Vitamina D | Effetti Collaterali e Controindicazioni 02 Nov 2020 | In X115

Generalità

La vitamina D è fondamentale per la buona salute dell’organismo

Tra le sue innumerevoli funzioni, è coinvolta nell’assorbimento del calcio, nella funzione immunitaria e nella protezione della salute di ossa, muscoli e cuore.

Nel nostro articolo dedicato alla carenza di vitamina D, abbiamo visto che la maggior parte delle persone presenta un basso livello di questa vitamina nel sangue.

L’eccesso di vitamina D è invece molto raro e si instaura a seguito di eccessive assunzioni attraverso farmaci o integratori.

Gli effetti collaterali legati all’eccesso di vitamina D possono includere nausea, vomito, perdita di appetito, stitichezza, debolezza e calo di peso. L’eccesso di vitamina D può anche danneggiare i reni e causare anomalie del ritmo cardiaco.

Questi effetti collaterali non sono immediati, ma si sviluppano lentamente e possono persistere per diversi mesi.

Poiché la vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio nell’intestino, le controindicazioni alla sua assunzione come farmaco o integratore comprendono calcoli renali, depositi di calcio nei reni (nefrocalcinosi) e livelli elevati di calcio nel sangue (ipercalcemia) o nelle urine (ipercalciuria).

Effetti Collaterali

I foglietti illustrativi dei farmaci a base di vitamina D includono nell’elenco dei possibili effetti collaterali:

Tossicità da Vitamina D

Quantità eccessive di vitamina D sono tossiche per l’organismo.

La tossicità della vitamina D si instaura quando i livelli di vitamina D nel sangue sono così alti da causare danni.

Questi livelli possono essere misurati attraverso un esame del sangue, che valuta nello specifico i livelli ematici di 25(OH)D.

Interpretazione dei livelli ematici di 25(OH)D
Definizionenmol/Lng/ml
Carenza< 50< 20
Insufficienza50-7520-30
Eccesso>250>100
Intossicazione> 375>150

La vitamina D si trova naturalmente negli alimenti e può essere prodotta dall’organismo quando la pelle viene esposta alla luce solare.

Tuttavia, a parte i pesci grassi, esistono pochi alimenti ricchi di vitamina D. Inoltre, la maggior parte delle persone non si espone abbastanza al sole per produrre un’adeguata quantità di questa vitamina.

Di conseguenza, la carenza è molto comune, mentre l’eccesso di vitamina D è estremamente raro.

Secondo uno studio su 20.000 persone, soltanto 37 mostravano livelli ematici eccessivi di 25(OH)D (superiori a 250 nmol/l o 100 ng/ml) e soltanto una mostrava una vera intossicazione, con livelli ematici di 899 nmol/l (364 ng/ml) 1.

Cause

La tossicità della vitamina D può essere causata dall’eccessiva assunzione di farmaci o integratori di vitamina D, su base volontaria o involontaria.

Sono stati registrati degli episodi legati all’assunzione di integratori alimentari che contenevano quantità eccessive di vitamina D rispetto a quelle dichiarate. Ciò può essere dovuto a errori di produzione, dato che gli apporti di vitamina D sono molto bassi ed è necessario eseguire le opportune diluizioni.

Diversi casi di intossicazione, ad esempio, sono stati causati da integratori che contenevano quantità di vitamina D da 100 a 4.000 volte superiori a quelle indicate sulla confezione 2, 3, 4.

Gli esperti non ritengono che un’eccessiva esposizione al sole possa provocare una tossicità da vitamina D. Il motivo è che un’eccessiva esposizione alla luce solare dà origine a varie forme non vitaminiche che limitano la formazione della vitamina D3 5.

Tuttavia, l’uso frequente di lampade solari, che forniscono radiazioni UVB artificiali, ha dimostrato di poter portare a livelli di 25(OH)D ben superiori alla soglia di tossicità 6, 7.

Dosi Sicure

Come abbiamo visto, la tossicità da vitamina D non è comune e si verifica quasi esclusivamente nelle persone che assumono integratori a lungo termine e ad alte dosi senza monitorare i livelli ematici.

Per la maggior parte delle persone, dosaggi di 1.000-4.000 UI al giorno sono considerati sicuri per mantenere livelli sani di vitamina D 8.

