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Magazine X115 X115 Emoglobina Glicata | Cos’è? Valori Normali | Come Abbassarla

Emoglobina Glicata | Cos’è? Valori Normali | Come Abbassarla

  • 17 minuti

Che Cos’è

L’emoglobina glicata (o emoglobina glicosilata) è un esame del sangue che permette di stimare i valori medi di glicemia negli ultimi 2-3 mesi.

Il valore dell’emoglobina glicata viene solitamente riportato in termini percentuali.

  • Se la percentuale di emoglobina glicata è più alta, lo sono stati anche i livelli medi di glicemia negli ultimi 2-3 mesi.
  • Pertanto, a un maggiore livello di emoglobina glicata corrisponde un più alto rischio di diabete e/o delle sue complicanze.
  • Nelle persone sane, i valori di emoglobina glicata dovrebbero essere inferiori al 5,7% (con valori ottimali intorno al 5%).
  • Nei diabetici, sono ottimali valori di emoglobina glicata inferiori al 6,5 – 7%.

A Cosa Serve

Conoscere i valori di emoglobina glicata è molto importante per le persone affette da diabete, perché all’aumentare dei suoi valori aumenta il rischio di complicanze micro- e macro-vascolari della malattia.

In altri termini, in caso di diabete, l’emoglobina glicata mostra se il trattamento farmacologico funziona e quanto bene si sta gestendo la malattia.

La misura dell’emoglobina glicata può essere utilizzata anche per la diagnosi di diabete e per valutare la probabilità che il paziente sviluppi il diabete negli anni futuri.

NOTA: Nei referti di laboratorio, l’emoglobina glicata può anche essere indicata con le sigle HbA1c, A1C, HgbA1c, HbA1c o Hb1c, o essere espressa anche in mmol/mol.

Cos’è e come si Forma

L’emoglobina è una proteina presente all’interno dei globuli rossi, deputata al trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Il glucosio fornisce energia alle cellule e la quota che circola nel sangue è in grado di legarsi all’emoglobina (si lega in modo non enzimatico alla valina N-terminale della catena B dell’emoglobina A).

Tale legame determina un riarrangiamento irreversibile della molecola emoglobinica, trasformandola in emoglobina glicata.

Più alta è la concentrazione di glucosio nel sangue, maggiore è la quantità di emoglobina glicata.

La durata della vita di un globulo rosso varia da persona a persona, ma è in media di circa 117 giorni negli uomini e 106 giorni nelle donne. Pertanto, l’HbA1c riflette i livelli medi di glicemia nei 2-3 mesi precedenti 1.

Cosa Misura

Una volta prodotta, l’emoglobina glicata rimane legata ai globuli rossi per tutta la durata della vita degli stessi; pertanto, l’HbA1c rappresenta un indicatore della concentrazione media della glicemia nei 2-3 mesi precedenti.

In particolare 2:

  • la glicemia media del mese precedente il prelievo pesa per circa il 50% sul risultato dell’HbA1c;
  • la glicemia media dei 2 mesi precedenti pesa per un altro 25%;
  • i valori di glicemia media dei 3-4 mesi precedenti pesano per il rimanente 25%.

Differenze rispetto alla glicemia

Svantaggi della Glicemia a Digiuno

  • La glicemia è estremamente variabile durante il giorno, variando ad esempio in relazione ai pasti, ai livelli di attività fisica e persino in base ai livelli ormonali.
    A alcune persone, ad esempio, potrebbero avere elevati livelli di glucosio nelle ore centrali del sonno senza mai rendersene conto.
  • Poiché la misurazione della glicemia esprime la concentrazione di glucosio nel sangue in un preciso momento, una singola misurazione risulta poco indicativa del controllo globale della glicemia.
    In altre parole, una glicemia a digiuno elevata ma ancora nei limiti di normalità potrebbe non escludere la presenza di diabete di tipo 2, e viceversa.
  • Al contrario, la misurazione dell’emoglobina glicata permette di stimare la glicemia media di un lungo periodo, risultando quindi più affidabile sia nel monitoraggio che nella diagnosi di diabete.

Vantaggi dell’Emoglobina glicata

A differenza della glicemia, i valori di emoglobina glicata:

  • presentano una minore variabilità biologica intra-individuale;
  • non sono correlati al digiuno temporaneo e possono essere misurati in qualsiasi momento della giornata, anche subito dopo un pasto;
  • non sono influenzati da tutti quei fattori che possono determinare sbalzi acuti della glicemia (iperglicemie da stress, incluse quelle legate al semplice stress da prelievo);
  • sono maggiormente correlati al rischio di sviluppare le complicanze del diabete.

