Metalli Pesanti | Pericoli, Sintomi Avvelenamento, Cure 05 Mar 2021 | In X115

Cosa Sono

I metalli pesanti sono elementi chimici aventi un peso atomico elevato e una densità almeno 5 volte maggiore di quella dell’acqua 1.

Un’altra caratteristica dei metalli pesanti è l’effetto negativo che hanno sull’ambiente e gli organismi viventi, quando presenti in quantità eccessive 2.

A causa del loro alto grado di tossicità, alcuni metalli pesanti rappresentano più di altri un potenziale pericolo per la salute pubblica. Tra questi ricordiamo:

Nell’ampio gruppo dei metalli pesanti rientrano anche alcuni elementi essenziali per l’organismo umano, come ferro, zinco, rame e manganese.

Tuttavia, anche questi elementi chiave possono diventare tossici se assunti a concentrazioni sufficientemente elevate.

Sono stati individuati 23 metalli pesanti preoccupanti, a causa dell’esposizione residenziale o professionale: antimonio, arsenico, bismuto, cadmio, cerio, cromo, cobalto, rame, gallio, oro, ferro, piombo, manganese, mercurio, nichel, platino, argento, tellurio, tallio, stagno, uranio, vanadio e zinco 2.

Dove si trovano

Molti metalli pesanti – come mercurio, piombo, cadmio e arsenico – si trovano nel suolo, nell’acqua, nel cibo e in alcuni prodotti per la casa di uso comune.

I metalli pesanti sono quindi presenti nell’ambiente e provengono da fonti sia naturali che umane, come eruzioni vulcaniche, agenti atmosferici, combustione di carbone ed estrazione di minerali dal sottosuolo 3.

Metallo PesanteFonti
ArsenicoL’arsenico inorganico rappresenta la forma tossica dell’arsenico ed è più comunemente ingerito attraverso acqua e cibo contaminati. Le fonti di contaminazione includono pesticidi, processi di fusione di rame e piombo, preservanti del legno ed eruzioni vulcaniche.
PiomboLa vernice al piombo delle case più vecchie e la lisciviazione del piombo dai tubi possono ancora essere una fonte importante di avvelenamento. Altre fonti includono poligoni di tiro e produzione di batterie.
CadmioIl fumo è una fonte significativa di cadmio. Altre fonti includono verdure, semi, molluschi, produzione di plastica e produzione di batterie al nichel-cadmio.
MercurioLa fonte più comune di mercurio è il metilmercurio che si trova nei pesci esposti all’inquinamento. Il mercurio è anche un rischio nei paesi in cui la produzione di amalgama (usata per l’otturazione delle carie dentali) è ancora consentita o lo era fino a pochi anni fa.
TallioCombustione del carbone, produzione di semiconduttori ed emissioni di scarico.

Avvelenamento

L’avvelenamento da metalli pesanti è piuttosto raro. Tuttavia, considerata la gravità delle manifestazioni associate e i potenziali rischi di un’esposizione cronica, è necessario adottare precauzioni idonee 3.

In genere, il problema della tossicità emerge nelle persone esposte a quantità eccezionalmente elevate di metalli pesanti nell’ambiente di lavoro o a seguito di "disastri industriali" 1.

La tossicità dei metalli pesanti è spesso secondaria all’esposizione professionale, come l’estrazione mineraria e la metallurgia o il contatto con rifiuti industriali (direttamente o attraverso fonti di cibo e acqua contaminati) 4.

Per molti metalli pesanti, le emissioni sono diminuite negli ultimi decenni; tuttavia, rimangono in generale aumento in alcune parti del mondo, in particolare nei paesi meno sviluppati 44.

Fattori di Rischio

I seguenti fattori aumentano il rischio di avvelenamento da metalli pesanti 1.

Fattori di Rischio Professionali

Fattori di Rischio Individuali e domestici

Sintomi

I metalli pesanti tendono ad accumularsi nell’organismo, interagendo con il normale metabolismo delle cellule e alimentando lo stress ossidativo.

I metalli pesanti vanno quindi a compromettere molte funzioni cellulari, attraverso interferenze enzimatiche, metaboliche e mitocondriali 7.

La gravità di tale danno e la relativa sintomatologia dipendono dall’entità dell’accumulo e dalla sua durata nel tempo, dal tipo di metallo pesante coinvolto e dalla via di esposizione (es. orale o inalatoria).

