Melatonina e Invecchiamento della Pelle | Proprietà Antiage 11 Giu 2020 | In X115

Introduzione

Al pari degli altri organi, anche la pelle va incontro a un inesorabile processo di invecchiamento.

Nonostante tale evoluzione sia in gran parte legata a fattori intrinseci cellulari, differenti fattori ambientali – come le radiazioni ultraviolette, gli inquinanti chimici o l’inadeguato stile di vita – incidono sensibilmente sui normali processi biologici.

Tralasciando i classici fattori legati all’invecchiamento cutaneo, in questo articolo ci si soffermerà sul ruolo emergente della melatonina nel processo di invecchiamento  cutaneo.

Cos’è la Melatonina

La Melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola Pineale secondo una specifica circadianità (ritmo di produzione giornaliera), strettamente dipendente dal ritmo luce-buio.

Per la prima volta isolata dal tessuto pineale bovino, si osservò ben presto un incremento dei livelli ematici di questo ormone durante la notte, con un conseguente calo durante il giorno.

Ribattezzata l’ormone del sonno, la melatonina è essenziale per regolare il ritmo circadiano e il ciclo sonno-veglia.

Negli anni si sono quindi avvicendati numerosissimi studi, nel tentativo di caratterizzare le proprietà di questo ormone per la salute umana.

Le concentrazioni di melatonina risultano significativamente rilevabili nel fluido biliare, nel midollo osseo, nel liquor, nell’ovaio, negli occhi, nelle cellule del sistema immunitario ed evidentemente nella pelle.

L’ampia diffusione della Melatonina nel corpo umano suggerisce quindi un ruolo biologico particolarmente complesso per l’organismo.

Tale complessità è stata ulteriormente avvalorata da differenti studi, che hanno descritto la presenza di sistemi recettoriali tessuto-specifici, che esplicano quindi risposte diverse all’ormone.

Queste recenti scoperte hanno modificato sostanzialmente il panorama tradizionale, per cui si riteneva che la melatonina esplicasse le proprie funzioni unicamente a livello del Sistema Nervoso Centrale (ipotalamo).

Funzioni della Melatonina

Alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, la Melatonina sembra presentare un ruolo complesso e pleiotropico.

Attualmente, la melatonina si ritiene implicata:

La quantità di melatonina nel sangue dipende dall’ora del giorno. Di notte si rilevano concentrazioni 10-15 volte superiori rispetto al giorno, il che aiuta le persone a dormire 1.

Sintesi cutanea

Completamente rivoluzionaria è stata l’osservazione e la considerazione relativa alla sintesi cutanea di Melatonina.

La presenza di questo ormone a livello cutaneo, infatti, ha spinto i vari studiosi a ricercare eventuali vie metaboliche alternative al classico e consolidato metabolismo centrale.

La sintesi di melatonina inizia dall’aminoacido triptofano che – ad opera di specifici enzimi noti come Tritptofano idrossilasi e  Decarbossilasi degli aminoacidi aromatici,  passando attraverso l’intermedio Serotonina – verrebbe rimaneggiato a Melatonina.

La Melatonina prodotta nella pelle potrebbe in parte essere immessa in circolo, anche sottoforma di precursori, e in parte espletare le proprie attività “dermatologiche” in sede.

La melatonina deriva dall’aminoacido triptofano e dal neurotrasmettitore serotonina. La sua sintesi diminuisce con l’invecchiamento 2.

Funzioni della Melatonina nella Pelle

Partendo da modelli sperimentali e arrivando gradualmente all’uomo, si è riusciti a ricostruire il potenziale ruolo della Melatonina a livello cutaneo.

Tra le funzioni biologiche più accreditate vi sarebbero:

Queste funzioni hanno consentito alla Melatonina di guadagnarsi a tutti gli effetti l’appellativo di molecola Antiaging Cutanea.

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Melatonina come Antiaging

Numerosi benefici per la salute della melatonina derivano dalle sue potenti proprietà antiossidanti, sia direttamente che indirettamente.

Melatonina come Antiossidante cutaneo indiretto

Mentre l’attività scavanger della Melatonina venne evidenziata decenni orsono, decisamente più recenti sono le evidenze che suggeriscono un rinnovato ruolo di questa molecola nel controllo del danno ossidativo.

E’ stato dimostrato, infatti, come la Melatonina possa indurre l’espressione di specifici geni coinvolti nella sintesi di potentissimi enzimi antiossidanti, concentrati prevalentemente a livello cutaneo.

Tale evidenza è stata sostenuta da ulteriori lavori, che hanno sottolineato un incremento dell’intensità di questa attività in risposta a un potenziamento del danno indotto a livello cutaneo in seguito a fattori stressanti in acuto o alla presenza di patologie ossidative croniche.

La somministrazione di melatonina aumenta la produzione cellulare di enzimi antiossidanti (superossido dismutasi, glutatione perossidasi e γ-glutamilcisteina sintetasi) 3, 3, 5. Questi enzimi aiutano a ripulire le cellule, i mitocondri e il flusso sanguigno dall’eccesso di radicali liberi.

Melatonina come antiossidante cutaneo diretto

L’incremento della sintesi di Melatonina in risposta alla presenza di un danno ossidativo è fortemente indicativo del ruolo protettivo di questa molecola nei confronti del danno indotto dalle specie reattive dell’ossigeno.

Se a questa evidenza aggiungiamo le conclusioni di vari studi che dimostrano come l’integrazione con melatonina possa incrementare il pull di antiossidanti vitaminici attivi a livello cutaneo,  appare quindi evidente il significativo ruolo antiossidante di questo ormone.

