Vitamina D e COVID-19 | Funziona? Trattamento e Prevenzione 14 Ott 2020 | In X115

Vitamina D e Sistema Immunitario

Oltre ai noti benefici per la salute ossea, la vitamina D svolge un ruolo importante nel sistema immunitario.

Esibisce infatti proprietà sia antinfiammatorie che immunoregolatrici ed è fondamentale per l’attivazione delle difese immunitarie 1.

A riprova di questa sua importanza, la carenza di vitamina D può aumentare il rischio di sviluppare diversi tipi di infezioni, batteriche e virali 2, 3, 4.

Inoltre, la carenza di vitamina D è stata collegata a una ridotta funzionalità polmonare, che può influire sulla capacità del corpo di combattere le infezioni respiratorie 5, 6.

Allo stesso tempo, numerosi studi hanno scoperto che l’integrazione con vitamina D può avere effetti protettivi contro le infezioni, incluse quelle del tratto respiratorio 7, 8, 9, soprattutto negli individui carenti.

D’altronde, la carenza di vitamina D è incredibilmente comune nella popolazione; in base ai criteri usati per definirla, interesserebbe un 30-70% dei soggetti 10, coinvolgendo la quasi totalità degli anziani che non assumono integratori specifici 11.

Si ritiene che almeno 1.000 diversi geni che governano praticamente ogni tessuto del corpo siano regolati dalla vitamina D, inclusi molti geni coinvolti nel metabolismo del calcio e nel funzionamento del sistema neuromuscolare e immunitario 12.

Vitamina D e Infezioni Respiratorie

La vitamina D induce la sintesi di catelicidina e defensine, proteine che combattono efficacemente le infezioni sia batteriche che virali. Inoltre, promuove l’aumento delle citochine antinfiammatorie 13.

Numerosi studi mostrano che l’integrazione di vitamina D alla dose massima di 4.000 UI al giorno può ridurre il rischio di infezioni del tratto respiratorio 7, 15, 16.

Diverse grandi revisioni scientifiche hanno dimostrato che l’integrazione di vitamina D può aiutare a prevenire le infezioni del tratto respiratorio, tra cui il raffreddore, l’influenza e la polmonite 7, 8, 9. Tuttavia, è importante assumere la vitamina D regolarmente per almeno 3 mesi prima che si possano osservare effetti protettivi.

In una revisione di studi di controllo randomizzati su 11.321 persone, l’integrazione con vitamina D ha ridotto significativamente il rischio di infezioni del tratto respiratorio inferiore 17. Anche il COVID-19, la malattia causata dal coronavirus SARS-CoV-2, appartiene a questo gruppo di infezioni.

Nel complesso, lo studio ha dimostrato che gli integratori di vitamina D riducono del 12% il rischio di sviluppare almeno una di queste infezioni. Sempre secondo questa revisione, gli integratori di vitamina D sono più efficaci se assunti giornalmente o settimanalmente a piccole dosi, e meno efficaci se assunti in dosi più grandi e ampiamente distanziate 17.

Diversi studi sottolineano che bassi livelli di vitamina D per evitamento del sole aumentano la mortalità per tutte le cause 18.

Vitamina D e COVID-19

Considerate queste premesse, l’uso della vitamina D è stato proposto per la prevenzione e il trattamento dell’infezione da SARS COV-2 (COVID-19).

Diversi rapporti osservazionali suggeriscono che un basso livello di vitamina D può essere associato a una maggiore incidenza e gravità di questa infezione 19.

Efficacia nella Prevenzione

Allo stesso tempo, i primi rapporti suggeriscono che l’integrazione di vitamina D potrebbe fornire un vantaggio per prevenire l’infezione 20.

Ad esempio, secondo uno studio su 489 pazienti ospedalizzati, i soggetti con una carenza di vitamina D avevano quasi il doppio delle probabilità (1,77 volte più alte) di risultare positivi per il nuovo coronavirus rispetto a quelli con normali livelli di vitamina D 21.

Efficacia nel Trattamento

Inoltre, l’associazione della vitamina D alla terapia tradizionale ha dimostrato di ridurre drasticamente la mortalità e il numero di ricoveri in terapia intensiva rispetto ai soggetti trattati con la sola terapia tradizionale 22.

