INDICE ARTICOLO
Che cos’è
L’acido azelaico è una sostanza depigmentante di origine naturale, dotata anche di proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, anticheratinizzanti e antiossidanti.
Dal punto di vista chimico, è un acido dicarbossilico saturo a 9 atomi di carbonio. In natura, si forma per ossidazione atmosferica di acidi grassi insaturi (per es. nei semi di ricino rancidi) e si ottiene industrialmente attraverso l’ozonolisi dell’acido oleico 1.
L’acido azelaico viene prodotto anche da lieviti del genere Malassezia, responsabili di un’infezione cutanea superficiale chiamata pitiriasis versicolor 2. Questa condizione induce marcate alterazioni ipo-pigmentative nella cute foto-esposta, che si ritengono correlate proprio all’effetto depigmentante dell’acido azelaico.
Per questo motivo, l’acido azelaico è stato storicamente studiato soprattutto per la sua capacità di interferire con la pigmentazione cutanea (azione anti-macchie).
Oggi, tuttavia, viene considerato un attivo dermatologico multi-funzionale, utile non solo contro le macchie della pelle, ma anche nel trattamento di acne, rosacea e altri disturbi cutanei a componente infiammatoria o cheratinizzante 3.
Acido Azelaico Contro l’Acne
L’acido azelaico esibisce un’azione antinfettiva, antinfiammatoria e anticheratinizzante, che può essere utile nel trattamento dell’acne da lieve a moderata.
L’acne è una malattia dell’unità pilosebacea che comporta un aumento della produzione di sebo, alterazioni della flora microbica (con proliferazione di batteri pro-infiammatori come il Propionibacterium acnes, oggi più correttamente indicato come Cutibacterium acnes), cheratinizzazione eccessiva (con ostruzione del poro) e infiammazione del follicolo pilo-sebaceo.
L’acido azelaico è utile nel trattamento dell’acne poiché:
- inibisce la crescita dei batteri coinvolti nell’acne, come Cutibacterium acnes, attraverso meccanismi diversi da quelli degli antibiotici tradizionali;
- riduce la cheratinizzazione follicolare, prevenendo l’ostruzione del dotto escretore della ghiandola sebacea;
- esercita un’azione comedolitica, contribuendo a limitare la formazione di comedoni;
- attenua l’infiammazione del follicolo pilo-sebaceo;
- contribuisce a ridurre lo stress ossidativo locale, coinvolto nell’infiammazione cutanea e nelle macchie post-infiammatorie.
Dal punto di vista antimicrobico, l’acido azelaico sembra interferire con il metabolismo energetico dei batteri, con la sintesi proteica e con la sintesi di DNA e RNA. La sua attività dipende anche da fattori come concentrazione, pH e caratteristiche della formulazione 3.
Un aspetto interessante è che l’acido azelaico, pur avendo attività antibatterica, non agisce come un classico antibiotico. Questo può rappresentare un vantaggio nel trattamento dell’acne, poiché riduce il problema della selezione di resistenze batteriche, tipico di alcune terapie antibiotiche protratte.
L’acido azelaico viene usato come trattamento topico in gel anche per il trattamento della rosacea, grazie alla sua capacità di ridurre l’infiammazione.
Acido Azelaico e Rosacea
L’acido azelaico è uno degli attivi topici più utilizzati anche nella rosacea, in particolare nelle forme caratterizzate da rossore, papule, pustole e infiammazione cutanea (rosacea papulopostulare).
La sua utilità in questo contesto non dipende soltanto dall’azione antibatterica, ma soprattutto dalla capacità di modulare alcuni meccanismi infiammatori coinvolti nella rosacea. In particolare, l’acido azelaico sembra ridurre l’attivazione di vie pro-infiammatorie come NF-kB e p38, contribuendo a diminuire la produzione di citochine infiammatorie e specie reattive dell’ossigeno 3.
Inoltre, l’acido azelaico può ridurre l’espressione di mediatori come KLK5, catelicidina e LL-37, considerati rilevanti nella patogenesi della rosacea. Questo spiega perché il suo impiego possa risultare utile non solo sulle lesioni infiammatorie, ma anche sul quadro generale di iper-reattività cutanea.