Tale attività, solo in parte legata all’attività induttrice enzimatica, sarebbe giustificata dalla particolare struttura chimica di questa molecola, che ne consentirebbe la diretta azione di scavanger nei confronti di specie chimiche altamente reattive come il perossido di idrogeno.

La melatonina può legarsi alle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e alle specie reattive dell’azoto (RNS), rendendole meno dannose 3. Ciò consente alla melatonina di proteggere numerosi tessuti e sistemi di organi dai danni ossidativi.

Inoltre, anche la le molecole (metaboliti) in cui si trasforma la melatonina mantengono per la maggior parte la capacità di legare specie nocive di ossigeno e azoto; questo contribuisce a rendere la melatonina e i suoi prodotti una protezione altamente efficace 3.

Gli effetti antiossidanti della melatonina sono stati più efficaci di quelli della vitamina C nel trattamento di un modello animale di malattia di Alzheimer. La melatonina presenta anche un’azione antiossidante superiore alla vitamina E 3.

Melatonina come protettore contro il photoaging

Uno dei principali protagonisti del photoaging, ossia dell’invecchiamento cutaneo, è rappresentato dal danno indotto dalle radiazioni ultraviolette. Queste ultime, infatti, costituiscono il fattore estrinseco più rilevante nella genesi dell’invecchiamento cutaneo.

Differenti studi, anche di tipo clinico, hanno dimostrato l’efficacia della Melatonina, somministrata prima dell’esposizione alle radiazioni ultraviolette, nel prevenire i danni in acuto indotti dai raggi UB.

Più precisamente questa molecola si è rivelata utile nel ridurre l’eritema associato all’esposizione, nel controllare la sintesi di metalloproteinasi (enzimi coinvolti nella degradazione del collagene e nella formazione dei solchi e dei segni cutanei) e nel limitare i danni a carico delle strutture cellulari.

Tali attività sono state per lo più correlate all’azione antiossidante e citoprotettiva della Melatonina.

Gel o creme topici contenenti melatonina possono prevenire scottature nei soggetti con pelle altamente sensibile. In più studi (per un totale di 83 volontari), i gel o le creme a base di melatonina hanno ridotto significativamente l’arrossamento della pelle dopo l’esposizione ai raggi UV 9, 10, 11, 12.

Melatonina nel controllo dell’attività cellulare

La conseguenza più temibile dell’invecchiamento cutaneo, oltre all’inevitabile e antiestetica comparsa di rughe, è l’insorgenza di tumori della pelle.

E’ noto infatti come l’esposizione cronica alle radiazioni ultraviolette, e più in generale al danno indotto dalle specie reattive dell’ossigeno, possa indurre seri cambiamenti nel profilo di espressione cellulare, nonché veri e propri danni strutturali a carico del DNA.

Una cellula severamente danneggiata, quindi, risulterebbe una mina vagante in grado di inizializzare un processo di trasformazione neoplastica.

Differenti studi hanno dimostrato come un cheratinocita sottoposto a radiazioni ultraviolette possa esprimere più intensamente Melatonina, e come suoi metaboliti possano contestualmente proteggere il DNA dai danni indotti dalle radiazioni ultraviolette e controllare lo sviluppo di eventuali processi flogistici. Entrambe le attività, quindi, potrebbero ritardare o prevenire l’evento trasformante.

Lo stress e il danno ossidativo contribuiscono al processo di invecchiamento. Gli effetti antiossidanti della melatonina possono aiutare a fermare il danno ossidativo 13. La melatonina ha aumentato la durata della vita di vari animali, tra cui pulci d’acqua, moscerini della frutta e roditori maschi 14.

Melatonina e Caduta dei Capelli

L’alopecia androgenetica è la causa più comune di perdita dei capelli.

L’applicazione topica della melatonina ha aiutato a prevenire la caduta dei capelli negli uomini e nelle donne con alopecia 15.

In numerosi studi, l’applicazione topica di melatonina ha contribuito a ridurre parzialmente la caduta dei capelli. Ha anche portato a una nuova crescita dei capelli in alcuni casi. Sebbene i suoi meccanismi siano sconosciuti, la melatonina potrebbe quindi potenzialmente ritardare la caduta dei capelli 15.

Melatonina e Ormone della Crescita

L’ormone della crescita umano (HGH) è un tipo di ormone vitale per la crescita e la rigenerazione cellulare 16.

Livelli più elevati di questo importante ormone sono stati anche collegati ad aumenti sia della forza che della massa muscolare 17, 18.

Un piccolo studio su otto uomini ha scoperto che dosi basse (0,5 mg) e alte (5 mg) di melatonina erano efficaci nell’aumentare i livelli di HGH 19.

Un altro studio su 32 uomini ha mostrato risultati simili 20.

Alcuni studi hanno scoperto che l’integrazione con melatonina può aumentare i livelli di HGH negli uomini. Tuttavia, sono necessari studi su larga scala per capire come la melatonina possa influenzare i livelli di HGH nella popolazione generale.

Considerazioni

Alla luce di quanto appena descritto, la Melatonina rappresenterebbe un valido alleato nella lotta all’aging, in particolare all’invecchiamento cutaneo.

Nonostante le importanti evidenze a sostegno di questa tesi, ad oggi il suo impiego clinico in termini antiaging è ancora limitato da oggettivi problemi farmacocinetici.

Pertanto, ci si aspetta che nei prossimi anni la Melatonina divenga un pratico sostegno a favore del medico nel contrastare l’inesorabile processo di invecchiamento.

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