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Magazine X115 X115 Ribosio | Funzioni, Dosi | Rischi e Benefici per Sport e Salute

Ribosio | Funzioni, Dosi | Rischi e Benefici per Sport e Salute

  • 10 minuti

Che Cos’è

Il ribosio è uno zucchero coinvolto nella produzione di energia (ATP) e acidi nucleici (DNA e RNA).

La sua integrazione può essere utile in caso di bassi livelli energetici, ad esempio in seguito a insulti cardiaci o esercizio fisico prolungato.

Il ribosio è stato utilizzato sia per via orale che per via endovenosa per molte condizioni patologiche, come la sindrome da stanchezza cronica 1, la fibromialgia 2 e la disfunzione miocardica 3.

Inoltre, viene spesso utilizzato per migliorare le prestazioni atletiche e ridurre i sintomi di crampi, dolore e rigidità dopo l’esercizio 1.

In natura, il ribosio si trova in tutte le cellule viventi, in particolare nei mitocondri, ed è un componente chiave del DNA, dell’RNA, dell’acetil coenzima A e dell’ATP 4.

Le fonti alimentari di ribosio sono piuttosto modeste e il fabbisogno viene colmato dalla sintesi endogena.

In particolare, le cellule producono D-ribosio attraverso la cosiddetta "via dei pentosi fosfati", attraverso la quale convertono il più abbondante glucosio in ribosio, con produzione di NADPH (prezioso fattore riducente per le cellule).

Il D-ribosio può essere acquistato sotto forma di polvere secca e la dose raccomandata varia da 5 a 15 grammi al giorno.

Questa polvere viene quindi sciolta in acqua e ha un sapore dolce.

Gli effetti collaterali del ribosio sono minimi: raramente i pazienti hanno riportato lieve diarrea, lieve nausea e fastidio allo stomaco, che è stato ridotto assumendo la bevanda con il cibo 5, 6, 7.

A Cosa Serve

Funzioni nel Corpo Umano

Il D-ribosio è un monosaccaride presente nelle cellule (in particolare nei mitocondri), dove risulta essenziale nella produzione di energia (ATP).

L’ATP è la molecola energetica richiesta dalla quasi totalità delle reazioni metaboliche che avvengono nell’organismo, che vanno dal funzionamento delle pompe cellulari e dai sistemi di trasporto attivo alle più complesse reazioni che portano alla trasmissione nervosa e alla contrazione muscolare.

L’ATP dona l’energia necessaria a queste reazioni cedendo uno dei suoi 3 gruppi fosfato.

Privata del gruppo fosfato, l’ATP (adenosin-trifosfato) viene ridotta ad ADP (adenosin-difosfato); quando invece cede 2 gruppi fosfato viene ridotta ad AMP (adenosin-monofosfato).

ADP e AMP, a loro volta, possono essere caricate di nuovi gruppi fosfato per la risintesi di ATP.

Tuttavia, una piccola quota di AMP viene espulsa dalla cellula e degradata con formazione finale di acido urico; tale espulsione aumenta nel corso di esercizi fisici particolarmente prolungati e/o frequenti.

Il ribosio risulta essenziale per rimpiazzare la quota di AMP perduta, e permettere in questo modo il pieno recupero delle "scorte" di ATP.

Secondo gli studi effettuati, sarebbero necessari fino a 3 giorni (circa 72 ore) per ristabilire le "scorte" di ATP precedenti a uno sforzo fisico particolarmente impegnativo dal punto di vista muscolare.

Uso come Integratore

Una specifica integrazione di ribosio aiuta a sostenere i livelli di ATP, favorendo la risintesi della quota perduta e non risintetizzata durante l’attività fisica.

Inoltre, in molte malattie o condizioni, la sintesi di ATP risulta ridotta; pertanto l’integrazione con D-ribosio può migliorare la bioenergetica cellulare in condizioni patologiche 8.

Uso in Ambito Sportivo

L’integrazione di ribosio viene proposta in ambito sportivo per migliorare la performance atletica e favorire il recupero, soprattutto negli sport particolarmente prolungati o in quelli che richiedono un’elevata capacità di sprint, cambi di ritmo e potenza anaerobica lattacida.

Uso in Ambito Medico

Nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica, la somministrazione di ribosio si assocerebbe a un più rapido ripristino dei livelli di ATP cardiaca, limitando l’estensione del danno ischemico, migliorando l’efficienza cardiaca e favorendo il recupero.

Anche nei pazienti con fibromialgia, l’integrazione di ribosio potrebbe alleviare i sintomi, migliorando il benessere e i livelli di energia percepiti, sia a livello fisico che mentale.