Tuttavia, alcune condizioni di salute che colpiscono i globuli rossi e l’emoglobina (ad esempio l’anemia) possono aumentare o diminuire erroneamente i livelli di HbA1c 3.

Perché si Misura

Importanza per le Persone Diabetiche

Il dosaggio dell’emoglobina glicata è un esame molto importante per le persone diabetiche, poiché valori elevati di emoglobina glicata aumentano il rischio di complicanze del diabete.

Ogni aumento dell’1% nell’HbA1c è associato a un aumento della glicemia media di circa 30 mg/dl.

Pertanto, attraverso i livelli di emoglobina glicata il medico può:

  • valutare il controllo glicemico;
  • effettuare eventualmente delle scelte terapeutiche mirate per migliorarlo;
  • stabilire un valore target di HbA1c per il successivo controllo.

Quanto spesso misurarla

L’emoglobina glicata viene normalmente misurata ogni 2-6 mesi, in base al controllo glicemico del paziente.

Le raccomandazioni dell’American Diabetes Association consigliano di misurarla:

  • 2 volte all’anno in pazienti in controllo metabolico stabile e che abbiano raggiunto i target terapeutici;
  • più frequentemente per i pazienti in controllo instabile.

Nel diabete gestazionale e in casi particolari le determinazioni possono essere effettuate anche a distanza di due mesi.

Diagnosi di Diabete

Nel 2010 il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF ha stabilito che valori di emoglobina glicata pari o superiori al 6,5% (≥ 48 mmol/mol) possono essere utilizzati come criterio per la diagnosi di diabete, se confermati in almeno due occasioni successive

Valori Normali

  • Per le persone sane, i valori di emoglobina glicata dovrebbero essere inferiori al 5,7%, con valori ottimali intorno al 5%;
  • Per le persone diabetiche, i valori di emoglobina glicata ideali dovrebbero essere inferiori al 7% (secondo le raccomandazioni dell’American Diabetes Association – ADA) oppure al 6,5% secondo altre fonti (come la International Diabetes Federation – IDF).

NOTA: come riferimento, se l’HbA1c è costantemente superiore all’8% è opportuno che il trattamento terapeutico sia prontamente rivalutato.

Rapporto tra Valori di Emoglobina Glicata e Glicemia Media
Valore di Emoglobina Glicata (%) Corrispondente valore di Emoglobina Media (mg/dl)
5 97 (76-120)
6 126 (100-152)
7 154 (123-185)
8 183 (147-217)
9 212 (170-249)
10 240 (193-282)
11 269 (217-314)
12 298 (240-347)
13 326 (260-380)
14 355 (290-410)
15 384 (310-440)
16 413 (330-480)
17 441 (460-510)
18 470 (380-540)
19 499 (410-570)

Valori di Emoglobina Glicata e Diagnosi di Diabete

Valore di Emoglobina Glicata Diagnosi
<5,7% Normale
5,7-6,4% Prediabete*
> 6,5% Diabete

* Avere il prediabete espone il soggetto al rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 entro 10 anni; tuttavia, in questa fase, è possibile prendere provvedimenti per prevenire o ritardare lo sviluppo del diabete.

Emoglobina Glicata Alta

Cause

Alti livelli di emoglobina glicata sono causati da un cattivo controllo glicemico negli ultimi 2-4 mesi.

I suoi valori aumentano all’aumentare della glicemia media durante tale periodo.

Per i soggetti diabetici o prediabetici, valori di emoglobina glicata in aumento potrebbero indicare la necessità di iniziare con i farmaci o modificare la terapia in atto.

Perché è Importante Abbassarla

Livelli elevati di emoglobina glicata sono indicativi di un diabete non controllato, e si associano a un aumento del rischio delle seguenti condizioni:

  • malattie cardiovascolari, come ictus e infarto;
  • malattie renali;
  • danno ai nervi;
  • danni agli occhi, che possono causare cecità;
  • intorpidimento, formicolio e mancanza di sensibilità ai piedi a causa di danni ai nervi;
  • guarigione più lenta delle ferite e delle infezioni.

Come Abbassarla

Soprattutto nei soggetti con diabete di tipo 2 agli esordi, piccoli cambiamenti nello stile di vita possono fare una grande differenza, e persino mettere il diabete in remissione.

Le strategie più efficaci in tal senso sono:

  • perdere qualche chilo, quando il peso è in eccesso;
  • iniziare un programma di esercizio fisico;
  • evitare o imparare a gestire periodi di elevato stress;
  • smettere di fumare;
  • seguire una dieta sana.

