Sapone di Marsiglia – Scopri Ingredienti, Ricetta e Benefici per la Pelle 21 Nov 2018 | In X115

Generalità

Il sapone di Marsiglia è un sapone vegetale tradizionalmente disponibile in saponetta, ossia in formato solido. Tuttavia, come ben sappiamo, oggi possiamo trovare svariate versioni del sapone di Marsiglia: liquido, in scaglie o anche in polvere. Saranno tutte egualmente valide? E quali sono le differenze con le altre tipologie di sapone?

Il sapone di Marsiglia, come suggerisce il nome stesso, ha origine nella città di Marsiglia, nel sud della Francia, sebbene il suo sviluppo sia strettamente legato all’espansione del sapone di Aleppo nell’area mediterranea, a seguito delle crociate. Si ritiene, infatti, che proprio la diffusione di quest’ultimo abbia dato l’impulso alla creazione di numerosi saponi locali, come quelli di Castiglia, di Genova o di Alicante, che da esso traggono spunto sia per quanto riguarda gli ingredienti di base che il processo di lavorazione.

In origine, il sapone di Marsiglia conteneva solo ingredienti tipici della sua area di produzione, come l’olio d’oliva; tuttavia, con il tempo, la ricetta originale venne modificata per includere altri grassi di origine vegetale, come l’olio di cocco o di palma, che ancora oggi possono costituire gli ingredienti principali di molti saponi di Marsiglia disponibili in commercio.

Allo stesso tempo, si trovano prodotti in qualche modo ispirati a questo famoso sapone, che magari ne replicano il profumo, ma che poi di fatto sono tutt’altro che naturali. Occhio, quindi, a leggere con attenzione le etichette prima di acquistare.

Il sapone di Marsiglia puro, del resto, possiede numerosi benefici che lo rendono adatto a tantissimi utilizzi, sia per il benessere della pelle di viso e corpo che per la pulizia della casa e molto altro. Tuttavia, questo non significa che il sapone di Marsiglia possa essere utilizzato in ogni circostanza; come tutti i saponi, infatti, può rivelarsi troppo aggressivo per alcuni tipi di pelle, oppure se impiegato in modo improprio.

Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza per capire come riconoscere il vero sapone di Marsiglia e come farne buon uso.

Curiosità

La parola sapone pare avere origine germanica e derivare da un termine gallico che indicava una mistura di grasso di capra e potassa usata per rendere lucidi i capelli.

Cenni Storici

L’ipotesi finora più accreditata è che il sapone di Marsiglia tragga spunto dalla lavorazione e dall’utilizzo del sapone di Aleppo, prodotto a base di olio d’oliva e di alloro, originario della città di Aleppo in Siria. Esso giunse in occidente ad opera dei crociati nel XII secolo circa e da qui si diffuse rapidamente in tutto il bacino del Mediterraneo, in particolare in Italia, Spagna e Francia, climaticamente più adatte a replicarlo.

Trascorsero più o meno due secoli prima che il sapone di Marsiglia venisse prodotto in via ufficiale, ma i saponai del luogo intuirono immediatamente la portata del successo di questo prodotto. Si diffuse, infatti, molto rapidamente e ben presto le richieste si estesero a tutto il territorio francese, e non solo.

La prima fabbrica francese di sapone di Marsiglia è della fine del ‘500 e già un secolo dopo la produzione di questo detergente toccava le 20 mila tonnellate l’anno; un valore che si impennò ulteriormente quando le richieste cominciarono a giungere anche dall’estero. Paesi come l’Olanda, l’Inghilterra e la Germania, abituate più che altro a saponi di origine animale, richiedevano notevoli quantitativi di prodotto, tanto che i saponifici marsigliesi furono costretti ad attrezzarsi per sopperire ad una domanda sempre crescente.

La produzione del sapone di Marsiglia, che proseguì persino in seguito alla Rivoluzione Francese, non sembrò conoscere momenti di crisi fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, quando l’operatività del porto di Marsiglia subì un’inevitabile battuta d’arresto. Neppure l’evoluzione tecnologica e l’acquisto di nuovi macchinari riuscirono a risollevare completamente il settore, che finì per cedere il passo a prodotti di sintesi molto diffusi nel secondo dopoguerra.

