Integratori Difese Immunitarie | Funzionano? 13 Ago 2020 | In X115

Cosa Sono

Gli integratori per le difese immunitarie sono prodotti salutistici pensati per sostenere e stimolare le normali funzioni del sistema immunitario.

Questi prodotti possono essere utili nei mesi autunno-invernali, quando l’organismo è maggiormente esposto all’attacco dei patogeni, a causa delle basse temperature, della scarsità di sole e del trascorrere più tempo in ambienti chiusi e affollati.

Un adeguato apporto di nutrienti è fondamentale per far lavorare le difese dell’organismo al massimo delle loro possibilità. In questo senso, sia i difetti (malnutrizione) che gli eccessi alimentari (obesità) riducono la funzione immunitaria.

Sul fronte della malnutrizione, le difese immunitarie vengono indebolite sia dai deficit calorico-proteici che dalle carenze di vitamine e minerali nutrizionalmente essenziali.

Nella maggior parte dei casi, la correzione delle carenze nutrizionali ripristina le funzioni immunitarie.

A Cosa Servono

Quando la dieta non riesce a soddisfare le esigenze dell’organismo, possono venire in aiuto gli integratori per le difese immunitarie.

Talvolta definiti integratori immunostimolanti, questi prodotti supportano le difese naturali dell’organismo attraverso micro-nutrienti od estratti vegetali specifici.

A livello generale, gli integratori per le difese immunitarie forniscono:

Cosa NON sono

Gli integratori per le difese immunitarie non sono farmaci, quindi non curano le malattie invernali come tosse, influenza, febbre e mal di gola.

Questi prodotti non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

Si precisa altresì che la mancata assunzione di questi integratori NON compromette la salute dell’organismo e non può essere considerata una causa di carenze nutrizionali o di malattie invernali come tosse, influenza, febbre e mal di gola.

Cosa sono

Gli integratori per le difese immunitarie sono una fonte di micronutrienti (vitamine e minerali) e/o estratti vegetali capaci di contribuire alla normale funzione del sistema immunitario.

In presenza di specifiche carenze o aumentati fabbisogni, questi integratori possono sostenere il benessere dell’organismo ottimizzando la normale funzione del sistema immunitario e aiutare a prevenire infezioni stagionali come influenza e raffreddore.

Trattandosi di integratori alimentari, l’efficacia preventiva nei confronti dei malanni invernali non è garantita e i risultati possono variare da soggetto a soggetto.

Cosa Contengono

In genere, gli integratori per le difese immunitarie forniscono quantità concentrate dei micronutrienti coinvolti nelle risposte immunitarie.

In aggiunta o in alternativa, possono contenere degli estratti vegetali che stimolano le difese immunitarie, prevenendo o accelerando la guarigione dei tipici malanni di stagione.

Antiossidanti

Alcune cellule immunitarie producono specie reattive dell’ossigeno (radicali liberi) per uccidere gli organismi invasori.

Questi radicali liberi possono essere dannosi anche per le stesse cellule che li hanno prodotti, che non a caso accumulano e concentrano al loro interno la vitamina C necessaria per difendersi dallo stress ossidativo.

Gli integratori per le difese immunitarie possono quindi contenere antiossidanti come vitamina C, vitamina E, selenio, ed estratti vegetali ricchi di polifenoli e flavonoidi.

In generale, l’integrazione di vitamina C e altri antiossidanti contribuisce a proteggere le cellule immunitarie e i tessuti dai danni dei radicali liberi.

Vitamine e Minerali

Oltre a quelle antiossidanti (C ed E), altre vitamine sono importanti per la salute del sistema immunitario.

La proliferazione delle cellule immunitarie richiede infatti energia, elementi costitutivi e cofattori, come vitamine e minerali.

Micronutrienti come la vitamina A, la vitamina D, l’acido folico, la vitamina B12, la vitamina B6, il ferro e lo zinco hanno ruoli essenziali nella produzione e nello sviluppo di tutte le nuove cellule del corpo, comprese le cellule immunitarie.