Se si riceve una diagnosi di prediabete o diabete, il medico può prescrivere un monitor domestico per misurare il proprio livello di glicemia nel sangue, imparando a capire in autonomia come i pasti e le altre attività quotidiane impattano sui valori glicemici.

Il medico potrà anche fornire delle indicazioni dietetiche adeguate, ad esempio monitorare quanti carboidrati si mangiano in ogni pasto, utilizzando specifiche tabelle di riferimento.

La maggior parte delle persone ha bisogno di circa 45-60 grammi di carboidrati per i pasti principali e di circa 15-30 grammi per ogni spuntino.

Alcuni studi indicano che questi accorgimenti possono aiutare a pianificare i pasti in modo appropriato, il che può migliorare ulteriormente il controllo della glicemia 4, 5.

Dormire il necessario

Le cattive abitudini del sonno e la mancanza di riposo influenzano la glicemia e la sensibilità all’insulina. Possono inoltre aumentare l’appetito e promuovere l’aumento di peso 6, 7.

La privazione di sonno diminuisce il rilascio di ormone della crescita e aumenta i livelli di cortisolo. Entrambi questi ormoni svolgono un ruolo importante nel controllo della glicemia.

Una meta-analisi di 15 studi ha scoperto che sia la durata del sonno breve (<5 ore al giorno) che quella lunga (>9 ore) erano associate a un aumento dell’emoglobina glicata nei pazienti con diabete di tipo 2 8.

Attività Fisica

Numerosi studi dimostrano che l’esercizio fisico aiuta a ridurre l’emoglobina glicata sia nelle persone sane che in quelle che hanno il diabete.

In generale, si consiglia di impegnarsi in un esercizio da moderato a vigoroso per almeno 30 minuti per almeno 3 giorni alla settimana 9, 10, 11.

Una revisione sistematica di 47 studi su oltre 8.500 diabetici ha mostrato che l’esercizio per più di 150 minuti a settimana ha ridotto l’emoglobina glicata in modo 2,5 volte più efficiente rispetto a 150 minuti o meno di esercizio a settimana 12.

In particolare, durate di esercizio strutturato superiori a 150 minuti a settimana sono state associate a riduzioni di HbA1c di 0,89 punti, mentre durate di esercizio strutturate di 150 minuti o meno a settimana erano associate a riduzioni di HbA1C di 0,36 punti.

Secondo un’altra meta-analisi di studi RCT limitata a pazienti con prediabete, rispetto al controllo, l’attività fisica di tipo aerobico ha ridotto la glicemia a digiuno (-0,51 mmol/l; -9,2 mg/dl), la glicemia postprandiale a 2 ore (-0,76 mmol/l; -13,7 mg/dl), l’HbA1c (-0,34%) e il BMI (-1,44) 12.

Controllare lo stress

Le situazioni fortemente stressanti determinano un aumento di alcuni ormoni, come glucagone e cortisolo, che fanno aumentare i livelli di glucosio nel sangue.

Uno studio ha dimostrato che l’esercizio, il rilassamento e la meditazione riducono significativamente lo stress e abbassano i livelli glicemici negli studenti 13.

Anche esercizi e metodi di rilassamento come lo yoga e la riduzione dello stress basata sulla consapevolezza possono correggere i problemi di secrezione dell’insulina nel diabete cronico 14, 15, 16, 13.

Secondo una meta-analisi di 16 studi RCT, yoga o la camminata hanno entrambi migliorato il controllo glicemico nel contesto del diabete di tipo 2. Nel confronto diretto, lo yoga sembra apportare benefici superiori; ad esempio, in media, ha ridotto i valori di emoglobina glicata di 0,2 punti percentuali in più 13a.

Igiene Orale

Gli studi suggeriscono che lavarsi i denti in modo corretto e regolare può aiutare a ridurre i livelli di glucosio nel sangue e di HbA1c.

Inoltre, è bene trattare eventuali problemi parodontali esistenti (come la gengivite), poiché questi possono aumentare i livelli di emoglobina glicata 17, 18, 19, 20, 21, 22.

Secondo uno studio, la terapia parodontale potrebbe ridurre significativamente il livello di emoglobina glicata nei pazienti diabetici, di circa 0,5 punti 13.

Inquinamento

L’esposizione a medio-lungo termine (3mesi/1 anno) a livelli più elevati di inquinamento atmosferico è stata associata ad aumenti dell’emoglobina glicata 23, 24, 25, 26.

In uno studio, l’inquinamento atmosferico è risultato associato a livelli di HbA1c più elevati in 9.100 pazienti con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi 27.

