Restrizione Calorica | Digiuno, Salute e Longevità | Funziona? 23 Ott 2020 | In X115

Che cos’è

La restrizione calorica è un regime alimentare che riduce l’apporto di calorie al di sotto del fabbisogno energetico dell’organismo.

In genere, si prevede un taglio delle calorie del 20-40%; pertanto, un adulto con un fabbisogno calorico di 2.000 Kcal/die, dovrebbe assumere con la dieta tra 1.200 e 1.600 calorie (Kcal) al giorno.

La restrizione calorica viene calibrata per tagliare le calorie senza causare malnutrizione. Ciò significa che l’apporto vitaminico, proteico, minerale e di acqua dev’essere mantenuto a livelli tali da soddisfare i fabbisogni dell’organismo.

Attualmente, tecniche come il digiuno intermittente e la restrizione calorica stanno guadagnando popolarità. Non tanto (o non solo) per gli effetti sul peso corporeo, ma soprattutto per l’impatto positivo che sembrano avere sulla salute e il benessere generale.

Benefici

Se eseguita correttamente, la restrizione calorica potrebbe apportare i seguenti benefici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7:

Aumenta la Longevità?

I primi studi a riguardo furono condotti nel 1935, quando un giovane ricercatore estese sensibilmente la vita media di piccoli roditori attraverso una dieta ipocalorica.

Nei successivi 70 anni di ricerca, la restrizione calorica è stata applicata anche su diversi altri mammiferi, compresi l’uomo, studiando attentamente tutti i potenziali meccanismi molecolari che giustificassero le prime interessanti evidenze sperimentali.

Nonostante non si sia ancora giunti a un consenso unanime, sempre più tasselli sembrano unirsi a costituire quest’interessante nesso tra vita media e restrizione calorica.

Studi su specie come lieviti, vermi, mosche e piccoli mammiferi hanno dimostrato che una restrizione calorica a lungo termine può, presupponendo che siano presenti nutrienti adeguati, aumentare significativamente la durata della vita e ridurre il rischio di sviluppare una lunga serie di malattie 8, 9.

I ricercatori hanno scoperto che le scimmie che hanno seguito una dieta ipocalorica (restrizione del 30% rispetto al fabbisogno) vivevano molto più a lungo di quelle che seguivano una dieta regolare 10.

Tuttavia, gli studi sui primati sono misti. Mentre un altro studio ha scoperto che la restrizione calorica ha aumentato la durata della vita, un altro non ha ottenuto benefici 11, 12.

Uno studio sugli umani ha confrontato gli effetti di una dieta ipocalorica con quelli della dieta regolare. L’obiettivo era di ridurre l’apporto calorico del 25%, ma alla fine dello studio di due anni i soggetti avevano ottenuto soltanto una riduzione del 12%. Ad ogni modo, è stato dimostrato che l’età biologica del gruppo che aveva seguito la dieta ipocalorica è aumentata di 0,11 anni ogni 12 mesi, mentre nel gruppo a dieta normale è aumentata di 0,71 anni ogni 12 mesi 13.

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Restrizione Calorica e Metabolismo

Dai numerosi studi presenti in letteratura, emergono interessantissimi nessi tra restrizione calorica e cambiamenti metabolici, che in parte potrebbero spiegare l’azione antiaging di queste diete.

Più precisamente, tralasciando le varie modificazioni relative allo shift metabolico dei nutrienti, ossia alla capacità delle cellule di estrarre a più alta efficienza energia dai grassi piuttosto che dai carboidrati, i principali vantaggi deriverebbero dal controllo insulinico.

Infatti, la restrizione calorica sembrerebbe incidere positivamente sull’iperglicemia e sulla conseguente iperinsulinemia, generalmente associata alle diete occidentali particolarmente ricche in carboidrati raffinati.

Il digiuno tende a migliorare la sensibilità all’insulina, aspetto particolarmente interessante per i soggetti con insulino-resistenza o diabete agli esordi 14.

In questo senso, quindi, verrebbero sostanzialmente prevenuti o ritardati tutti gli effetti dannosi dell’iperglicemia a carico dei piccoli e dei grandi vasi sanguigni, del sistema nervoso e del controllo del ciclo cellulare.

Il tutto si tradurrebbe in una sensibile riduzione del rischio di micro e macroangiopatie, neuropatie, patologie cardiovascolari e tumori, controllando così alcuni dei principali stati morbosi associati all’invecchiamento e favoriti dal diabete.

