tutte le suddette condizioni evidentemente riconducibili alle oltre 4000 sostanze chimiche presenti nel fumo di sigaretta, vedrebbero tuttavia come capostipite una serie di piccole molecole altamente reattive note come specie reattive dell’ossigeno. E’ stato stimato infatti come una semplice “boccata” possa introdurre oltre 1000 specie reattive dell’ossigeno, depauperando gradualmente le riserve antiossidanti endogene come per l’appunto quelle di Vitamina C. Particolarmente interessante in questo senso, è il risultato di un recente studio che dimostrerebbe come il fumo di sigaretta possa determinare una drastica riduzione della barriera antiossidante salivare, e come l’adeguata introduzione di Vitamina C invece possa sostenerla. Da queste evidenze emergerebbe ulteriormente il ruolo chiave della Vitamina C nella prevenzione degli stati carenziali associati al fumo.

L’integrazione con Vitamina C nei fumatori

Il forte potere ossidante del fumo di sigaretta, nonché i diretti effetti sull’integrità e funzionalità di differenti organi ed apparati, ha da sempre spinto a testare l’uso di sostanze naturali nella prevenzione di possibili complicanze. L’integrazione con Vitamina C nei fumatori, oltre alle preziose ipotesi preventive, è stata sostenuta da forti evidenze scientifiche che hanno caratterizzato il ruolo depletivo del fumo di sigaretta sulle concentrazioni ematiche e cellulari di questa vitamina. Già 30 anni fa, infatti, si osservò come i classici 60 mg di Vitamina C, consigliati nella popolazione generale, non risultassero sufficienti a prevenire il deficit di Vitamina C indotto dal fumo di sigaretta, aumentando pertanto sensibilmente il rischio sia clinico che oncologico legato al fumo. Si pensò quindi di aumentare le quantità di Vitamina C dietetiche, spostando il normale RDA di 6-10 volte e raggiungendo pertanto i 200-500 mg giornalieri. Tali quantità si sarebbero rivelate utili, non solo nel preservare le concentrazioni plasmatiche di Vitamina C, ma soprattutto nel sostenere le difese antiossidanti endogene, particolarmente impegnate nella lotta allo stress ossidativo. Su questa scia, quindi, l’integrazione con Vitamina C sarebbe in grado di ridurre, nei fumatori, il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari, il rischio di sviluppare lesioni precancerose del cavo orale ed il rischio di aging cellulare prematuro. Altrettanto interessanti risulterebbero altre evidenze che vedrebbero la Vitamina C, e più in generale gli antiossidanti, direttamente impegnati nella prevenzione dei disordini della fertilità legati al fumo di sigaretta. In quest’ ottica, recentissimi studi avrebbero infatti dimostrato come un’adeguata supplementazione con antiossidanti potrebbe contribuire ad un miglioramento sia quantitativo che qualitativo del seme maschile. In conclusione, l’adeguata assunzione di Vitamina C, evidentemente superiore alle quantità sinteticamente descritte nei LARN, dovrebbe costituire parte integrante delle strategie preventive, sia integrative che dietetiche, riservate ai fumatori.

Bibliografia

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