Come per altri trattamenti topici, i benefici richiedono costanza e gradualità. Nelle pelli sensibili o con barriera cutanea compromessa, l’applicazione dovrebbe essere introdotta progressivamente, monitorando eventuali bruciori, pizzicori o irritazioni.
Contro le Macchie della Pelle
L’acido azelaico sembra avere una certa capacità di inibire la tirosinasi, un enzima chiave nella sintesi di melanina.
La melanina è il pigmento che conferisce a pelle, capelli e occhi il loro colore.
Inibendo l’attività della tirosinasi e con essa la melanogenesi, l’acido azelaico può avere un effetto schiarente sulle macchie cutanee (come lentigo senili, lentigo solari, melasma, segni post-infiammatori da acne ed eczema ecc.).
Il meccanismo depigmentante dell’acido azelaico non si limita alla sola inibizione della tirosinasi. Secondo la letteratura più recente, l’acido azelaico può interferire anche con altri passaggi della melanogenesi, modulando proteine correlate alla sintesi di melanina e contribuendo a ridurre l’iperpigmentazione post-infiammatoria 3.
Questa azione è particolarmente interessante nei soggetti con acne e macchie post-infiammatorie, perché l’acido azelaico può agire contemporaneamente su più fronti: infiammazione, proliferazione batterica, ostruzione follicolare e iperpigmentazione residua.
Uno studio su 329 partecipanti con melasma ha confrontato gli effetti terapeutici dell’acido azelaico al 20% e dell’idrossichinone al 4%, applicati due volte al giorno insieme a una protezione solare ad ampio spettro, per 24 mesi. Al termine del trattamento, non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi nei punteggi di miglioramento complessivo (64,8% per l’AZA e 72,5% per l’HQ) 3a.
Uno studio ha indagato l’efficacia di 5 diversi prodotti cosmetici applicati per tre mesi nel trattamento del melasma, di seguito elencati dal più efficace al meno efficace 4:
- Idrochinone (2%) + Tretinoina (0,025%) + Mometasone furoato (0,1%)
- Acido kojico (3%) + vitamina C (2%)
- Acido azelaico (20%)
- Arbutina (5%) + glabridina (0,5%)
- Arbutina (5%) + acido glicolico (10%) + acido kojico (3%)
È stato anche osservato che gli effetti collaterali erano superiori con il regime più efficace.
In uno studio pilota, un gel al 15% di acido azelaico applicato due volte al giorno per 16 settimane ha migliorato sia l’acne che l’iperpigmentazione postinfiammatoria nei soggetti con pelle scura e nera (fototipo IV-VI) 5.
Un altro studio su 60 pazienti con acne da lieve a moderata ha confermato che un gel di acido azelaico al 15%, applicato due volte al giorno per 12 settimane, ha ridotto l’iperpigmentazione post-infiammatoria rispetto al basale e al placebo 5a.
Una crema dermocosmetica a base di acido azelaico (15%) ha eliminato quasi completamente le imperfezioni cutanee in uno studio su 90 ragazzi con acne da lieve a moderata 5b.
Psoriasi
In uno studio RCT in singolo cieco, i pazienti con lesioni psoriasiche sul lato sinistro e destro sono stati assegnati in modo casuale a ricevere un trattamento con gel di AZA al 15% o placebo due volte al giorno per un mese.
I risultati hanno mostrato che, rispetto al placebo, il trattamento con acido azelaico ha migliorato significativamente i sintomi, riducendo efficacemente il prurito, la desquamazione e l’ipercheratosi delle placche psoriasiche 5c.
Formulazioni e Concentrazioni
L’acido azelaico viene impiegato soprattutto in formulazioni topiche, tra cui creme, gel e schiume. Le concentrazioni più studiate in ambito dermatologico sono generalmente comprese tra il 15% e il 20%.
Le formulazioni al 15% in gel e quelle al 20% in crema non sono necessariamente sovrapponibili. La quantità nominale di principio attivo, infatti, non è l’unico elemento che determina l’efficacia: contano anche veicolo, penetrazione cutanea, distribuzione negli strati vitali dell’epidermide e tollerabilità.
