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Magazine X115 X115 Carenza di Magnesio nella Dieta | Sintomi e Rischi

Carenza di Magnesio nella Dieta | Sintomi e Rischi

  • 16 minuti

Generalità

Il corpo umano ha bisogno di magnesio per 1, 2, 3:

  • attivare muscoli e nervi;
  • produrre energia;
  • sintetizzare il DNA;
  • attivare la vitamina D e le vitamine del gruppo B;
  • far funzionare oltre 300 enzimi coinvolti in innumerevoli funzioni corporee.

La carenza di magnesio è un problema particolarmente comune, spesso sottovalutato dalla comunità medica 4.

Può derivare da un’assunzione inadeguata con la dieta, da un ridotto assorbimento gastrointestinale o da una ridotta funzione dei reni.

Nella maggior parte dei casi, la carenza di magnesio non dà sintomi evidenti, ma può comunque minare la salute aumentando il rischio di ipertensione, ictus, altre malattie cardiovascolari, emicrania e diabete.

Magnesio Infografica

Quanto è Comune?

Circa la metà della popolazione adulta negli Stati Uniti non raggiunge le dosi di assunzione consigliate per il magnesio 5.

In generale, esistono due tipi di carenze nutritive:

  • carenze franche, come lo scorbuto da carenza di vitamina C o il gozzo da carenza di iodio;
  • carenze subcliniche, in cui si ha un peggioramento clinicamente silente (cioè senza sintomi evidenti) delle funzioni fisiologiche, cellulari e/o biochimiche.

Nella società industrializzata, le carenze franche sono molto rare, mentre quelle subcliniche sono estremamente comuni. Questo vale anche per il magnesio.

Poiché la carenza di magnesio non è così grave da scatenare sintomi evidenti e ben definiti, risulta difficile da individuare, sia sul piano clinico che su quello diagnostico.

Inoltre, il fatto che la carenza sia quasi sempre marginale o subclinica non significa che sia innocua. Al contrario, rappresenta una forma subdola e preoccupante, perché difficile da diagnosticare e predisponente a numerose malattie croniche.

L’evidenza scientifica suggerisce che la carenza di magnesio rappresenta una delle principali cause di malattie croniche, tra cui malattie cardiovascolari e mortalità precoce in tutto il mondo; pertanto, dovrebbe essere considerata una crisi di salute pubblica 6, 7, 8, 9.

Magnesio nella Dieta

Quanto Magnesio Assumere?

Il Food and Nutrition Board dell’Istituto di medicina degli Stati Uniti consiglia di assumere ogni giorno:

  • 400-420 mg di magnesio per gli uomini adulti;
  • 310-320 mg di magnesio per le donne adulte.

È possibile ottenere le quantità raccomandate di magnesio seguendo una dieta varia ed equilibrata, che includa:

Occorre tuttavia considerare che gli apporti ottimali di magnesio sono superiori rispetto alle suddette RDA e che per raggiungerli la grande maggioranza delle persone dovrebbe assumere regolarmente un integratore di magnesio 7.

Le indagini sull’apporto di nutrienti nella dieta dei nostri antenati cacciatori/raccoglitori suggeriscono che nell’era paleolitica l’apporto di magnesio era di circa 600 mg al giorno 10.

Assunzioni Ottimali ed Effettive

È importante sottolineare che gran parte della popolazione potrebbe non soddisfare nemmeno le RDA per il magnesio.

Infatti, la dieta moderna è ricca di cibi ultraprocessati e raffinati, ma povera di alimenti naturali e integrali. Per questo motivo, risulta paradossalmente molto ricca di energia ma scarsamente nutriente.

In altri termini, i bambini e gli adulti risultano spesso sovralimentati ma denutriti 11.

Come abbiamo ricordato, circa il 50% degli americani assume meno magnesio rispetto alle dosi di assunzione raccomandata 12.

Ad esempio, iI Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha calcolato che l’assunzione media di magnesio nelle donne e negli uomini è rispettivamente di 228 mg/die e 323 mg/die 13.

Questi livelli di assunzione suggeriscono che un numero considerevole di persone è a rischio di sviluppare carenze di magnesio, specialmente quando esistono disturbi concomitanti e/o terapie farmacologiche che aumentano tale rischio (vedi oltre).

Integratori di Magnesio: Sono Necessari?

Come anticipato, alcuni individui possono aver bisogno di assumere integratori di magnesio per prevenire o correggere specifiche carenze.