I sintomi comuni ai diversi tipi di avvelenamento da metalli pesanti includono:

Nei casi più gravi di avvelenamento cronico da metalli pesanti, potrebbero verificarsi sintomi tra cui:

I bambini con avvelenamento da metalli pesanti possono avere ossa insolitamente formate o indebolite, mentre le donne incinte corrono un maggior rischio di aborto spontaneo o parto prematuro.

Metallo PesanteSintomi dell’avvelenamento
Arsenico
  • nausea, vomito e diarrea
  • pelle arrossata o gonfia
  • macchie sulla pelle, come verruche o lesioni
  • ritmo cardiaco insolito
  • crampi muscolari
Piombo
  • stipsi
  • comportamento aggressivo
  • problemi di sonno
  • irritabilità
  • ipertensione
  • perdita di appetito
  • anemia
  • mal di testa
  • fatica
  • perdita di memoria
  • ridotto sviluppo nei bambini
Cadmio
  • febbre
  • problemi respiratori
  • dolore muscolare
Mercurio
  • mancanza di coordinamento
  • debolezza muscolare
  • difficoltà di udito e di parola
  • danni ai nervi delle mani e del viso
  • cambiamenti di visione
  • difficoltà a camminare
Tallio
  • grave mal di stomaco, nausea, vomito e diarrea
  • intorpidimento, formicolio e dolore, specialmente sulle piante dei piedi e sui palmi delle mani
  • caduta di capelli improvvisa che progredisce in alopecia diffusa circa 2-3 settimane dopo l’esposizione
  • eruzione cutanea con arrossamento e desquamazione dei palmi delle mani e delle piante dei piedi

Conseguenze

La tossicità da metalli pesanti può abbassare i livelli di energia e danneggiare il funzionamento del cervello, dei polmoni, dei reni, del fegato, delle cellule del sangue e di altri organi importanti.

L’esposizione a lungo termine può portare a processi degenerativi fisici, muscolari e neurologici progressivi, che imitano malattie come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e la distrofia muscolare.

Le osservazioni in studi epidemiologici e sperimentali hanno dimostrato che un certo numero di metalli pesanti può anche influenzare negativamente il sistema immunitario 8.

Inoltre, l’esposizione ai metalli pesanti in dosi non abbastanza elevate da causare sintomi di tossicità cronica, può comunque risultare dannosa, specie in caso di esposizione multipla 8.

Ad esempio, studi recenti collegano l’esposizione a metalli pesanti, come il mercurio, a condizioni come l’Alzheimer, il Parkinson, l’autismo, la depressione e l’ansia 8.

L’esposizione al mercurio sembra anche legata all’ipertensione, a un aumento del rischio di attacchi di cuore e a un colesterolo LDL “cattivo” più alto 9, 10, 11, 12, 13.

Molti metalli pesanti (come arsenico, cadmio, cromo, piombo e mercurio) sono inoltre classificati come cancerogeni per l’uomo (noti o probabili) 1.

Diagnosi

I medici possono valutare l’avvelenamento da metalli pesanti attraverso esami del sangue e delle urine.

Questi test non vengono eseguiti di routine, in quanto la tossicità da metalli pesanti è rara e non giustifica uno screening di massa sull’intera popolazione.

In caso di segni da avvelenamento, il medico eseguirà anche una serie di esami di approfondimento, come: esami radiologici, test di funzionalità epatica o renale, esami cardiologici e analisi dei capelli e delle unghie.

Trattamento

Per i casi lievi di avvelenamento da metalli pesanti, può essere sufficiente eliminare la fonte di esposizione.

A seconda della causa sottostante, ciò potrebbe significare:

Per i casi più gravi, il trattamento standard è la terapia chelante. Ciò comporta la somministrazione di farmaci che si legano ai metalli pesanti nel corpo facilitandone l’eliminazione renale.

Terapia Chelante

La terapia chelante prevede l’iniezione di un tipo di farmaco chiamato "agente chelante".

Alcuni chelanti comuni includono:

I chelanti agiscono legandosi ai metalli nel flusso sanguigno. In questo modo, sequestrano i metalli pesanti in un complesso che viene poi filtrato attraverso i reni e rilasciato nelle urine.

Dieta e Integratori

Vitamina C

Diversi studi osservazionali evidenziano una relazione inversa tra le concentrazioni di vitamina C e piombo nel sangue.

Questo significa che i soggetti con alti livelli di piombo nel sangue tendono ad avere bassi livelli di vitamina C, e viceversa 14, 15.