Secondo una recente revisione, il gel al 15% può favorire una migliore penetrazione dell’acido azelaico negli strati cutanei vitali rispetto alla crema al 20%, pur determinando un minore carico sistemico. Questo effetto potrebbe dipendere dalla micronizzazione del principio attivo e da una migliore permeazione transfollicolare 3.
Sono state inoltre studiate formulazioni liposomiali e sistemi di veicolazione avanzati, pensati per aumentare la concentrazione dell’acido azelaico nello strato corneo e migliorarne la biodisponibilità cutanea.
Fa Male?
L’acido azelaico è generalmente considerato ben tollerato. Tuttavia, se utilizzato a concentrazioni elevate, soprattutto tra il 10 e il 20%, può dare reazioni irritative locali, in particolare nelle pelli sensibili o quando viene introdotto troppo rapidamente nella routine cosmetica.
Tra i possibili effetti collaterali, si segnalano:
- bruciore o formicolio sulla pelle;
- prurito;
- desquamazione della pelle nel sito di applicazione;
- secchezza o arrossamento della pelle;
- irritazione locale transitoria.
Più raramente, sono state segnalate reazioni come peggioramento dell’asma in soggetti predisposti, piccole aree di depigmentazione, ipertricosi o riattivazione di herpes labiale 3.
In genere, gli effetti indesiderati sono lievi e tendono a ridursi con l’uso continuativo o modulando la frequenza di applicazione. Per migliorare la tollerabilità, può essere utile iniziare con applicazioni a giorni alterni, evitare l’associazione immediata con altri attivi irritanti e applicare una crema idratante di supporto.
Dopo l’utilizzo è importante applicare una protezione solare adeguata, soprattutto quando l’acido azelaico viene usato per trattare melasma, macchie solari o iperpigmentazione post-infiammatoria. In questi casi, la protezione dai raggi UV è essenziale per evitare la ricomparsa o il peggioramento delle discromie.
L’acido azelaico è stato classificato nella categoria B per la gravidanza per uso topico; ciò significa che, in base ai dati disponibili, non sono emersi segnali chiari di rischio per il feto, ma gli studi controllati sull’uomo in gravidanza sono limitati o assenti.
Acido Azelaico e Capelli
L’acido azelaico può essere un’interessante terapia topica di supporto in alcuni disturbi dei capelli, anche se le evidenze sono più limitate rispetto a quelle disponibili per acne, rosacea, melasma e iperpigmentazione post-infiammatoria.
L’acido azelaico può essere un’efficace terapia topica per l’alopecia areata a chiazze.
In uno studio, la sua applicazione sul cuoio capelluto (lozione al 20%) per 12 settimane consecutive è risultata efficace quanto l’antralina (0,5%) nel promuovere la ricrescita dei capelli 6.
Durante lo studio non sono stati osservati eventi avversi gravi in nessuno dei due gruppi.
Secondo uno studio in provetta, l’acido azelaico è un potente inibitore dell’enzima 5-alfa-reduttasi, simile alla finasteride e alla dutasteride 7. Tale evidenza lo ha reso un potenziale candidato per la sperimentazione nel trattamento dell’alopecia androgenetica.
Il possibile effetto sulla 5-alfa-reduttasi è interessante perché questo enzima converte il testosterone in diidrotestosterone, un androgeno coinvolto nella miniaturizzazione follicolare tipica dell’alopecia androgenetica. Tuttavia, il passaggio da un dato in vitro a un’efficacia clinica reale richiede cautela.
In uno studio, una lozione a base di caffeina 1%, minoxidil 5% e acido azelaico 1,5% è risultata superiore al minoxidil da solo nel trattamento dell’alopecia androgenetica maschile 8.
In un altro studio il minoxidil topico al 5% è risultato ugualmente efficace a una combinazione di Minoxidil 5%, Acido azelaico all’1,5% e tretinoina allo 0,01% 9.
Nel complesso, l’acido azelaico può essere considerato un attivo potenzialmente interessante nei prodotti per il cuoio capelluto, soprattutto quando si voglia associare un’azione antinfiammatoria, antiossidante e sebo-regolatoria. Tuttavia, per l’alopecia androgenetica, le prove cliniche sono ancora meno solide rispetto ai trattamenti standard come minoxidil e farmaci antiandrogeni prescritti dal medico.
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