Eccesso Vitamina D | Quando è Troppa? Rischi, Dosi Sicure 27 Nov 2020 | In X115

Generalità

Si stima che circa 1 miliardo di persone in tutto il mondo abbia bassi livelli di vitamina D 1.

Nel nostro articolo dedicato alla carenza di vitamina D abbiamo visto tutte le conseguenze negative di questa condizione: fragilità ossea, basse difese immunitarie, debolezza muscolare, depressione e aumentato rischio di mortalità e varie malattie.

Sul fronte opposto, anche l’assunzione di dosi estremamente elevate di vitamina D per lunghi periodi di tempo può portare ad eccessi e problemi di salute.

In generale, l’assunzione eccessiva di una qualsiasi vitamina può causare seri problemi di salute. I medici chiamano questa condizione ipervitaminosi o tossicità vitaminica.

Nel 2018, le vitamine sono state responsabili di 58.862 esposizioni tossiche negli Stati Uniti, 41.581 delle quali hanno coinvolto bambini di età pari o inferiore ai 5 anni 2.

Ricordiamo brevemente che le 13 vitamine conosciute sono divise in 2 categorie: liposolubili e idrosolubili 1.

Le vitamine liposolubili comprendono:

Le vitamine idrosolubili includono:

Poiché gli eccessi di vitamine idrosolubili vengono agevolmente escreti attraverso l’urina, è meno probabile che causino problemi di ipervitaminosi.

Al contrario, le vitamine liposolubili sono facilmente immagazzinate nei tessuti del corpo 2. Pertanto, gli eccessi hanno maggiori probabilità di portare a problemi di salute.

L’eccesso di vitamina D può produrre sintomi come perdita di peso, scarso appetito, stitichezza e irregolarità cardiache. L’ipervitaminosi D può anche condurre a un aumento esagerato dei livelli di calcio nel sangue, causando gravi danni legati alla calcificazione di organi come i reni.

Quando è Troppa

L’eccesso di vitamina D è una condizione rara, mentre le carenze risultano estremamente diffuse, soprattutto negli anziani.

Ad esempio, è stato stimato che il 76% delle donne italiane di età superiore a 70 anni presenta una grave carenza di vitamina D (< 12 ng/ml) alla fine dell’inverno 10.

Più in generale, è stato stimato che dal 20 all’80% delle persone negli Stati Uniti, Canada, Messico, Europa, Medio Oriente e Asia presentano una carenza di vitamina D 2, 3, 4.

L’eccesso di vitamina D deriva generalmente da un’eccessiva assunzione di farmaci o integratori a base di questa vitamina.

Secondo uno studio su 20.000 persone, soltanto 37 mostravano livelli ematici eccessivi di 25(OH)D e soltanto una mostrava una vera intossicazione 1.

Eccessi Alimentari

La tossicità da vitamina D è una condizione estremamente rara, che praticamente non esiste in natura.

Le fonti alimentari di vitamina D sono molto rare e, a parte i pesci grassi, esistono pochi alimenti ricchi di vitamina D.

Pertanto, l’eccesso alimentare di vitamina D è praticamente inesistente; per raggiungere dosaggi pericolosi, una persona dovrebbe ad esempio mangiare più 1kg di salmone ogni giorno per lunghi periodi.

Un caso particolare è l’uso di olio di fegato di merluzzo, che risulta ricchissimo di vitamina A e vitamina D.

Assumerne più di un cucchiaio al giorno può dare problemi di ipervitaminosi A, mentre il rischio di tossicità da eccesso di vitamina D diviene concreto soltanto ad assunzioni superiori a 40 ml/die.

Eccessi da Esposizione Solare

Come sappiamo, la nostra pelle può sintetizzare la vitamina D quando viene esposta a una dose sufficiente di raggi solari UVB.

Tuttavia, l’eccessiva esposizione al sole non sembra provocare tossicità da vitamina D (ma crea sicuramente altri problemi di salute, vedi photoaging).

Il motivo è che un’eccessiva esposizione alla luce del sole dà origine a varie forme non vitaminiche, che limitano la formazione della vitamina D3 5.

Tuttavia, l’uso frequente di lampade solari, che forniscono radiazioni UVB artificiali, ha dimostrato di poter portare a livelli di 25(OH)D ben superiori alla soglia di tossicità 6, 7.

Eccessi da Farmaci e Integratori

L’ipervitaminosi D è quasi sempre causata dall’eccessiva assunzione di farmaci o integratori.

Tale eccesso può derivare da:

Riguardo all’ultimo punto, diversi casi di intossicazione sono stati causati da integratori che contenevano quantità di vitamina D da 100 a 4.000 volte superiori a quelle indicate sulla confezione 2, 3, 4.

Ciò può essere dovuto a errori di produzione, dato che gli apporti di vitamina D sono molto bassi (nell’ordine dei millesimi di grammo), per cui è necessario eseguire le opportune diluizioni.

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Dosi Sicure

Per la maggior parte delle persone, dosaggi di 1.000-4.000 UI di vitamina D3 al giorno sono considerati sicuri 8.

Nel complesso, la ricerca suggerisce che la tossicità della vitamina D è molto improbabile per livelli di assunzione inferiori a 10.000 UI al giorno nelle persone sane 9, 10.

Tuttavia, il Food and Nutrition Board dell’Istituto di medicina degli stati uniti ha fissato l’UL della vitamina D a 4.000 UI/giorno (100 μg/giorno).