Questo controllo risulterebbe importante anche nel prevenire altri stati patologici solitamente presenti nell’invecchiamento, come la steatosi epatica e la patologia aterosclerotica.

Uno studio su 4.629 persone ha associato il digiuno a un minor rischio di malattia coronarica, nonché a un rischio significativamente più basso di diabete (che è un importante fattore di rischio per le malattie cardiache) 15.

Restrizione Calorica e Stress Ossidativo

Differenti studi dimostrano come la restrizione calorica possa ridurre il rate metabolico cellulare, mantenendo la cellula in uno stato di parziale attivazione.

Questa caratteristica determinerebbe:

Il tutto si tradurrebbe in un miglior utilizzo dell’ossigeno ed evidentemente nella riduzione della produzione endogena di radicali liberi dell’ossigeno.

A questa ripercussione metabolica, inoltre, si aggiungerebbe anche un minor carico di pro-ossidanti dietetici, migliorando così il bilancio tra specie ossidanti e sistemi antiossidanti cellulari, e riducendo il rischio di stress ossidativo.

In uno studio clinico su 43 persone obese, una dieta ipocalorica moderatamente iperproteica (6 pasti al giorno e > 25% di proteine) con 1 giorno di digiuno a settimana ha migliorato lo stato antiossidante 16. In un altro studio su 24 persone sane, il digiuno intermittente ha aumentato la produzione di una proteina che protegge dallo stress ossidativo (SIRT3) 17.

Restrizione Calorica e Tessuto Adiposo

Com’è noto a tutti, uno dei principali nonché più ricercati effetti di una dieta ipocalorica è la riduzione del tessuto adiposo. Se nella maggior parte dei casi questo obiettivo è sostenuto da semplici velleità estetiche, in ambito clinico e antiaging il dimagrimento rappresenta una chiave importante per la longevità.

Dai più recenti studi in materia, infatti, emerge una stretta correlazione tra tessuto adiposo, soprattutto di tipo viscerale, e stato infiammatorio.

In questo senso, quindi, una ridotta adiposità, soprattutto di tipo viscerale, potrebbe associarsi a un miglior controllo dello stato infiammatorio dell’organismo, riducendo così il rischio di complicanze immunologiche e sistemiche, spesso coinvolte nei processi di senescenza.

Brevi periodi di digiuno o il digiuno intermittente sembrano particolarmente efficaci per dimagrire, senza sacrificare troppo il metabolismo e le masse muscolari 18.

In uno studio clinico su 34 uomini fisicamente allenati, il consumo dei 3 pasti quotidiani concentrato in un intervallo di tempo di sole 8 ore per 8 settimane ha ridotto la massa grassa rispetto al consumo di 3 pasti in orari normali 19.

Particolarmente importante in questo contesto risulterebbe anche il ruolo di alcune specifiche adipochine, ossia di molecole prodotte dal tessuto adiposo con effetti sistemici, la cui presenza è stata associata ad insulino resistenza, stato infiammatorio di base e alterazioni del controllo neuroendocrino.

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Restrizione Calorica ed Espressione Genica

Dalle più recenti evidenze scientifiche, è emersa la capacità della restrizione calorica prolungata di controllare attivamente l’espressione genica.

In particolare, tale condizione sembrerebbe compromettere la normale espressione genica, promuovendo la trascrizione di geni codificanti per specifiche proteine note come Sirtuine.

Queste, dal canto loro, sembrerebbero esercitare una funzione regolatrice sull’attività mitocondriale, in particolare sul controllo dello stress ossidativo da un lato e sui processi di detossificazione da sostanze esogene e da xenobiotici dall’altro.

La restrizione calorica e il digiuno intermittente potrebbero aumentare i livelli delle sirtuine SIRT1 20 e SIRT3 17.

Le sirtuine aiutano a controllare l’equilibrio tra morte cellulare, sopravvivenza cellulare e riproduzione cellulare; svolgono inoltre un ruolo nella regolazione del metabolismo e dello stress, entrambi fattori importanti che influenzano il processo dell’invecchiamento 21.

Conclusioni

Nonostante le evidenze scientifiche, riguardanti l’efficacia della restrizione calorica nel controllo dell’invecchiamento e della longevità, siano particolarmente interessanti e senza dubbio affascinanti, rimane ancora la necessità di trovare un corrispettivo clinico rilevante, in grado di fugare i dubbi legittimi attualmente presenti.

Il passaggio dai modelli sperimentali ai trial clinici risulterebbe quindi un passo cruciale utile a legittimare le attuali conoscenze in materia.

Bibliografia

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