Invecchiamento e Sistema Immunitario | Cause, Prevenzione 23 Feb 2018 | In X115

Introduzione

L’invecchiamento compromette la funzionalità di numerosi organi, sistemi e apparati, incluso il sistema immunitario.

Un sistema immunitario “invecchiato” è meno efficace nel proteggere dalle infezioni e dal cancro, e non riesce a supportare un’adeguata guarigione delle ferite.

La testimonianza più evidente del declino immunitario (definito immunosenescenza) è il progressivo aumento delle patologie infettive, oncologiche e autoimmunitarie durante l’età anziana.

In particolare, è nota la maggiore vulnerabilità degli individui anziani all’influenza, aggravata da una scarsa risposta alla vaccinazione 1.

Cause

Alla base dell’immunosenescenza troviamo un insieme di complessi meccanismi parafisiologici, come:

Occorre inoltre considerare l’aumentata incidenza di carenze nutrizionali associata all’invecchiamento.

In particolare, i deficit di zinco, vitamina D e vitamina B12, così come l’insufficiente apporto di vitamina C e folati, compromettono ulteriormente le difese immunitarie dell’anziano.

Sintomi e Conseguenze

Tra i tipici segni, sintomi e conseguenze dell’immunosenescenza si ricordano 1, 2, 3:

Biologia dell’Immunosenescenza

Le tipiche manifestazioni associate all’immunosenescenza sono legate a importanti variazioni nella normale funzione delle cellule immunitarie.

Con il tempo, il sistema immunitario, perde la capacità di distinguere il non self, ossia i potenziali agenti patogeni, dal self, ovvero le normali strutture cellulari.

Questa deregolazione da un lato facilita lo sviluppo di reazioni autoimmuni, e dall’altro consente ad agenti patogeni o cellule mutate di sfuggire ai normali sistemi di sorveglianza immunologica.

I macrofagi (cellule normalmente deputate al riconoscimento di agenti patogeni o di cellule tumorali) perdono infatti la normale capacità fagocitaria, compromettendo l’integrità dell’intero sistema.

Al contempo altri sistemi di sorveglianza, come le proteine del complemento o gli stessi anticorpi, vengono meno o divengono di-reattivi, interagendo con strutture dei tessuti normali (self) e riducendo la capacità di riconoscere e legare gli antigeni (non-self).

Tutto ciò crea un duplice danno, rappresentato da un lato dall’aggressione di strutture organiche sane e dall’altro dalla diffusione di agenti potenzialmente patogeni.

In un sistema immunitario invecchiato e funzionalmente compromesso, anche le cellule deputate alla risposta specifica, come i linfociti, rispondono meno rapidamente e selettivamente ai nuovi stimoli, contribuendo così all’insorgenza dei quadri clinici precedentemente elencati.

Prevenzione

La prevenzione dell’immunosenescenza rappresenta un intervento utile per mantenere una buona qualità di vita.

Semplici ma quotidiani accorgimenti potrebbero quindi sostenere l’attività del sistema immune, mantenendone l’efficacia. Esempi classici sono rappresentati da:

Dieta

Un adeguato apporto di nutrienti è fondamentale per far lavorare le difese dell’organismo al massimo delle loro possibilità.

Cali delle difese immunitarie possono derivare, ad esempio, da apporti inadeguati di vitamina C, di vitamina A, di vitamina E, di vitamina D, di acido folico, di vitamina B12 o di minerali come rame, magnesio, zinco, selenio e ferro.

Vitamina C

La vitamina C è un nutriente essenziale, che tra le sue numerose funzioni contribuisce alla difesa immunitaria supportando sia la risposta innata che quella adattativa.

La carenza di questa vitamina negli Stati Uniti è stimata dal 5 al 17% della popolazione.

Oltre al fumo, i fattori di rischio più comuni per la carenza di vitamina C includono cattiva alimentazione, alcolismo, anoressia, gravi malattie mentali e dialisi 4, 5.

La carenza di vitamina C compromette l’immunità e aumenta la suscettibilità alle infezioni, comprese malattie gravi come la polmonite 6, 7.

Ci sono prove che l’integrazione con vitamina C può prevenire e trattare le infezioni respiratorie e sistemiche 8, 9, 10. Per approfondire, leggi: Vitamina C e Raffreddore.