Omega-3 – EPA e DHA

Gli omega 3 EPA e DHA hanno un’azione antinfiammatoria. Possono quindi controllare i processi infiammatori evitando che cronicizzino causando danni all’organismo.

Più che da potenziatori del sistema immunitario, gli Omega-3 sembrerebbero agire da immunoregolatori, risultando preziosi nel trattamento delle malattie autoimmuni e nelle infiammazioni croniche.

Lattoferrina e Colostro

Il colostro – noto anche come primo latte – è un liquido secreto dalla ghiandola mammaria dal secondo trimestre di gravidanza fino al 4°-5° giorno dopo il parto.

È molto nutriente e contiene alti livelli di anticorpi, speciali proteine che combattono infezioni e batteri.

Il colostro contiene anche lattoferrina, una proteina coinvolta nella risposta immunitaria dell’organismo alle infezioni, comprese quelle causate da batteri e virus 1, 2, 3.

Sostanze Immunostimolanti

Diversi estratti vegetali hanno dimostrato il potenziale per migliorare le difese immunitarie, ad esempio stimolando la produzione e la funzione dei leucociti (globuli bianchi), aumentandone la proliferazione, la motilità cellulare, la chemiotassi e la fagocitosi.

Tra i potenziali immunostimolanti si segnalano echinacea, uncaria, rodiola, sambuco, zenzero, ginseng e aglio.

Lo sapevi che…

Dato che l’obesità, il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache possono indebolire il sistema immunitario, la limitazione degli zuccheri aggiunti è una parte importante di una dieta che mira a rafforzare il sistema immunitario 4, 5, 6.

Funzionano?

Gli integratori per le difese immunitarie sono probabilmente efficaci in presenza di carenze nutrizionali o aumentato fabbisogno dei nutrienti che contengono.

Al contrario, nei soggetti che seguono diete varie ed equilibrate, la loro assunzione potrebbe rivelarsi superflua.

Emblematico è il caso dell’integrazione preventiva di vitamina C: se da un lato non sembra prevenire il raffreddore nelle persone "normali", dall’altro dimezza il rischio di ammalarsi nei soggetti esposti a un intenso stress fisico (ad esempio corridori di maratona, sciatori o soldati in condizioni subartiche) 7.

L’efficacia degli integratori per le difese immunitarie è quindi soggettiva.

Detto questo, la letteratura scientifica è ricca di studi preliminari (in vitro e su modelli animali) ma anche clinici (su pazienti), che sostengono la potenziale efficacia di alcuni principi attivi nel prevenire infezioni come raffreddore, influenza e bronchiti.

Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo, in quanto si tratta di studi generalmente limitati per numerosità del campione o con altri limiti metodologici che ne riducono l’attendibilità scientifica.

Vi è poi il discorso del dosaggio e della qualità della materia prima utilizzata (ad es. la titolazione dell’estratto), che solleva ulteriori interrogativi sull’efficacia di questi prodotti.

Tenendo a mente queste considerazioni, di seguito esponiamo brevemente gli studi più significativi sui migliori integratori per le difese immunitarie.

Vitamina C

L’integrazione preventiva di vitamina C (da 0,25 a 2 g/giorno) 7:

Secondo una importante meta-analisi, l’integrazione preventiva di vitamina C può ridurre l’incidenza della polmonite dell’80%. Quando si tratta di trattamento, la vitamina C può ridurre la durata, la gravità e la mortalità della polmonite. Ciò detto, gli autori hanno sottolineato la scarsa qualità della maggior parte degli studi inclusi nella meta-analisi 8.