Un Autore ha affermato che una tipica dieta occidentale può fornire abbastanza magnesio per evitare una carenza franca del minerale. Tuttavia, è improbabile che mantenga livelli di magnesio normali e fornisca una protezione ottimale dal rischio di malattie coronariche e osteoporosi 10.

Gli integratori sono necessari soprattutto se si cerca di ottenere uno stato di magnesio ottimale per prevenire malattie croniche 7.

Secondo un lavoro scientifico, vari studi hanno dimostrato che almeno 300 mg di magnesio devono essere integrati quotidianamente, per ottenere un aumento significativo delle concentrazioni sieriche.

Quindi, mentre l’assunzione giornaliera raccomandata per il magnesio (tra 310 e 420 mg per la maggior parte degli adulti) può prevenire la carenza del minerale, è improbabile che fornisca salute e longevità ottimali.

Secondo vari studi, la maggior parte delle persone potrebbe aver bisogno di assumere ulteriori 300 mg di magnesio al giorno, in modo da ridurre il rischio di sviluppare numerose malattie croniche 10.

Carenza di Magnesio e Salute

La carenza subclinica di magnesio sembra aumentare il rischio di una lunga serie di malattie.

Al contrario, maggiori apporti di magnesio con la dieta sono associati a migliori condizioni di salute e minori rischi di malattie cardiovascolari, ipertensione, emicrania, depressione e possibilmente osteoporosi.

Tuttavia, trattandosi perlopiù di studi osservazionali, non ci sono prove certe per stabilire una relazione causale tra l’assunzione di magnesio e il rischio di queste condizioni croniche.

Inoltre, per molti di questi disturbi non è chiaro se l’uso cronico di integratori di magnesio possa apportare gli stessi benefici di una dieta naturalmente ricca del minerale.

Malattie Cardiovascolari

La carenza di magnesio può causare problemi al sistema cardiovascolare e modelli animali hanno rivelato che può indurre aterosclerosi aumentando i livelli di LDL ossidate e l’espressione del recettore per le LDL ossidate.

Anche diversi studi epidemiologici collegano bassi livelli di magnesio a un rischio più elevato di malattie cardiache 14, 15.

D’altronde, un maggiore apporto di alimenti ricchi di magnesio (come cereali integrali, frutta a guscio e verdure), sembra ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare del 28% 16.

Un’analisi di 40 studi su oltre un milione di partecipanti ha scoperto che l’assunzione di 100 mg in più di magnesio al giorno riduceva il rischio di ictus e insufficienza cardiaca (rispettivamente del 7% e del 22%) 17.

In diversi studi clinici, le persone che seguivano diete ricche di magnesio avevano una probabilità inferiore di sviluppare la sindrome metabolica. Non è chiaro, tuttavia, se gli integratori di magnesio possano avere lo stesso effetto 18, 19.

In uno studio su 64 partecipanti con malattia coronarica moderata, l’integrazione di magnesio (300mg/die di MgSO4 per 6 mesi) ha migliorato alcuni dei principali fattori di rischio dell’aterosclerosi (come i valori di LDL e LDL ossidato) rispetto al placebo 19a.

Anche i rapporti dei livelli di LDL/HDL, colesterolo/HDL, l’HbA1c e i livelli di transaminasi erano ridotti nel gruppo trattato con magnesio, rispetto al placebo.

Pressione sanguigna

L’assunzione di integratori di magnesio consentirebbe riduzioni della pressione sanguigna fino a 12 mmHg, soprattutto nei pazienti ipertesi 20, 21, 22.

Una meta-analisi di 34 studi controllati randomizzati su un totale di 2.028 partecipanti ha scoperto che l’integrazione di magnesio – alla dose mediana di 368 mg/giorno per una durata media di 3 mesi – ha ridotto significativamente la pressione sistolica di 2,00 mmHg e la pressione diastolica di 1,78 mmHg 23.

Il magnesio sembra anche aumentare l’efficacia di tutte le classi di farmaci che riducono la pressione sanguigna 21, 24.

Diabete

Il magnesio gioca un ruolo importante nel regolare il metabolismo del glucosio e la funzionalità dell’insulina.

È stato ripetutamente dimostrato che bassi livelli di magnesio nel sangue aumentano il rischio di insulino-resistenza, intolleranza al glucosio e iperinsulinemia 25, 26.