Proprietà e Benefici

Energia e Prestazioni Atletiche

Un piccolo studio ha sottoposto 8 soggetti a un intenso programma di esercizi, consistente in 15 sprint massimali da 10 secondi in in bicicletta, da ripetere due volte al giorno per una settimana 9.

Al termine di questo programma di allenamento, i soggetti hanno ricevuto ribosio (200 mg/kg di peso corporeo) o placebo tre volte al giorno per 3 giorni.

Lo studio ha rilevato che il ribosio ha aumentato il tasso di reintegro dell’ATP nell’arco dei 3 giorni di riposo rispetto al placebo (che consisteva in analoghe quantità di maltodestrine).

Dopo i 3 giorni di recupero, entrambi i gruppi (placebo e ribosio) hanno eseguito un test sportivo, che ha rilevato valori di performance analoghi in termini di potenza media e massima. Pertanto, le aumentate quantità di ATP muscolare ottenute tramite l’integrazione di ribosio non si sono tradotte in miglioramenti della performance rispetto al placebo (maltodestrine).

In uno studio su 24 bodybuilder, 10 grammi al giorno di D-ribosio per 4 settimane hanno aumentato significativamente la forza espressa nell’esercizio "distensioni su panca piana" rispetto al placebo (destrosio) 10.

In un altro studio su 26 persone sane, 10 grammi al giorno di D-ribosio hanno migliorato l’espressione di potenza riducendo allo stesso tempo lo sforzo percepito e i livelli di creatin chinasi (che sono normalmente alti dopo un intenso esercizio fisico). Il placebo (destrosio) non ha invece prodotto benefici 11.

In uno studio cross-over su 21 studenti universitari maschi non allenati, l’integrazione di ribosio (15 g di ribosio 1 ora prima, 1 ora dopo, 12 ore dopo, 24 ore dopo e 36 ore dopo 7 serie di 20 salti di rana consecutivi, con 90 secondi di riposo tra ogni serie) ha ridotto il dolore muscolare post-esercizio (DOMS), migliorato il recupero del danno muscolare e ridotto lo stress ossidativo in misura superiore rispetto al placebo 12.

Nonostante questi risultati, altre ricerche su popolazioni sane non hanno osservato miglioramenti nelle prestazioni 13, 14, 15.

Uno studio su canottieri ha addirittura dimostrato che il gruppo che aveva assunto D-ribosio (10 g/die per 8 settimane) ha mostrato meno miglioramenti rispetto al gruppo che aveva assunto la stessa quantità di destrosio 16.

Salute dei Muscoli

Deficit di AMP deaminasi

La malattia da deficit di adenosina monofosfato (AMP) deaminasi è una patologia genetica che colpisce i muscoli scheletrici, provocando affaticamento, dolore muscolare e crampi dopo l’attività fisica 17.

Secondo alcune ricerche su singoli casi studio, il D-ribosio potrebbe migliorare la funzione muscolare nelle persone con questa condizione. 18, 19.

Allo stesso modo, un piccolo studio ha osservato che le persone con questa malattia hanno sperimentato meno rigidità post-esercizio e crampi dopo aver assunto D-ribosio 20.

Tuttavia, in altri pazienti con questa condizione il ribosio non ha apportato alcun beneficio 21.

Fibromialgia

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata essenzialmente da dolore, rigidità e debolezza muscolare, a cui si associano altri disturbi che impattano negativamente sulla qualità di vita.

La riduzione di ATP rilevata nei muscoli di soggetti affetti da fibromialgia ha suggerito la sperimentazione clinica del D-ribosio in questi pazienti 22.

Uno studio pilota in aperto su 41 pazienti ha rilevato che 5 grammi di D-ribosio, assunti 3 volte al giorno per 19 giorni insieme alla terapia farmacologica, hanno ridotto i sintomi della fibromialgia nel 66% dei pazienti. Tali sintomi si sono poi ripresentati a distanza di una settimana di interruzione della supplementazione di D-ribosio 7.

Tuttavia, una limitazione degna di nota di questo studio è che non includeva un gruppo placebo e i partecipanti sapevano in anticipo che stavano ricevendo D-ribosio.

Un caso studio ha rilevato che 5 grammi di D-ribosio assunti due volte al giorno insieme ai farmaci abituali hanno ridotto i sintomi della fibromialgia in una donna. Tali sintomi si sono quindi ripresentati dopo una settimana dall’interruzione dell’integrazione 23.