Curiosità

Il nome Sapone di Marsiglia cominciò ad essere impiegato come marchio identificativo del prodotto durante il regno di Luigi XIV, il Re Sole, nel suo momento di massima espansione.

Ingredienti

Alla base del sapone di Marsiglia ci sono ingredienti naturali e 100% vegetali, tipici dell’area di lavorazione del prodotto. In particolare, la ricetta tradizionale prevedeva l’uso di olio di oliva e cenere di salicornia, una pianta strettamente legata ai territori marini. Nel tempo, però, questo sapone ha subito notevoli variazioni.

Ricetta tradizionale

Nel 1600 la produzione del sapone di Marsiglia raggiunse livelli di diffusione altissimi. Per regolarne la produzione ed evitare contraffazioni, nel 1688 il Ministro del Re Sole, Jean-Baptiste Colbert, promulgò un editto che definiva chiaramente la composizione ufficiale del sapone di Marsiglia. Nel terzo articolo di tale editto possiamo leggere che:

Nella fabbricazione del sapone non ci si potrà servire, oltre a barrilla (carbonato di sodio di origine spagnola), soda o cenere, di alcun grasso, burro o altro materiale; ma solamente di puro olio d’oliva, e non mescolato ad altri grassi, pena la confisca delle merci.

Riepilogando, dunque, la ricetta originale del sapone di Marsiglia prevedeva:

Sempre lo stesso editto obbligava i saponai ad interrompere la produzione del sapone di Marsiglia durante l’estate poiché il calore poteva rovinare la qualità dell’olio; prevedeva inoltre come il prodotto andasse posizionato durante l’essicazione che seguiva al taglio e alla marchiatura a mano. Infine, l’olio di oliva, pressato a metà inverno, doveva essere lasciato riposare almeno fino all’inizio di maggio, affinché maturasse a pieno.

Chiunque fosse stato scoperto a infrangere la legge per quattro volte sarebbe stato bandito dalla regione: il sapone di Marsiglia, dunque, era una faccenda molto seria.

Modifiche alla ricetta

La centralità del porto di Marsiglia nei commerci con l’estero consentì – tra ‘800 e ‘900 – l’importazione di nuovi grassi vegetali, come l’olio di cocco, di palma, di sesamo o di arachide, che ben si prestavano alla produzione del sapone. Da qui ebbe origine una variazione della ricetta che si è tramandata sino ad oggi e che può trarre in inganno coloro che cerchino il sapone di Marsiglia puro, nella sua ricetta originale.

Si deve al chimico François Merkle lo sviluppo di una nuova ricetta del sapone di Marsiglia che cominciò a circolare agli inizi del XX secolo:

Sebbene questa ricetta venne impiegata a lungo e sia diffusa ancora oggi, sono in molti a contestarne l’originalità e la tipicità, rifiutandosi di considerare il prodotto che ne deriva come il vero sapone di Marsiglia.

Curiosità

Nonostante il nome sembri dichiararne senza ombra di dubbio la provenienza, qualcuno sostiene che il sapone di Marsiglia sia in realtà originario di…Gallipoli.

Lavorazione

L’editto di Colbert, dunque, fornì le linee guida per un processo che si era ormai affinato nei secoli e che prevedeva fasi di lavorazione molto precise:

Sapone di Marsiglia fai da te

Data la ricetta originale e le fasi di produzione tradizionali, è possibile preparare il sapone di Marsiglia a casa, accertandosi in questo modo che gli ingredienti utilizzati siano genuini. Ad ogni modo, il procedimento per realizzare il sapone a casa richiede una certa manualità e attenzione ai dettagli per evitare di farsi del male; munirsi quindi di occhiali protettivi, mascherina, guanti e grembiule, prima di mettersi all’opera.

Ecco allora i passaggi da seguire:

Curiosità

Nonostante la sua indubbia fama, il sapone di Marsiglia non gode dell’AOC (Appelation d’origine contrôlée), etichetta equivalente alla nostra Denominazione d’origine controllata (DOC).

Proprietà

Il sapone di Marsiglia, abbiamo detto, nella sua versione originale è un sapone solido, totalmente vegetale e quindi anche ecosostenibile dal momento che è costituito da ingredienti naturali. Se realizzato con olio d’oliva si presenta di colore verde, più intenso all’interno che all’esterno; al contrario, quando è realizzato con altri oli vegetali, appare color avorio o giallo tenue.