Una meta-analisi del 2019 che includeva 3.135 bambini ha scoperto che la vitamina C non ha prevenuto le infezioni del tratto respiratorio superiore ma ne ha ridotto la durata 9.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Vitamina D

In una revisione del 2019 di studi di controllo randomizzati, su un totale di 11.321 persone, l’integrazione con vitamina D ha ridotto significativamente il rischio di infezioni respiratorie, con effetti più forti nei soggetti con livelli inadeguati di vitamina D 10.

Insufficienze o carenze di vitamina D interessano almeno il 50% della popolazione, e la quasi totalità dei soggetti anziani che non integrano questa vitamina 11, 12, 13, 14.

Diverse altre revisioni scientifiche dimostrano che l’integrazione di vitamina D può aiutare a prevenire le infezioni del tratto respiratorio, tra cui il raffreddore, l’influenza e la polmonite 15, 16, 17. Tuttavia, è importante assumere la vitamina D regolarmente per almeno 3 mesi prima che si possano osservare effetti protettivi.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Zinco

Assunto entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, lo zinco (almeno 75 mg/die) può accelerare il recupero e ridurre i sintomi del raffreddore comune.

La maggior parte degli studi clinici e delle revisioni mostra una riduzione significativa della durata dei sintomi del raffreddore negli adulti. Supplementi di gluconato di zinco o acetato di zinco con 9-24 mg di zinco elementare per dose, assunti ogni due o tre ore durante la veglia (per un totale di almeno 75mg/die), hanno mostrato i migliori risultati, se iniziati entro le prime 24 ore 18, 19, 20.

Meno certa sembra l’efficacia dello zinco nel prevenire il raffreddore comune, almeno stando a una grande revisione scientifica 19.

Una revisione di sette studi ha dimostrato che 80-92 mg al giorno di zinco possono ridurre la durata del raffreddore comune fino al 33% 21.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Echinacea

Numerosi studi hanno scoperto che questa pianta può aiutare il sistema immunitario a combattere infezioni e virus, il che potrebbe favorire il recupero dalle malattie 22, 23, 24.

Secondo una revisione di 14 studi, l’assunzione di echinacea può ridurre il rischio di sviluppare raffreddori di oltre il 50% e ridurre la durata dei raffreddori di un giorno e mezzo 25.

Un’altra meta-analisi ha concluso che non è stato dimostrato che i prodotti a base di echinacea apportino benefici per il trattamento del raffreddore, sebbene sia possibile che vi sia un debole beneficio per alcuni prodotti a base di echinacea; possono invece aiutare a prevenire il raffreddore comune 26.

In una revisione che ha coinvolto quasi 2.500 persone, l’estratto di echinacea è stato trovato utile per diminuire il rischio di infezioni ricorrenti del tratto respiratorio e ridurre le complicanze come polmonite, tonsillite e infezioni dell’orecchio 27.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Sambuco

Uno studio su 312 adulti ha scoperto che l’assunzione di 300 mg di estratto di sambuco, sia prima che dopo il viaggio in aereo, ha ridotto significativamente la durata e la gravità del raffreddore, rispetto a un placebo 28.

Uno studio su 60 persone con influenza ha scoperto che coloro che assumevano 15 ml di sciroppo di sambuco quattro volte al giorno hanno mostrato un miglioramento dei sintomi in 2-4 giorni, mentre il gruppo di controllo ha impiegato da 7 a 8 giorni per migliorare 29.

L’assunzione di compresse contenenti estratto di sambuco (4 al giorno) ha ridotto la febbre, il mal di testa, il dolore muscolare e la congestione nasale entro 48 ore in uno studio clinico su 64 persone con influenza 30.

In diversi studi clinici su un totale di oltre 2.300 persone con sinusite batterica, una combinazione di sambuco e altre erbe (radice di genziana, fiori di primula odorosa, acetosa e iperico) ha ridotto l’infiammazione, il mal di testa e la rinorrea 31, 32, 33, 34, 35, 36.