D’altronde, uno studio che ha seguito più di 4.000 persone per 20 anni ha scoperto che i soggetti con il più alto apporto di magnesio avevano il 47% in meno di probabilità di sviluppare il diabete 27.

Pertanto, l’aumento del consumo di alimenti ricchi di magnesio come cereali integrali, fagioli, noci e verdure a foglia verde, può ridurre il rischio di diabete 28.

I benefici maggiori potrebbero osservarsi nei soggetti che non assumono abbastanza magnesio con la dieta 29, 30.

Una revisione di 25 studi RCT ha scoperto che l’integrazione di magnesio riduceva la glicemia a digiuno nei pazienti con diabete di tipo 2 rispetto al placebo. Inoltre, ha migliorato significativamente la glicemia a digiuno e 2 ore dopo il carico di glucosio orale nei partecipanti ad alto rischio di diabete 30a.

Emicrania

Le persone che soffrono di emicrania sembrano presentare carenze di magnesio più frequentemente rispetto al resto della popolazione 31.

Una dose elevata (600 mg) di magnesio per via orale al giorno per 12 settimane ha ridotto del 41,6% la frequenza del mal di testa e ne ha anche ridotto la gravità, diminuendo l’uso di farmaci e la durata degli attacchi acuti 32.

In effetti, alcuni studi incoraggianti suggeriscono che il magnesio può prevenire e persino aiutare a curare l’emicrania 33, 34. Inoltre, la sua associazione al trattamento di routine potrebbe migliorarne l’efficacia 35.

Anche i cibi ricchi di magnesio possono quindi aiutare a ridurre i sintomi dell’emicrania 36.

Depressione

Le persone con bassi apporti alimentari di magnesio potrebbero avere un rischio maggiore di depressione 37.

L’integrazione di magnesio è stata collegata a miglioramenti della depressione, dei sintomi premestruali, della depressione postpartum e della sindrome da affaticamento cronico 38.

In uno studio su adulti anziani depressi, 450 mg di magnesio hanno migliorato l’umore con la stessa efficacia di un farmaco antidepressivo 39.

Anche il co-trattamento con sali di magnesio e antidepressivi ha dimostrato di poter aumentare l’efficacia di questi farmaci 40.

Osteoporosi

Un basso apporto di magnesio è stato associato a una minore densità minerale ossea e a un maggiore rischio di osteoporosi 41, 42.

L’integrazione di magnesio potrebbe quindi essere benefica nelle donne osteoporotiche 43, 44

Nonostante questi studi, le prove non sono ancora sufficienti per raccomandare l’integrazione di magnesio nella prevenzione dell’osteoporosi, a meno che non sussistano carenze specifiche 45.

Asma e Malattie Respiratorie

Alcuni studi hanno osservato una più diffusa carenza di magnesio nei pazienti con asma grave 46.

Più in generale, i livelli di magnesio tendono a essere più bassi negli individui con asma rispetto alle persone sane 47, 48.

Tuttavia, le prove dell’efficacia degli integratori di magnesio nei soggetti asmatici non sono coerenti 49, 50, 51.

Secondo alcuni autori, l’ipomagnesiemia a livello di popolazione potrebbe aver contribuito alla gravità della pandemia di COVID-19 51a, 51b, 51c.

Basso testosterone

Un basso livello di magnesio è associato a un basso livello di testosterone 65, 66.

Alcune evidenze suggeriscono anche come l’integrazione di magnesio possa sostenere i livelli di testosterone sia negli atleti che negli anziani, specialmente negli individui carenti di questo minerale 67.

Artrite reumatoide

 Un crescente corpus di letteratura ha stabilito una forte correlazione tra carenza di magnesio e artrite reumatoide. 

Pertanto, affrontare la carenza di magnesio nei pazienti con artrite reumatoide può essere un’utile strategia terapeutica per mitigare i sintomi e migliorare i risultati dei pazienti 68, 69, 70, 71.

Esiti della Gravidanza

La carenza gestazionale di magnesio può causare difetti nello sviluppo del feto 52.

L’integrazione di magnesio durante la gravidanza ha determinato una minore incidenza di ittero e ospedalizzazione neonatale; inoltre, ha ridotto il rischio di basso peso alla nascita 53, 54.

Inoltre, la carenza di magnesio è associata a una serie di esiti avversi per la donna durante la gravidanza, tra cui ipertensione gestazionale e parto pretermine.