Automonitoraggio della glicemia

L’automonitoraggio "tradizionale" della glicemia da parte dei pazienti richiede una puntura al dito. Sebbene sia efficace, questo metodo può essere laborioso e doloroso, il che riduce la compliance.

I nuovi dispositivi di monitoraggio flash della glicemia (ad es. tramite "cerotto al braccio" e apposito lettore) forniscono alle persone dati continui e non dolorosi per monitorare i livelli di glicemia e le loro variazioni nel tempo.

Secondo una meta-analisi di studi RCT, il monitoraggio flash della glicemia può migliorare l’emoglobina glicata, la glicemia a digiuno e la glicemia postprandiale in misura maggiore rispetto all’automonitoraggio tradizionale 28.

Cosa mangiare

Aumentare l’apporto di fibra solubile

Ci sono due tipi di fibra: insolubile e solubile. Sebbene entrambi siano importanti, la fibra solubile ha dimostrato di abbassare la glicemia 28, 29, 30.

Ricche fonti di fibra solubile sono rappresentate da avena, semi di psillio, pectina (che abbonda nella buccia delle mele), alginati e carragenine (entrambi presenti nelle alghe).

Dieta Mediterranea e Paleodieta

La dieta mediterranea è un modello alimentare povero di calorie, che include molti componenti salutari, come frutta, verdura, noci, legumi, cereali integrali, pesce e olio di oliva come condimento.

In uno studio su 27 diabetici, rispetto alla dieta abituale, una dieta mediterranea tradizionale cretese ha abbassato l’emoglobina glicata dal 7,1% al 6,8% 31.

Secondo una meta-analisi di studi RCT, il consumo di una dieta mediterranea migliora la pressione sanguigna e il controllo glicemico nelle persone con diabete di tipo 2 21a.

Rispetto alla dieta di controllo, sono state osservate riduzioni medie della pressione sanguigna sistolica (-4,17 mmHg) e diastolica (-1,20 mmHg), HbA1c (-0,39%), glicemia a digiuno (-15,12 mg/dl), BMI (-0,71) e circonferenza della vita (-1,69 cm).

Diversi studi iniziali suggeriscono che una dieta paleo, composta da carne magra, frutta, verdura e frutta secca oleosa, può aiutare a migliorare i livelli di glicemia e HbA1c 32, 33, 34.

Una meta-analisi di 8 studi ha tuttavia rilevato che la dieta mediterranea ha ridotto significativamente l’HbA1c rispetto alla dieta abituale, ma anche rispetto alla paleodieta 35.

Limitare i carboidrati

Almeno a breve termine, le diete a basso contenuto di carboidrati (low-carb) sembrano più efficaci delle diete ad alto apporto di carboidrati nel migliorare il controllo glicemico tra le persone con diabete di tipo 2 59, 60.

Tuttavia, una maggiore restrizione dei carboidrati è stata anche associata a una riduzione del consumo di cibo libero e a una maggiore perdita di peso, per cui potrebbe trattarsi semplicemente di un beneficio indiretto 59.

Con il passare del tempo, inoltre, molti pazienti tendono a seguire le diete low-carb in maniera rigorosa, per cui la loro efficacia nel controllo glicemico diminuisce.

Non a caso, alcune meta-analisi hanno riportato che mentre le diete low carb tendono a produrre maggiori miglioramenti nell’emoglobina glicata nel breve termine (fino a 6 mesi), questo vantaggio scompare nel lungo termine 61, 60.

Un’altra possibile spiegazione per questo fenomeno è il fatto che le diete low carb sono associate a una maggiore riduzione dell’uso di farmaci antidiabetici rispetto alle diete ad alto contenuto di carboidrati 61, 60.

Pertanto, se i farmaci non venissero ridotti in misura maggiore nelle diete low carb, i vantaggi in termini di maggiore riduzione di HbA1c potrebbero essere mantenuti nel tempo 62.

Cereali integrali

Una meta-analisi di 37 studi RCT e 10 studi prospettici di corte ha concluso che un maggior consumo di cereali integrali rispetto a quelli raffinati 29a:

  • è associato a un rischio ridotto di diabete di tipo 2 (fino al 43% in meno);
  • ha un effetto minimo sulle misure di controllo glicemico; pur aiutando a ridurre la glicemia a digiuno (in media -2 mg/dl), l’HbA1c e l’HOMA-IR, i benefici appaiono piccoli e non clinicamente significativi;
  • i benefici del controllo glicemico sono significativi nei partecipanti con controllo glicemico compromesso, ma non nei partecipanti senza apparenti condizioni di salute.

L’analisi dei sottogruppi ha anche mostrato che gli interventi con più tipi di cereali integrali erano più efficaci di quelli con un singolo tipo.

