Raffreddore | 15 Curiosità | Virus, Contagio, Prevenzione 23 Dic 2021 | In X115

Virus del Raffreddore

Più di 200 tipi di virus, in continua evoluzione, sono stati associati al raffreddore 1.

Quelli più comuni appartengono a tre gruppi 2:

  1. Rinovirus. Questi virus sono più attivi all’inizio dell’autunno, in primavera e in estate. Con almeno 100 diversi sierotipi, sono responsabili di circa il 50% dei raffreddori negli adulti. Raramente causano una malattia grave.
  2. Coronavirus. Questi virus sono più comuni in inverno e all’inizio della primavera, e nel loro insieme sono causa di circa il 20% dei raffreddori.
    Esistono più di 30 tipi di coronavirus, ma solo pochi colpiscono le persone. Sono generalmente associati a sintomi più gravi rispetto ai rinovirus.
  3. Virus respiratorio sinciziale (RSV) e virus parainfluenzali. Questi virus causano il 20% dei raffreddori. A volte causano gravi infezioni, come la polmonite, nei bambini piccoli.

Virus associati al comune raffreddore 3

GRUPPO DI VIRUSTIPI DI ANTIGENIPERCENTUALE DI CASI
Rinovirus>100 tipi40-50%
Coronavirus5 tipi10-15%
Virus parainfluenzale5 tipi5%
Virus respiratorio sinciziale2 tipi5%
Virus dell’influenza3 tipi *25-30%
Adenovirus57 tipi5-10%
Metapneumovirus2 tipi5%
Altri virus: enterovirus, bocavirus

* Più sottotipi.

Perché Ci si Ammala Spesso

I raffreddori sono così comuni perché:

Ad esempio, esistono oltre 100 sierotipi di rinovirus associati a malattie simili al raffreddore negli esseri umani. Questo rende complicato lo sviluppo di un vaccino e sottolinea il potenziale di essere infettati circa 100 volte da questa famiglia di virus.

Fortunatamente, i rinovirus producono un’immunità duratura, come del resto avviene per gli adenovirus, i virus influenzali e gli enterovirus 4.

Altri virus del raffreddore non producono un’immunità duratura (quindi possono causare più volte un’infezione sintomatica); questi includono il virus respiratorio sinciziale (RSV), i virus parainfluenzali (PIV) e i coronavirus umani (HCoV).

Quante Volte ci si Ammala

In media, ogni anno, gli adulti prendono tra due e quattro raffreddori, mentre i bambini si ammalano tra sei e otto volte.

Uno studio di 10 anni, condotto negli anni ’70 su famiglie con bambini che non frequentavano una struttura per l’infanzia, ha mostrato che il picco di incidenza di raffreddori si verifica nei bambini in età prescolare da 1 a 5 anni, con una frequenza di 7,4 – 8,3 raffreddori all’anno 5.

CaratteristicaAdultiBambini <6 anni
Frequenza2-4 all’annoUno al mese, da settembre ad aprile
FebbreRaroComune durante i primi 3 giorni
Manifestazioni nasaliCongestioneScolo nasale colorato
Durata della malattia5-7 giorni14 giorni

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo: Raffreddore | Quanto Dura? Come Guarire Rapidamente »

Il Ruolo delle Citochine

A lungo si è pensato che i sintomi del raffreddore fossero dovuti all’azione lesiva dei virus sulle cellule della mucosa che ricopre le alte vie respiratorie.

Oggi sappiamo che i sintomi del comune raffreddore non sembrano derivare dalla distruzione della mucosa nasale, perché i campioni di biopsia di giovani adulti con raffreddori naturali e indotti sperimentalmente mostrano un epitelio intatto durante la malattia sintomatica 6, 7.

Pertanto, si ritiene che i sintomi dipendano da particolari sostanze chimiche prodotte dal nostro sistema immunitario, generalmente chiamate citochine 8.

In particolare, si ritiene che il mediatore dell’infiammazione bradichinina svolga un ruolo importante nella generazione dei sintomi locali, come mal di gola e congestione nasale, mentre le citochine sarebbero responsabili dei sintomi sistemici come la febbre 8.

Sonno e Raffreddore

La mancanza di sonno aumenta la suscettibilità alle infezioni e peggiora la capacità di combattere virus, batteri e parassiti 39, 40. Inoltre, può rallentare la velocità di recupero e guarigione dalle malattie infettive 41.

Secondo uno studio, un cattivo riposo notturno aumenterebbe di quattro volte il rischio di prendersi un raffreddore.

In particolare, chi dorme meno di sei ore a notte corre un rischio fino a 4,5 volte maggiore di ammalarsi rispetto a chi riposa per più di sette ore 9.

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Perché è più comune d’inverno?

In generale, si ritiene che la natura stagionale del raffreddore possa essere dovuta 10:

Per approfondire, leggi il nostro articolo su: COVID-19 e Influenza | Più Gravi e Comuni in Inverno?