Il magnesio in gravidanza può essere particolarmente utile per le donne che soffrono o sono a rischio di diabete gestazionale, preeclampsia ed eclampsia 55, 56.

Cancro

Alcuni studi hanno dimostrato che bassi livelli di magnesio possono aumentare il rischio di specifici tipi di cancro, come il cancro del colon-retto, del pancreas e della mammella. Pertanto, è fondamentale mantenere livelli adeguati di magnesio nel corpo 72.

Inoltre, si è visto che l’integrazione di magnesio aiuta a prevenire l’insorgenza e la recidiva del carcinoma del colon-retto 73, 74, 75, 76.

Cause e Soggetti a Rischio

Le cause della carenza di magnesio vanno ricercate in:

  • un apporto dietetico inadeguato;
  • un ridotto assorbimento di magnesio nell’intestino;
  • un aumento delle perdite di magnesio nell’organismo.

Le condizioni che aumentano il rischio di carenza di magnesio sono elencate di seguito.

Anziani

Gli anziani tendono ad assumere meno magnesio con la dieta; inoltre, la capacità di assorbimento intestinale tende a diminuire con l’età, mentre l’escrezione urinaria di magnesio tende ad aumentare.

Le donne anziane possono essere più suscettibili alle carenze di magnesio rispetto agli uomini 57.

Alcolismo

Lo scarso apporto di magnesio con la dieta, aggravato dai problemi gastrointestinali e dall’aumento delle perdite urinarie, contribuisce alla diffusa carenza di magnesio negli alcolisti.

Disturbi endocrini e metabolici

Diverse condizioni, come il diabete mellito, i disordini delle ghiandole paratiroidi, la deplezione di fosfato, l’aldosteronismo primario e anche l’eccessiva lattazione, possono portare alla deplezione di magnesio.

Nei diabetici non controllati, l’iperglicemia può causare l’espulsione di più urina dai reni; ciò causa anche una maggiore perdita di magnesio.

In effetti, la deplezione del magnesio è stata riscontrata fino al 75% dei pazienti con diabete di tipo 2 scarsamente controllato 58.

Diete restrittive

Assumendo un quantitativo inferiore di alimenti, i soggetti che seguono diete ipocaloriche particolarmente rigide hanno un maggiore rischio di sviluppare carenze nutrizionali.

Secondo uno studio, soltanto le diete americane da più di 3.000 kcal quotidiane possono fornire 300 mg o più di magnesio al giorno 59.

Malattie gastrointestinali

La carenza di magnesio è più probabile in caso di diarrea prolungata, morbo di Crohn, sindromi da malassorbimento, celiachia e infiammazione intestinale dovuta a radiazioni.

Anche le persone che hanno subìto una resezione o un bypass dell’intestino tenue, in particolare dell’ileo, sono a maggiore rischio di carenze di potassio.

Terapie Farmacologiche

L’assunzione prolungata di alcuni farmaci diuretici non risparmiatori di potassio (come furosemide, bumetanide, idroclorotiazide e acido etacrinico) può portare alla perdita di elettroliti come potassio, calcio e magnesio.

Persino i farmaci inibitori della pompa protonica (come esomeprazolo e lansoprazolo), se assunti per periodi prolungati (tipicamente più di un anno), possono causare ipomagnesiemia.

Infine, anche l’uso di farmaci chemioterapici, come cisplatino e ciclosporina, può portare a una carenza di magnesio.

Pazienti Ospedalizzati

La carenza di magnesio è abbastanza comune nei pazienti ospedalizzati (ricoverati in ospedale). Ciò può essere dovuto alla loro malattia, a determinati interventi chirurgici o all’assunzione di determinati tipi di farmaci.

È stato calcolato che fino al 12% di tutte le persone ricoverate in ospedale, e fino al 60-65% delle persone in un reparto di terapia intensiva, soffrono di ipomagnesiemia 60.

Sportivi

Gli sportivi potrebbero aver bisogno di un 10-20% di magnesio in più rispetto ai sedentari, a seconda dell’attività praticata 61.

Tuttavia, occorre considerare che gli atleti tendono a mangiare di più per soddisfare le aumentate richieste energetiche, quindi tendono anche ad assumere più nutrienti.

Donne in Gravidanza

Il trasferimento di grandi quantità di magnesio dal sangue della madre al feto può contribuire all’insorgenza di una carenza di magnesio in gravidanza 62.