L’UL (tolerable upper intake level) è quel livello massimo di assunzione che si considera presumibilmente sicuro per la maggior parte (97,5%) dei soggetti sani.

Livello di assunzione superiore tollerabile (UL) per la vitamina D
Fascia di etàμg/giornoIU/giorno
Neonati 0-6 mesi251.000
Neonati 6-12 mesi37.51.500
Bambini 1-3 anni62.52.500
Bambini 4-8 anni753.000
Bambini 9-13 anni1004.000
Adolescenti 14-18 anni1004.000
Adulti dai 19 anni in su1004.000

Il medico potrebbe prescrivere dosi di vitamina D3 superiori alle 4.000 UI al giorno per brevi periodi, ad esempio per correggere rapidamente i casi più gravi di carenza.

L’Accademia Nazionale di Medicina degli Stati Uniti suggerisce che un’assunzione fino a 4.000 UI di vitamina D al giorno è sicura per la maggior parte delle persone, anche se possono essere temporaneamente necessarie dosi più elevate per aumentare i livelli ematici in alcuni individui 8.

Dosi Tossiche

Problemi legati all’eccesso di vitamina D sono stati documentati a dosaggi tra 40.000 e 100.000 UI al giorno, assunte da uno a diversi mesi.

Simili dosi di vitamina D hanno dimostrato di causare ipercalcemia e tossicità negli esseri umani 11, 2, 3, 12, 13.

È bene sottolineare che i suddetti dosaggi sono dosaggi giornalieri, assunti per diverse settimane.

Il medico potrebbe infatti decidere di sostituire l’assunzione quotidiana con boli settimanali o mensili. Questi boli sono dosi molto elevate di vitamina D somministrate in singola dose per coprire l’intero fabbisogno settimanale o mensile.

Casi studio

Sono stati segnalati casi di persone che hanno assunto dosi molto elevate di vitamina D per mesi senza sintomi; tuttavia gli esami del sangue hanno rivelato una grave ipercalcemia e sintomi di insufficienza renale 17.

In un caso studio, un uomo anziano con demenza che aveva assunto 50.000 UI di vitamina D al giorno per 6 mesi è stato ripetutamente ricoverato in ospedale con sintomi correlati ad alti livelli di calcio 18.

In un caso studio, una donna è stata ricoverata in ospedale dopo aver sperimentato stanchezza, perdita di memoria, nausea, vomito, linguaggio confuso e altri sintomi. Questa donna aveva assunto un integratore che apportava 186.900 UI di vitamina D3 al giorno per due mesi 3.

Una donna ha sperimentato nausea e perdita di peso dopo aver assunto un integratore che si è scoperto contenere 78 volte più vitamina D di quanto indicato sull’etichetta 19.

In un altro caso studio, un bambino di 18 mesi a cui sono state somministrate 50.000 UI di vitamina D3 per 3 mesi ha manifestato diarrea, mal di stomaco e altri sintomi che si sono risolti dopo aver smesso di assumere l’integratore 20.

In uno studio su 62 pazienti che hanno ricevuto iniezioni di vitamina D a dosi eccessivamente alte, ogni soggetto ha sperimentato insufficienza renale, indipendentemente dal fatto che avesse reni sani o malattie renali esistenti 21.

Esami Analisi del Sangue

I livelli di vitamina D nell’organismo possono essere misurati tramite un semplice esame del sangue.

L’intervallo normale per la concentrazione di vitamina D [25(OH)D] nel sangue è compreso tra 30 e 50 nanogrammi per millilitro (ng/ml).

L’intossicazione da vitamina D si verifica quando i livelli ematici di 25(OH)D superano i 150 ng/ml (375 nmol/l).

Interpretazione dei livelli ematici di 25(OH)D
Definizionenmol/Lng/ml
Carenza< 50< 20
Insufficienza50-7520-30
Eccesso>250>100
Tossicità> 375>150

Per valutare la tossicità da eccesso di vitamina D, i medici misureranno anche i livelli di calcio e fosforo nel sangue ed eventualmente nelle urine.

Inoltre, potrebbero prescrivere esami radiologici per valutare lo stato di salute di ossa, articolazioni e reni.

Segni e Sintomi

Poiché la vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio nel tratto gastrointestinale, la sua tossicità provoca una marcata ipercalcemia.

A sua volta, l’elevata concentrazione di calcio nel sangue può causare disturbi gastrointestinali e calcificazione eccessiva delle ossa, dei tessuti molli, del cuore e dei reni.

I sintomi della tossicità da eccesso di vitamina D possono includere:

La tossicità della vitamina D potrebbe progredire in complicanze a lungo termine, che possono includere:

Poiché la vitamina D viene immagazzinata nel grasso corporeo e rilasciata lentamente nel flusso sanguigno, gli effetti della tossicità possono durare per diversi mesi 8.

Trattamento

Nei casi di intossicazione da eccesso di vitamina D, il trattamento è basato sulla limitazione del calcio nella dieta.

Naturalmente andrà interrotta anche l’assunzione di quei farmaci o integratori che hanno portato all’eccesso di vitamina D, in accordo con quanto suggerito dal medico.

Nei casi più seri, il medico potrebbe anche prescrivere farmaci come corticosteroidi e bifosfonati, che hanno lo scopo di sopprimere il rilascio di calcio dalle ossa.

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