Allo stesso modo, la concentrazione di piombo nel sangue tende a essere più alta in coloro che assumono poca vitamina C con la dieta, rispetto ai soggetti con assunzioni di vitamina C più elevate 16.

Uno studio di intervento su 75 fumatori maschi adulti ha rilevato che l’integrazione con vitamina C (1.000 mg/die per 4 settimane) ha ridotto la concentrazione di piombo nel sangue rispetto al placebo 17.

Tuttavia, uno studio clinico su 52 maschi adulti ha rilevato che 3 mesi di integrazione di vitamina C non hanno avuto alcun impatto sui livelli di cadmio, piombo e mercurio nel sangue e nei capelli 18.

Da un paio di studi sui conigli emerge il potenziale beneficio della vitamina C nel ridurre la tossicità da cadmio e mercurio 18a, 18b.

I benefici della vitamina C potrebbero essere apprezzabili solo nei soggetti esposti a livelli tossici o comunque superiori alla norma di metalli pesanti. In ogni caso, servono ulteriori studi.

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Selenio

Il selenio è un nutriente essenziale. È necessario per l’attività dell’enzima antiossidante glutatione e per la sintesi degli ormoni tiroidei 19, 20.

In uno studio su 103 cinesi esposti al mercurio, 100 microgrammi di selenio al giorno hanno aumentato l’escrezione di mercurio e diminuito i marcatori di infiammazione e stress ossidativo rispetto al placebo 21.

Nei ratti esposti al mercurio, il selenio ha prevenuto il danno neuronale e la soppressione della sintesi proteica causata dal mercurio; inoltre, ha aiutato a riparare il tessuto danneggiato che aiuta a condurre i segnali nervosi 22.

Tuttavia, come per la vitamina C e altri integratori antiossidanti (N-Acetil-Cisteina, Acido lipoico e carnosina), non sappiamo se il selenio possa trattare o prevenire la tossicità da metalli pesanti. Servono ulteriori studi.

In generale, la soluzione migliore rimane una dieta ricca di elementi essenziali e vitamine, anche e soprattutto da frutta e verdura, eventualmente affiancata al bisogno da un integratore multivitaminico e multiminerale 23.

Dieta

Mangiare cibi ricchi di vitamine e minerali può avere effetti protettivi per coloro che sono esposti ai metalli pesanti 23.

Le carenze di vitamine C, B1 e B6 sono state associate a un’aumentata sensibilità ai danni da cadmio e piombo 23.

Allo stesso modo, la carenza di sali minerali come zinco, calcio, ferro e magnesio potrebbe tradursi in un maggiore assorbimento intestinale di metalli tossici 24, 25, 26, 27.

Studi preliminari attribuiscono a diversi alimenti ricchi di antiossidanti la potenziale capacità di ridurre gli effetti dannosi dei metalli pesanti:

Anche gli alimenti o gli integratori ricchi di certi probiotici (inclusi Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus plantarum e Bifidobacterium longum) potrebbero avere un qualche beneficio 36, 37, 38.

Pesce e Mercurio

Nel complesso, i pesci più grandi e longevi tendono a contenere concentrazioni elevate di mercurio 39. Questo perché si nutrono di pesci più piccoli, accumulando mercurio nel tempo (bioaccumulo) 40.

Esempi includono squalo, pesce spada, tonno fresco, tile gibboso, marlin e sgombro reale 41.

I benefici nutrizionali del pesce superano i rischi derivanti dall’esposizione al mercurio; tuttavia, è importante limitare il consumo di pesce ad alto contenuto di mercurio (soprattutto nell’infanzia e in gravidanza) 42.

Trattamenti Alternativi

Vari test sui metalli pesanti e protocolli di disintossicazione vengono promossi online come salutari per la popolazione generale o per chi soffre di determinati problemi di salute.

Tuttavia, si tratta di prodotti non approvati per uso medico, privi di efficacia scientificamente provata e spesso potenzialmente pericolosi (oltre che costosi).

Gli agenti chelanti devono essere utilizzati solo su prescrizione, quando necessario e sotto controllo medico 43.

Se pensi di essere a rischio di avvelenamento da metalli pesanti, contatta il tuo medico per ottenere una diagnosi e un trattamento accurati. Il medico valuterà i sintomi e il rischio di esposizione, prescrivendo eventualmente test e trattamenti idonei.

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