Un’altra meta-analisi di 16 studi randomizzati su un totale di 1.068 soggetti ha valutato gli effetti del consumo di cereali integrali specificatamente su pazienti diabetici.

I risultati indicano che, rispetto al gruppo di controllo, il consumo di cereali integrali ha ridotto la resistenza all’insulina, l’emoglobina glicata (-0,56%) e mitigato l’aumento della glicemia post-prandiale 29.

Bere molta acqua e mantenersi idratati

Uno studio osservazionale ha dimostrato che coloro che hanno bevuto più acqua avevano un rischio più basso di sviluppare iperglicemia 36.

Bere acqua mantiene correttamente idratato il sangue e l’intero organismo, abbassa i livelli glicemici e riduce il rischio di diabete 37, 38, 39, 40.

Da evitare invece le bevande zuccherate, in quanto aumentano la glicemia, favoriscono l’aumento di peso e aumentano il rischio di diabete 41, 42.

Aceto di mele

Si ritiene che l’aceto promuova bassi livelli glicemici a digiuno, possibilmente diminuendo la produzione di glucosio da parte del fegato o aumentandone l’uso da parte delle cellule 43, 44.

Inoltre, gli studi dimostrano che l’aceto influenza in modo significativo la risposta del corpo agli zuccheri e migliora la sensibilità all’insulina 45, 46, 47, 48, 49.

Cioccolato Fondente

Tra i pazienti con diabete di tipo 1, coloro che mangiavano cioccolato fondente (25 g/giorno per 5 volte/settimana) avevano un’emoglobina glicata significativamente inferiore rispetto ai soggetti che mangiavano la stessa quantità di cioccolato al latte o nessun tipo di cioccolato 50.

In un altro studio su 7.802 persone, coloro che mangiavano fino a 2-6 porzioni (da 28,5 g) di cioccolato fondente a settimana avevano un rischio inferiore del 34% di ricevere una diagnosi di diabete 51.

Ridurre il peso corporeo, se in eccesso

Anche una "semplice" riduzione del 7% del peso corporeo in eccesso può ridurre il rischio di sviluppare il diabete fino al 58% e sembra funzionare anche meglio dei farmaci 52.

Preferire il consumo di frutti immaturi e con la buccia

L’indice glicemico della frutta aumenta in maniera significativa con la maturazione, mentre la buccia ne diminuisce l’indice glicemico grazie all’alto contenuto di fibre.

Un ampio studio del 2013 ha rilevato che le persone che consumavano frutta intera, in particolare mirtilli, uva e mele, avevano rischi significativamente più bassi di sviluppare il diabete di tipo 2 53.

Lo studio ha anche evidenziato come l’elevato consumo di succhi di frutta sia associato a un aumentato rischio di diabete.

Avena

Nonostante l’indice glicemico elevato e l’alto carico glicemico, l’avena è una ricca fonte di fibre solubili.

Una revisione sistematica, analizzando i dati di 14 studi controllati e di 2 studi osservazionali non controllati, ha concluso che il consumo di avena in pazienti diabetici di tipo 2 riduce significativamente i valori di glicemia a digiuno (riduzione media -7mg/dl) 54.

Legumi e Frutta secca oleosa

Uno studio del 2012 ha rilevato che l’incorporazione di legumi nella dieta ha migliorato il controllo glicemico e ridotto il rischio di malattia coronarica nelle persone con diabete di tipo 2 55.

Una revisione sistematica del 2014 ha concluso che mangiare frutta a guscio potrebbe aiutare le persone con diabete 56.

Yogurt e Aglio

Gli autori di una meta-analisi del 2014 hanno concluso che lo yogurt può essere l’unico prodotto caseario che riduce il rischio di sviluppare il diabete. Hanno anche notato che altri prodotti lattiero-caseari non sembrano aumentare il rischio di una persona 57.

In uno studio del 2013, 60 persone con diabete di tipo 2 e obesità hanno assunto metformina da sola o una combinazione di metformina e aglio 2 volte al giorno dopo i pasti per 12 settimane. Le persone che hanno assunto metformina e aglio hanno avuto una riduzione più significativa dei loro livelli glicemici a digiuno e post-prandiali 58.

Integratori e rimedi naturali

Alcune sostanze naturali, perlopiù disponibili come integratori alimentari, possono aiutare nel controllo della glicemia migliorando i valori di emoglobina glicata; tra queste si ricordano:

L’utilizzo di questi integratori alimentari deve avvenire su specifico suggerimento e controllo specialistico, quindi soltanto nei casi in cui il medico lo ritenga necessario.

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