Nel complesso, la ricerca suggerisce che la tossicità della vitamina D è molto improbabile per livelli di assunzione inferiori a 10.000 UI al giorno nelle persone sane 9, 10.

Tuttavia, è stato prudentemente fissato un livello di assunzione superiore tollerabile a 4.000 UI/giorno (100 μg/giorno) per tutti gli adulti.

L’Accademia Nazionale di Medicina degli Stati Uniti suggerisce che un’assunzione fino a 4.000 UI di vitamina D al giorno è sicura per la maggior parte delle persone, anche se possono essere temporaneamente necessarie dosi più elevate per aumentare i livelli ematici in alcuni individui 8.

Dosi elevate, comprese tra 40.000 e 100.000 UI al giorno, assunte da uno a diversi mesi, hanno dimostrato di causare ipercalcemia e tossicità negli esseri umani 11, 2, 3, 12, 13.

Conseguenze

La vitamina D è una vitamina liposolubile e come tutte le vitamine liposolubili (A, E, K) è soggetta ad accumulo nei grassi corporei.

A differenza delle vitamine idrosolubili (come la C e le vitamine del gruppo B), il corpo non ha un modo semplice per sbarazzarsi degli eccessi di vitamina D e delle altre vitamine liposolubili. Di conseguenza tende ad accumularle fino a sconfinare nei livelli di tossicità se l’assunzione eccessiva è ripetuta nel tempo.

Poiché la vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio nel tratto gastrointestinale, la sua tossicità provoca una marcata ipercalcemia.

Le analisi del sangue evidenziano pertanto un concomitante eccesso di 25(OH)D e di calcio. Inoltre, poiché l’organismo cerca di sbarazzarsi dell’eccesso di calcio aumentandone l’escrezione urinaria, si può apprezzare ipercalciuria (quindi un eccesso di calcio nelle urine).

L’ipercalcemia, a sua volta, può causare:

Poiché la vitamina D viene immagazzinata nel grasso corporeo e rilasciata lentamente nel flusso sanguigno, gli effetti della tossicità possono durare per diversi mesi 8.

Si consideri inoltre che alte dosi di vitamina D possono causare ipercalcemia senza sintomi di tossicità, ma possono anche causare sintomi di tossicità senza ipercalcemia 14.

La tossicità della vitamina D è solitamente reversibile, ma i casi gravi possono eventualmente causare insufficienza renale e calcificazione delle arterie 15, 16.

Casi Studio

Sono stati segnalati casi di persone che hanno assunto dosi molto elevate di vitamina D per mesi senza sintomi; tuttavia gli esami del sangue hanno rivelato una grave ipercalcemia e sintomi di insufficienza renale 17.

In un caso studio, un uomo anziano con demenza che aveva assunto 50.000 UI di vitamina D al giorno per 6 mesi è stato ripetutamente ricoverato in ospedale con sintomi correlati ad alti livelli di calcio 18.

In un caso studio, una donna è stata ricoverata in ospedale dopo aver sperimentato stanchezza, perdita di memoria, nausea, vomito, linguaggio confuso e altri sintomi. Questa donna aveva assunto un integratore che apportava 186.900 UI di vitamina D3 al giorno per due mesi 3.

Una donna ha sperimentato nausea e perdita di peso dopo aver assunto un integratore che si è scoperto contenere 78 volte più vitamina D di quanto indicato sull’etichetta 19.

In un altro caso studio, un bambino di 18 mesi a cui sono state somministrate 50.000 UI di vitamina D3 per 3 mesi ha manifestato diarrea, mal di stomaco e altri sintomi che si sono risolti dopo aver smesso di assumere l’integratore 20.

In uno studio su 62 pazienti che hanno ricevuto iniezioni di vitamina D a dosi eccessivamente alte, ogni soggetto ha sperimentato insufficienza renale, indipendentemente dal fatto che avesse reni sani o malattie renali esistenti 21.

Controindicazioni

Salvo diverso parere medico, l’integrazione di vitamina D è controindicata:

Alcune condizioni mediche possono aumentare il rischio di ipercalcemia in risposta alla vitamina D, tra cui iperparatiroidismo primario, sarcoidosi, tubercolosi e linfoma.

Le persone con queste condizioni sono maggiormente esposte al rischio di effetti collaterali della vitamina D; dovrebbero pertanto consultare un medico qualificato prima di assumere integratori o farmaci da banco che contengono questa vitamina 22.

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