Il rischio permane elevato anche durante l’allattamento al seno.

Analisi del Sangue

Magnesio nel Sangue

La quasi totalità del magnesio corporeo si trova stipata all’interno delle cellule, soprattutto nei muscoli e nelle ossa.

La quota extracellulare rappresenta solo l’1% del magnesio corporeo totale e si trova principalmente nel siero e nei globuli rossi.

Pertanto, nelle persone sane, la scarsa assunzione di magnesio con la dieta spesso non è rilevabile con un esame del sangue.

Entro certi limiti, infatti, l’organismo è in grado di conservare maggiori quantità di magnesio quando l’apporto alimentare scarseggia.

Di conseguenza, i livelli di magnesio nel sangue (magnesemia) possono apparire normali nonostante l’apporto alimentare sia scarso 63. In definitiva, il contenuto di magnesio nel plasma è una guida inaffidabile per stimare le riserve corporee.

Un’alternativa alla misurazione della magnesemia è l’analisi delle concentrazioni di magnesio nelle urine o all’interno dei globuli rossi.

Per avere un quadro completo dello stato di magnesio dell’individuo, sarebbe opportuno combinare più marcatori, come assunzione dietetica e concentrazione plasmatica e urinaria 64.

In alternativa, il metodo della biopsia muscolare è rapido e affidabile, ma chiaramente invasivo e scarsamente applicabile su larga scala 65.

Ipomagnesemia

I normali livelli di magnesio nel sangue sono compresi tra 1,46 e 2,68 mg/dl.

L’ipomagnesemia è un disturbo elettrolitico causato da un basso livello di magnesio nel sangue (inferiore a 1,46 mg/dl).

L’ipomagnesemia può essere attribuita a malattie croniche, alcolismo, perdite gastrointestinali, perdite renali e altre condizioni.

Indicativamente, un’ipomagnesemia marginale (non severa) si può rilevare nel 2-30% della popolazione 66, 12, 67.

Cause

L’ipomagnesiemia può essere secondaria a una ridotta assunzione di magnesio, come avviene nei casi di:

  • Grave Malnutrizione;
  • Alcolismo;
  • Pazienti in condizioni critiche che ricevono nutrizione parenterale totale.

Un basso livello di magnesio nel sangue può anche essere secondario all’uso seguenti farmaci:

  • Diuretici dell’ansa e tiazidici;
  • Inibitori della pompa protonica;
  • Antibiotici aminoglicosidici;
  • Amfotericina B;
  • Digitale;
  • Farmaci chemioterapici, come cisplatino e ciclosporina.

Infine, l’ipomagnesemia può essere causata da perdite gastrointestinali e/o renali, come avviene nelle seguenti condizioni:

  • Diarrea acuta;
  • Diarrea cronica (morbo di Crohn, colite ulcerosa);
  • Sindrome delle ossa affamate (aumentato assorbimento osseo di magnesio dopo paratiroidectomia o tiroidectomia);
  • Pancreatite acuta;
  • Intervento di bypass gastrico;
  • Patologie tubulari ereditarie (sindrome di Gitelman, sindrome di Bartter);
  • Ipomagnesiemia familiare con ipercalciuria e nefrocalcinosi;
  • Altre malattie renali genetiche rare.

Sintomi dell’Ipomagnesemia

I pazienti con carenza di magnesio sintomatica possono presentarsi con diversi quadri clinici.

Le principali manifestazioni dell’ipomagnesemia sono quelle neuromuscolari e cardiovascolari, insieme ad anomalie di altri elettroliti e degli ormoni.

Segni e sintomi meritevoli di attenzione includono:

  • Tremori;
  • Spasmi muscolari, crampi muscolari, tetania;
  • Convulsioni;
  • Apatia;
  • Delirio;
  • Alterazioni del Ritmo cardiaco.

Trattamento

Nei pazienti ospedalizzati, il trattamento dell’ipomagnesemia si basa sulla somministrazione lenta per via endovenosa del minerale.

Per i soggetti asintomatici non ricoverati in ospedale, si possono utilizzare integratori di magnesio o farmaci a rilascio prolungato.

Troppo magnesio in dose singola produce tipicamente disturbi digestivi, diarrea e dolori addominali.

Inoltre, nei pazienti con compromissione renale, c’è il rischio che le concentrazioni di magnesio nel sangue salgano fino a livelli pericolosi.

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