Una piccola revisione ha scoperto che il sambuco potrebbe ridurre i sintomi delle infezioni virali delle vie respiratorie superiori, ma sono necessarie ulteriori ricerche 37.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Lo sapevi che…

Un sonno adeguato e di buona qualità è importante per rinforzare il sistema immunitario. In uno studio condotto su 164 adulti sani, coloro che dormivano meno di 6 ore per notte avevano maggiori probabilità di prendere un raffreddore rispetto a quelli che dormivano 6 ore o più ogni notte 38.

Aglio

In uno studio su 120 persone, l’estratto di aglio invecchiato ha ridotto la gravità del raffreddore e dell’influenza. Ha anche aumentato il numero di cellule immunitarie (cellule T e NK), potenziando il sistema immunitario e riducendo al contempo le proteine infiammatorie (citochine) 39, 40.

Uno studio di 12 settimane di alta qualità su 146 persone ha scoperto che l’integrazione con aglio ha ridotto l’incidenza del raffreddore comune di circa il 30%. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche 41.

Una metanalisi, tuttavia, non è riuscita a trovare altri studi di buona qualità. Nel complesso, le prove non sono sufficienti per affermare che l’aglio può prevenire o combattere il raffreddore e l’influenza 42.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Ginseng

In uno studio su 227 persone, coloro che hanno assunto 100 mg di un estratto di ginseng asiatico (Panax ginseng – G115) avevano meno probabilità di contrarre raffreddore o influenza. Il gruppo ginseng mostrava anche livelli più alti di attività delle cellule NK 43.

In un altro studio su 100 persone, il ginseng asiatico (Panax ginseng) ha ridotto l’incidenza e la gravità delle infezioni delle vie respiratorie superiori 44.

Allo stesso modo, diversi estratti di ginseng americano (Panax quinquefolius) hanno aiutato a prevenire le infezioni del tratto respiratorio in 5 studi clinici su quasi 1.700 persone. Tuttavia, alcuni di questi studi sono stati finanziati da una società che vende l’estratto, il che indica un potenziale conflitto di interessi 45, 46, 47, 48, 49.

Latti Fermentati e Probiotici

Un microbiota intestinale sano può rinforzare il sistema immunitario e impedire ai patogeni dannosi di entrare nel corpo attraverso il tratto digestivo 50.

Il probiotico Lactobacillus casei somministrato a studenti di medicina sottoposti a stress per l’esame di stato, ha ridotto il numero di soggetti che manifestavano sintomi addominali e raffreddore, e ha diminuito il numero totale di giorni in cui gli studenti hanno manifestato questi sintomi 51.

Negli studenti universitari stressati dal punto di vista accademico, il probiotico Bifidobacterium bifidum ha aumentato la percentuale di giorni sani per partecipante e ha ridotto la percentuale di partecipanti che hanno riferito raffreddore/influenza durante il periodo di intervento 52.

Lactobacillus Paracasei ha prevenuto le malattie infettive comuni nei bambini che frequentavano l’asilo nido 53.

La supplementazione di Lactobacillus helveticus ha significativamente ridotto la durata e il numero di sintomi delle infezioni del tratto respiratorio superiore negli atleti e ha aumentato il loro senso di vigore 54.

Lactobacillus brevis ha ridotto l’incidenza dell’influenza negli scolari elementari. Il miglioramento è stato particolarmente pronunciato in soggetti non vaccinati 55.

Saccharomyces boulardii ha migliorato la risposta immunitaria nella gastroenterite acuta pediatrica 56.

Il consumo di Lactobacillus rhamnosus ha ridotto l’insorgenza di malattie respiratorie nei bambini che frequentavano asili nido 57.

L. acidophilus, B. bifidum e B. animalis insieme a vitamina C hanno ridotto il tasso di incidenza di infezioni del tratto respiratorio superiore, il numero di giorni con sintomi e l’assenza dalla scuola materna nei bambini 58.

Avvertenze

Controindicazioni

Effetti Collaterali

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