Oltre che per il suo profumo caratteristico, generalmente descritto come “profumo di pulito”, il sapone di Marsiglia è apprezzato anche per le sue numerose proprietà:

Attenzione

Nonostante i benefici appena elencati, è bene ricordare che il sapone di Marsiglia, in quanto tale, non è adatto a tutti i tipi di pelle. Trattandosi infatti di un sapone, per quanto più delicato rispetto ad altre formulazioni, tende comunque a sviluppare un pH alcalino a contatto con l’acqua. Dal momento che invece la pelle possiede un pH per lo più acido, questo disequilibrio può comportare numerose problematiche, tra le quali secchezza, prurito o irritazioni.

Per questa ragione se ne sconsiglia l’uso nella detersione delle zone intime e per tutti coloro che soffrono di pelle sensibile o patologie cutanee particolari. Qualora doveste riscontrare fastidi in seguito all’impiego del sapone di Marsiglia, pertanto, interrompetene immediatamente l’uso e rivolgetevi al vostro dermatologo di fiducia.

In ogni caso è bene sottolineare che questo sapone è tendenzialmente ben tollerato.

Approfondimento – Sapone di Marsiglia: Come Sceglierlo

Il moderno impulso verso cosmetici più naturali, rispettosi sia del benessere della persona che dell’ambiente, ha riportato in auge prodotti un tempo conosciuti e apprezzati ma che avevamo dimenticato; tra questi troviamo senza alcun dubbio i saponi della tradizione, come quello di Aleppo, o quello nero o ancora il sapone di Marsiglia.

In alcuni casi le versioni moderne mantengono inalterate le tecniche di produzione o perlomeno gli ingredienti, in altri, invece, esse hanno poco a che fare con il prodotto originale del quale più che altro sfruttano il nome e la fama. Ecco perché è importante sapere come distinguere i prodotti validi da quelli, diciamo così, ingannevoli.

Vediamo allora alcuni punti su cui prestare attenzione:

  • Le maggiori differenze rispetto al passato si ritrovano nel processo di saponificazione vero e proprio che, come abbiamo visto, un tempo era a caldo mentre oggi è a freddo, il che semplifica il lavoro consentendo una diminuzione dei prezzi nonché un prodotto più gradevole dal punto di vista estetico;
  • Quella che un tempo veniva chiamata soda, non era la stessa di oggi. In origine, infatti, il sapone di Marsiglia era prodotto con il carbonato di sodio derivato dalle ceneri vegetali di salicornia; al giorno d’oggi, invece, si utilizza come base forte la soda caustica o idrossido di sodio, un composto minerale ed ugualmente ecologico;
  • In commercio oggi è più facile trovare il sapone di Marsiglia nella seconda versione di Merkle piuttosto che puro. I prodotti più diffusi infatti contengono olio di cocco o di palma o una miscela di entrambi; in alcuni casi essi presentano tutti e tre gli oli vegetali, così da accontentare anche i più fedeli alle tradizioni;
  • Attenzione alle diciture “al sapone di Marsiglia” o “al profumo di sapone di Marsiglia” poiché in genere si tratta di detergenti sintetici che non contengono sapone di Marsiglia, ma solamente additivi che lo ricordano nel profumo o nel colore;
  • Più frequentemente il sapone di Marsiglia viene presentato in formato liquido, completamente l’opposto quindi rispetto al prodotto originale. In questo caso, tuttavia, per quanto si tratti di un detergente di natura sintetica, oltre ai tensioattivi che gli conferiscono la consistenza liquida, contiene in genere anche gli ingredienti tradizionali del sapone di Marsiglia;
  • Ultimo aspetto da considerare è la presenza in etichetta dell’indicazione sodium tallowate: si tratta in questo caso di ingredienti di origine animale che quindi non rispetto la tradizione del tutto vegetale del sapone di Marsiglia puro.

Utilizzi

Le numerose qualità del sapone di Marsiglia lo rendono un detergente estremamente versatile e adatto a numerosi utilizzi. Tra questi alcuni sono più conosciuti di altri:

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