Cosa Mangiare

Frutta e verdura sono le migliori fonti di vitamina C.

In particolare, tra gli alimenti ricchi di vitamina C segnaliamo:

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Vitamina D

La vitamina D è prodotta dalla pelle dopo l’esposizione alla luce solare. Può anche essere ottenuta con la dieta o attraverso integratori vitaminici 11.

La vitamina D svolge un ruolo importante nel sistema immunitario e ha effetti sia sulla risposta immunitaria innata che su quella adattativa 12, 13.

La carenza di vitamina D è particolarmente frequente, interessando circa il 42% degli adulti negli Stati Uniti 14, 15.

La carenza è tanto comune e di tale entità che l’86% delle donne italiane sopra i 70 anni presenta livelli ematici di 25(OH)D inferiori ai 10 ng/ml alla fine dell’inverno 16.

Svariati studi hanno dimostrato che la carenza di vitamina D aumenta il rischio di sviluppare alcune infezioni batteriche e virali. Gli scienziati pensano che la vitamina D possa essere importante anche per tenere a bada l’infiammazione eccessiva 17, 18, 19, 20.

Cosa Mangiare

La vitamina D si trova naturalmente solo in pochi alimenti, come:

I soggetti bianchi con pelle chiara (fototipo II) che vivono a 40° di latitudine (più o meno all’altezza della Basilicata) possono ottenere il fabbisogno annuale di vitamina D trascorrendo 21:

Le persone che vivono a latitudini superiori (più a nord) necessitano di tempi di esposizione superiori.

Zinco

Lo zinco è essenziale per il normale sviluppo e la funzione dei globuli bianchi.

Secondo la ricerca, circa il 31% della popolazione mondiale potrebbe essere carente di questo minerale 22.

La carenza di zinco, comune nelle persone anziane, riduce le difese immunitarie e aumenta il rischio di polmonite e altre infezioni 23, 24, 25, 26, 27.

Secondo alcune stime, la carenza di zinco contribuisce a circa il 16% delle infezioni delle basse vie respiratorie 28.

L’integrazione con alte dosi di zinco (>75mg/die) è efficace nel ridurre la durata dei sintomi del raffreddore.

Meno certa sembra l’efficacia dello zinco nel prevenire il raffreddore comune, almeno stando a una grande revisione scientifica 29.

Una revisione di sette studi ha dimostrato che 80-92 mg al giorno di zinco supplementare possono ridurre la durata del raffreddore comune fino al 33% 30.

Cosa Mangiare

Oltre a rappresentare una fonte quantitativamente preziosa di zinco, gli alimenti di origine animale costituiscono la fonte più biodisponibile di questo prezioso minerale.

Le verdure non sono fonti ideali di zinco perché contengono fitati, composti vegetali che impediscono l’assorbimento del minerale 31.

Gli alimenti ricchi di zinco includono carne rossa, pollame, molluschi e crostacei (ostriche, granchi, aragoste), uova, arachidi e latticini.

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Vitamina B12

La vitamina B12 si trova solo in prodotti animali come uova, carne, crostacei e latticini.

Molti anziani consumano quantità limitate di questi alimenti. Inoltre, invecchiando, la capacità di assorbire la vitamina B12 diminuisce significativamente.

Il rischio di carenza aumenta ulteriormente in caso di alcolismo, utilizzo di metformina per il diabete, gastrite atrofica, acloridria, sindromi da malassorbimento.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, la carenza di vitamina B12 interessa circa il 6% della popolazione e fino a circa il 20% degli adulti di età superiore ai 60 anni 32.

In sinergia con l’acido folico, la vitamina B12 svolge un ruolo importante nella produzione di globuli bianchi e i globuli bianchi sono essenziali per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Cosa Mangiare

La vitamina B12 si trova principalmente nei prodotti di origine animale, tra cui carne, pesce, uova e latte.

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Le fonti vegetali di vitamina B12 sono rare e non è chiaro se possano contribuire a soddisfare o meno il fabbisogno di questa vitamina.

In particolare, la soia fermentata, molte alghe commestibili e diverse specie di funghi contengono analoghi della vitamina B12, ma in molti casi si tratta di forme biologicamente inattive 33.

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