Secondo questo piccolo studio pilota randomizzato, delle 50 persone trattate con vitamina D supplementare solo una ha richiesto l’ammissione in terapia intensiva, mentre 13 sulle 26 persone non integrate hanno avuto bisogno della terapia intensiva 22.

Dei pazienti trattati con vitamina D, nessuno è morto e tutti sono stati dimessi senza complicazioni. Nell’altro gruppo, dei 13 pazienti ricoverati in terapia intensiva 2 sono morti e i restanti 11 sono stati dimessi.

Detto questo, si tratta di studi e rapporti preliminari, che sono in attesa di essere confermati da studi più ampi, attualmente in corso.

Carenza di Vitamina D

È curioso notare come, nonostante sia l’unica vitamina sintetizzabile dall’organismo umano, la vitamina D sia anche la più carente nella popolazione mondiale.

La carenza di vitamina D è un grave problema di salute pubblica in tutto il mondo in tutte le fasce d’età 23.

La fonte principale di vitamina D è l’esposizione alla luce solare, che provoca una reazione chimica nella pelle che la produce.

Successivamente, affinché la vitamina D venga attivata, sono richiesti un’adeguata disponibilità di magnesio e la corretta funzionalità di fegato e reni.

Le fonti alimentari di vitamina D sono invece estremamente limitate.

Per questo motivo, le persone che non ricevono una sufficiente esposizione al sole sono a rischio di carenza di vitamina D. I rischi di carenza aumentano nelle persone obese, in quelle con pelle scura e negli anziani 24.

Carenza di Vitamina D e COVID-19

L’esposizione solare è stata anche associata a migliori tassi di guarigione dal COVID-19 25. D’altronde, la vicinanza all’equatore è stata associata a tassi di mortalità più bassi per questa insidiosa malattia 26.

Altri rapporti suggeriscono che la minore mortalità per COVID-19 registrata nel nord Europa rispetto a quella osservata in Italia e in Spagna, potrebbe essere legata alla diffusa fortificazione degli alimenti con vitamina D nei Paesi Nordici 27.

Infine, secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica dell’UK, i neri – più a rischio di carenza di vitamina D a causa della pelle scura – hanno una probabilità di 4 volte superiore di morire di COVID-19 rispetto ai bianchi 27.

Importanza del Sole

Il modo migliore per ottenere vitamina D è attraverso il sole e pasti sani, ma possono essere utilizzati anche gli integratori.

Purtroppo, negli ultimi decenni si è fatto molto “terrorismo mediatico” sui pericoli del sole, sminuendone i benefici (che sono di gran lunga superiori ai rischi).

In breve, quella che andrebbe evitata è la cosiddetta esposizione solare scottante; rispettando i consigli per un’abbronzatura sicura, il sole andrebbe considerato un amico più che un nemico.

Secondo un articolo scientifico, l’irraggiamento solare UVB moderato rimane un’importante fonte di vitamina D e i suoi benefici per la salute superano notevolmente i rischi 28.

Secondo un altro studio, l’aumentata esposizione solare potrebbe causare alcune migliaia di morti in eccesso all’anno a causa del melanoma e del cancro della pelle; tuttavia, potrebbe evitare quasi 400.000 morti premature l’anno 29.

Secondo uno studio, i NON fumatori che evitano l’esposizione al sole hanno un’aspettativa di vita simile ai fumatori con la più alta esposizione al sole 30. In altri termini, l’evitamento dell’esposizione al sole è un fattore di rischio paragonabile al fumo.

Quanta Vitamina D?

A seconda dei livelli ematici, l’integrazione con 1.000-4.000 UI di vitamina D al giorno è in genere sufficiente per la maggior parte delle persone carenti.

Tuttavia, i soggetti con bassi livelli ematici possono richiedere dosi molto più elevate per riportare i loro livelli di vitamina D a un intervallo ottimale 29.

Se ritieni di essere a rischio di una carenza di Vitamina D, esponi le tue preoccupazioni al medico per valutare l’opportunità di sottoporti a un dosaggio ematico (esame del sangue) della vitamina e stabilire l’eventuale necessità di assumere uno specifico integratore al dosaggio suggerito dal medico.

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