Malattie Cardiache

L’integrazione di ribosio può migliorare la produzione di energia nel muscolo cardiaco, aumentando i livelli di ATP nei miociti 24, 4.

Questo effetto può essere utile per migliorare la funzione del cuore nelle persone con malattie cardiache 4, 25, 3.

Evidenze scientifiche preliminari sembrano attribuire al ribosio una potenziale utilità nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica.

In tale condizione, il cuore soffre per il ridotto apporto di sangue, quindi di ossigeno e nutrienti necessari alla sintesi di ATP; la ridotta disponibilità di ATP, a sua volta, impatta negativamente sulla contrattilità del cuore, fino a determinare – nei casi più gravi – la necrosi cardiaca (infarto del miocardio).

Uno studio ha rilevato che 60 grammi al giorno di D-ribosio per 3 giorni hanno aiutato il cuore di 20 uomini con malattia coronarica stabile a tollerare più a lungo l’esercizio fisico senza sviluppare dolori al petto (angina) o alterazioni dell’ECG 26.

L’insufficienza cardiaca congestizia è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare in circolo quantità sufficienti di sangue. In uno studio clinico su 15 pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, 15 grammi al giorno di ribosio hanno migliorato la funzione cardiaca e la qualità della vita 27.

Inoltre, soggetti con insufficienza cardiaca ischemica avanzata hanno migliorato i parametri ventilatori alla soglia anaerobica dopo 8 settimane di trattamento con ribosio 28.

Ribosio nei Cosmetici

Una lozione per il viso a base di D-ribosio (0,5%) è stata testata in donne adulte con rughe e diminuzione del tono della pelle.

Dopo 14 giorni, si è verificata una riduzione (12,2%) della superficie totale delle rughe e una riduzione (9,1%) della lunghezza totale delle rughe.

Ulteriori benefici estetici sono stati osservati a 28 giorni, con un’ulteriore riduzione della lunghezza media delle rughe fino al 17,6%.

Soggettivamente, il 67% delle utilizzatrici ha percepito la propria pelle più radiosa e luminosa, mentre il 71% ha notato una minore opacità della pelle 29.

Il ribosio, partecipando al la reazione di imbrunimento di Maillard, può avere un ruolo anche all’interno di prodotti cosmetici autoabbronzanti 30.

Ribosio negli Alimenti

Piccole quantità di ribosio possono essere trovate negli alimenti, sia di origine animale che vegetale, come:

  • Funghi
  • Manzo e pollame
  • Formaggio cheddar e crema di formaggio
  • Latte
  • Uova
  • Caviale
  • Acciughe, aringhe e sarde
  • Yogurt

Tuttavia, le fonti alimentari non apportano quantità di ribosio sufficienti per soddisfare il fabbisogno corporeo, che viene quindi coperto soprattutto dalla sintesi endogena attraverso la via dei pentoso fosfati.

Dosi e Modo d’uso

Il ribosio può essere assunto sottoforma di compresse, anche se – in virtù degli alti dosaggi quotidiani richiesti – la polvere è più adatta (il sapore è neutro, tendente al dolce).

La dose media consigliata è di 5 grammi di ribosio, ripetuta da 2 a 3 volte al giorno (per un totale di 10-15 grammi al giorno).

Avvertenze

Non superare la dose giornaliera di ribosio consigliata dal medico o riportata in etichetta e/o nel foglio illustrativo del prodotto.

Gli integratori di ribosio non vanno intesi quali sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.

Tenere gli integratori di Ribosio lontano dalla vista e dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.

Controindicazioni

I prodotti a base di ribosio sono controindicati in caso di allergia (ipersensibilità) al ribosio o a uno qualsiasi degli altri componenti del prodotto.

Prudenza in caso di somministrazione a pazienti diabetici.

L’assunzione di ribosio in presenza di condizioni patologiche o situazioni particolari, o se si sta seguendo una terapia farmacologica, è consigliata soltanto sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.

Effetti Collaterali

Il ribosio è ben tollerato e normalmente non causa effetti collaterali o problemi di tossicità.

A dosi elevate potrebbe creare problemi di discomfort intestinale in individui predisposti, con nausea e diarrea; in tal caso, si consiglia di ridurre la dose o suddividerla in più assunzioni.

Sono state sollevate preoccupazioni in merito al fatto che alte dosi di ribosio per periodi prolungati favorirebbero la produzione di prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs) 31, 32, 33.

Queste sostanze sono coinvolte nella patogenesi dell’invecchiamento, del diabete, delle malattie neurodegenerative e del deterioramento cognitivo 34, 35, 36.

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