Ialuronidasi | Cos’è? Effetti Dannosi e Benefici Antirughe 20 Ott 2020 | In X115

Cos’è la Ialuronidasi?

Il termine ialuronidasi identifica una classe di differenti enzimi, in grado di degradare alcuni componenti classici della matrice extracellulare, come l’acido ialuronico, la condroitina e i condroiditin solfati.

Quando questi componenti vengono degradati, aumenta la permeabilità della pelle, che di conseguenza risulta maggiormente esposta a infezioni, infiammazioni e reazioni allergiche.

In questi casi, l’inibizione della ialuronidasi riduce l’infiammazione e promuove la guarigione della pelle 1.

A Cosa Serve?

La naturale attività idrolitica della ialuronidasi è sfruttata da numerosi microrganismi patogeni, i quali, al fine di penetrare agevolmente le strutture dell’ospite, hanno ottimizzato l’espressione di questo enzima.

Analogamente, in ambito clinico il primo utilizzo di questo enzima risale al 1928, quando la ialuronidasi venne utilizzata per facilitare la penetrazione sottocutanea di vaccini e vari farmaci, migliorandone così l’attività preventiva.

Sulla scia dei primi studi, la ialuronidasi viene attualmente impiegata come carrier di numerosi principi attivi, facilitandone la penetrazione sottocutanea e riducendo così il ricorso alla somministrazione endovenosa.

Con la crescente popolarità dei filler all’acido ialuronico, la ialuronidasi è diventata anche un farmaco essenziale per la correzione delle complicanze e dei risultati insoddisfacenti di questi trattamenti.

Inoltre, la ialuronidasi può essere utilizzata per aumentare il riassorbimento degli ematomi e promuovere l’assorbimento dei mezzi di contrasto nell’angiografia delle vie urinarie (urografia con iniezione sottocutanea del mezzo di contrasto) 2.

Usi in ambito Estetico-Dermatologico

Premesse

I massimi esperti di medicina antiaging hanno cercato di comprendere a pieno i complessi meccanismi di rinnovamento della matrice extracellulare e il ruolo dell’enzima ialuronidasi nel turnover di queste strutture.

I primi lavori dimostrarono come nelle fasi di neodeposizione di collagene e glicosaminoglicani, come appunto l’acido ialuronico, si osservasse un incremento, sia plasmatico che locale, di una serie di piccole molecole in grado di inibire le metallo proteinasi e le ialuronidasi.

Questi inibitori delle ialuronidasi, quindi, sembravano sostenere la riparazione e il ringiovanimento della matrice extracellulare, contribuendo all’aumento locale di fibre collagene e glicosaminoglicani, e donando alla cute un aspetto più compatto e lucente.

Le suddette osservazioni hanno aperto le porte alla sperimentazione degli inibitori della ialuronidasi come sistema antiaging.

Impieghi Medico-Estetici

Considerando la fisiologica attività della ialuronidasi, questo enzima rientra attualmente tra le metodiche impiegate in ambito medico-estetico-dermatologico.

Più precisamente, le iniezioni intradermiche di ialuronidasi vengono utilizzate:

Di conseguenza, l’uso della ialuronidasi rappresenta:

Possibili Effetti Collaterali

Il progresso della tecnica ha consentito il passaggio dall’utilizzo di una Ialuronidasi estrattiva, con tutti i limiti igienico-sanitari e contaminativi del caso, a una forma ricombinante, pura dal punto di vista microbiologico e sicura dal punto di vista clinico.

Le reazioni allergiche rimangono comunque un effetto collaterale relativamente comune delle iniezioni di ialuronidasi (con un’incidenza compresa tra lo 0,05% e lo 0,69%) 3, 4.

Queste reazioni allergiche sono prevalentemente locali, ma in casi rari possono verificarsi reazioni sistemiche 5.

Poiché le risposte allergiche alla ialuronidasi sono per la maggior parte reazioni di ipersensibilità immediata, si consigliano test cutanei prima dell’uso. Tuttavia, alcuni pazienti manifestano reazioni allergiche ritardate, che i test cutanei potrebbero non prevedere 5.

Inibizione della ialuronidasi

Se da un lato l’uso intradermico di ialuronidasi potrebbe rivelarsi importante nel correggere alcuni errori medici o nel controllare gli esiti flogistici di particolari eventi, in medicina anti-aging l’inibizione dello stesso enzima ha assunto un ruolo chiave nella gestione dell’invecchiamento cutaneo.

Il razionale alla base di questo tentativo è rappresentato dalla possibilità di bloccare la degradazione endogena di acido ialuronico.

Circa la metà dell’acido ialuronico nel corpo è presente nella pelle, dove si lega all’acqua per aiutare a trattenere l’umidità 6. Tuttavia, il naturale processo di invecchiamento e l’esposizione a fattori come le radiazioni ultraviolette del sole, il fumo di tabacco e l’inquinamento possono ridurre le sue quantità nella pelle 7, 8.

La carenza di acido ialuronico si accompagna ad alcuni tipici inestetismi cutanei come:

L’assunzione di integratori di acido ialuronico a dosi di 120-240 mg al giorno per almeno un mese ha dimostrato di poter aumentare i livelli di acido ialuronico nella pelle, migliorando significativamente l’idratazione e l’elasticità cutanea e riducendo le rughe e i problemi di pelle secca 9, 10, 11, 12.

Negli ultimi anni si è dato impulso anche alla ricerca di costituenti naturali in grado di inibire l’enzima ialuronidasi, proteggendo così la matrice dalla proteolisi indotta da questo enzima.

Gli importanti sforzi compiuti in questo settore hanno consentito di individuare alcuni inibitori della ialuronidasi, spesso attivi anche nei confronti delle metalloproteinasi (che degradano il collagene) e dell’elastasi (che degrada l’elastina).

Gli inibitori noti della ialuronidasi includono agenti antinfiammatori (p. es. Indometacina, desametasone e salicilati), antistaminici, stabilizzatori dei mastociti, eparina, vitamina C, dicumarene e mezzi di contrasto radiografici 4, 13.

A questi si aggiungono numerosi composti vegetali, come

Uno studio elenca tra gli inibitori naturali della ialuronidasi il polline d’ape e i fitocostituenti delle specie Chamaerhodos erecta, Chamaerhodos altaica, Lythrum salicaria L., Dracocephalum foetidum, Daphne oleoides subsp. Kurdica, Colocasia esculenta (L.) Shott, Fabiana bryoides Phil., Fabiana punensis A.C. Arroyo, Fabiana densa J. Rèmy, Fabiana patagonica Speg., Gaultheria procumbens L., Oenothera biennis L., Oenothera paradoxa L., Canavalia gladiata DC, Glycine max L. Merrill e Payena dasyphylla 1.

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