Danni da Fumo in Gravidanza 23 Feb 2018 | In X115

Introduzione

Gli effetti negativi, a breve e lungo termine, del fumo di sigaretta per la salute della madre e del nascituro sono stati ormai ben caratterizzati e descritti in differenti studi. Il tabagismo potrebbe infatti essere considerato, per frequenza e gravità, come il più importante fattore di rischio ambientale per il normale sviluppo del feto. E’ noto, infatti, come i sottoprodotti della combustione, oltre alla stessa Nicotina, possano indurre una serie di alterazioni strutturali e funzionali nel nascituro, compromettendo al contempo anche la salute della madre. Nonostante le chiare evidenze, il tabagismo, durante la gravidanza costituisce ancora una pratica particolarmente diffusa, soprattutto in determinate categorie a rischio. Da recenti evidenze epidemiologiche, infatti, il basso livello culturale, le difficoltà socio-economiche, l’assenza di una situazione famigliare stabile e la contestuale presenza di obesità rappresentano alcune delle principali caratteristiche della gestante fumatrice; caratteristiche che costituiscono già da sole seri fattori di rischio per la salute del nascituro.

I danni del fumo in gravidanza

Prima ancora della gravidanza, il fumo attivo e passivo in età fertile è statisticamente associato a problemi della fertilità. Più precisamente, diversi studi condotti su intere popolazioni hanno trovato una forte correlazione tra fumo di sigaretta e:

Fumo e ritardo di crescita intrauterino

Il ritardo di crescita intrauterino è una delle più frequenti e importanti conseguenze sul nascituro del fumo di sigaretta. Differenti studi condotti dal ’99 al 2006 hanno infatti evidenziato un’associazione dose-dipendente tra fumo di sigaretta e ritardo di crescita intrauterino, dimostrando come il peso di bambini nati da madri fumatrici risultasse decisamente più basso rispetto a quello di bambini nati da madri non fumatrici. Tali condizioni potrebbero avere ripercussioni importanti sullo stato di salute generale del neonato, in particolare sul tasso di morbilità e mortalità perinatale e neonatale. Al ritardo di crescita intrauterino si aggiungerebbe, secondo recenti evidenze citogenetiche, anche una serie di modificazioni geniche ed epigenetiche indotte dai cataboliti del fumo di sigaretta. Queste si ripercuoterebbero direttamente sul sistema immunitario materno, quindi fetale, aumentando seriamente il rischio di possibili reazioni autoimmuni.

Fumo e malattie nel nascituro

Al contrario di quanto si possa superficialmente pensare, i danni del fumo di sigaretta non si esaurirebbero solamente nell’immediatezza del parto, con complicanze perinatali e neonatali, ma potrebbero ripercuotersi anche sullo stato di salute a lungo termine. Tutte queste condizioni, inoltre, risulterebbero accumunate dalla permanenza e dalla limitata gamma di trattamenti causali presenti. Esempi classici sarebbero: Malattie cardiache Il rischio di difetti congeniti del sistema cardiovascolare del feto è stato in parte correlato all’esposizione al fumo ed ai suoi cataboliti durante la gravidanza e soprattutto durante le prime fasi di sviluppo embrionale. Particolarmente interessanti sarebbero alcune recenti evidenze che attribuirebbero al fumo di sigaretta in particolari fasi della gravidanza, malformazioni cardiache congenite ricorrenti, come le malformazioni del setto. Malattie renali Alcuni lavori prospettici avrebbero dimostrato l’esistenza di una relazione dose-dipendente tra numero di sigarette consumate durante la gravidanza e volume del rene fetale. Più precisamente, le dieci sigarette al giorno correlerebbero con un ridotto volume renale e con un conseguente incremento del rischio di malattie renali ed ipertensione nel corso della vita adulta Malattie polmonari Interessantissimi studi hanno dimostrato come il fumo di sigaretta, durante la gravidanza, si associ ad una diminuzione della funzionalità polmonare nella prole, durante il corso della vita. In particolare, si sarebbe osservato un aumento dell’ospedalizzazione per infezioni respiratorie, un incremento del rischio di asma ed una riduzione della normale funzionalità respiratoria Malattie gastrointestinali Un recente studio avrebbe dimostrato come il fumo materno durante la gravidanza possa determinare un incremento del rischio di coliche infantili, ed un aumentato rischio di difetti gastrointestinali come gastroschisi ed atresia anale. BMI ed Obesità Interessante è l’associazione osservata tra fumo di sigaretta materno ed indice di massa corporea durante l’infanzia e la vita adulta. Più precisamente, l’esposizione in utero al fumo di sigaretta sembrerebbe correlare ad un incremento del BMI, della circonferenza addominale, e delle circonferenze di vita e polso durante la vita sia pediatrica che adulta. Malattie neurologiche Più che con vere e proprie malattie neurologiche, il fumo di sigaretta, durante la gravidanza, risulterebbe correlato ad una riduzione delle dimensioni e della densità del cervello, del cervelletto e del corpo calloso, con conseguente ritardo nella capacità di rispondere adeguatamente agli stimoli esterni, e nell’abilità di sviluppare le normali competenze motorie. Interessanti dati vedrebbero anche associazioni tra fumo in gravidanza e ridotto rendimento scolastico e peggiori performance cognitive del bambino.

Bibliografia

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