Contagio e Prevenzione

Come ci si ammala

I virus del raffreddore si diffondono attraverso le goccioline: quando qualcuno con il raffreddore starnutisce o tossisce, vengono spruzzate nell’aria molte minuscole gocce contenenti virus, che si posano su oggetti come maniglie delle porte, tastiere dei computer, pulsanti degli ascensori, interruttori della luce, carrelli della spesa ecc..

Il contagio avviene toccando questi oggetti, portando poi le mani al volto e diffondendo così i virus al naso, alla bocca o agli occhi.

Il massimo della contagiosità del raffreddore si ha nei primi tre giorni, quando la concentrazione dei virus nelle secrezioni nasali è più alta.

Esistono inoltre alcune prove che il virus possa essere trasmesso direttamente anche da aerosol generati dalla tosse, dal parlare e dalla respirazione, seppur in modo inefficiente 11, 12.

Quanto vivono i virus nell’ambiente

I rinovirus, che causano dal 30 al 50% dei raffreddori, di solito vivono per tre ore sulla pelle o su qualsiasi superficie tangibile, ma a volte possono sopravvivere fino a 48 ore 13.

Prevenzione del Contagio

Fino allo sviluppo di nuovi metodi, la prevenzione del raffreddore si basa sull’evitamento dell’autoinoculazione (cioè il trasferimento del virus dalle dita contaminate alla mucosa nasale o congiuntivale).

Quindi, evitare di toccarsi il viso con le mani è un modo efficace per ridurre il rischio di contrarre il raffreddore. È anche importante lavarsi spesso le mani con un normale sapone.

Altre regole base per ridurre il rischio di contagio comprendono:

L’uso di gel per le mani a base di alcol è stato suggerito come mezzo per ridurre la trasmissione secondaria di malattie respiratorie, ma la loro efficacia rimane incerta 14.

Curiosità sullo Starnuto

Composizione e Contagiosità

Con lo starnuto si emette una sorta di "nuvola di gas", composta da fluidi (goccioline di saliva di varia grandezza), muco, residui epiteliali, globuli bianchi e sostanze infettive e/o irritanti.

Si calcola che per ogni starnuto vengano emesse mediamente dalle 20.000 alle 40.000 "goccioline", più correttamente indicate come goccioline di Flugge o droplets.

In base alle condizioni ambientali e alle loro caratteristiche, queste goccioline possono:

Ponendo le mani davanti al naso quando si starnutisce si limita la diffusione di queste goccioline nell’aria, prevenendo la diffusione di malattie infettive per via aerea.

Si crea tuttavia il problema della trasmissione attraverso l’uso condiviso di oggetti di uso comune manipolati dal malato dopo aver starnutito riparandosi con le mani.

Per questo motivo, sarebbe più corretto portare alla bocca l’avambraccio o il gomito, piuttosto che le mani, quando si starnutisce.

Velocità e Mascherine

Un solo starnuto “spara” nell’ambiente fino a 40.000 micro-particelle di saliva a una velocità fino a 180 km/h e con una gittata che supera i 7 metri di distanza 15.

Secondo uno studio, una maschera chirurgica non può bloccare lo starnuto, ma riduce la distanza dell’aerosol a 75 centimetri.

Una maschera N-95 blocca lo starnuto nella direzione in avanti; tuttavia, la perdita dai lati e dalla parte superiore della mascherina diffonde lo starnuto all’indietro fino a 60 centimetri di distanza 16.

Perché si risponde Salute a uno starnuto?

Rispondere allo starnuto altrui con l’augurio: “Salute!” è considerato dai più un gesto di buona educazione.

La nascita di questa usanza viene fatta risalire al medioevo, periodo flagellato da epidemie fatali. Tra queste, la peste nera poteva dare tra i suoi primissimi segni proprio lo starnuto. Da qui l’abitudine di augurare: "Salute!" a chi ha appena starnutito.

A dire il vero, il galateo prevede che chi starnutisce in pubblico dovrebbe scusarsi, mentre vieta, in quanto poco educato, rispondere: "Salute"; questo perché il richiamo vocale focalizza ancor di più l’attenzione dei presenti sulla persona che ha appena starnutito, potendole creare imbarazzo.

Integratori contro il Raffreddore

Vitamina C

Secondo un’importante revisione scientifica 17, l’integrazione con vitamina C (da 0,2 a 2 grammi al giorno) non ha efficacia certa nel prevenire il raffreddore nella popolazione generale, ma:

Una meta-analisi del 2018 di 9 studi randomizzati controllati con placebo sostiene che la vitamina C assunta all’inizio del raffreddore in dosi di 3-4 grammi al giorno in aggiunta all’integrazione di routine, riduce leggermente i sintomi e la durata del raffreddore 18.

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Vitamina D

Studi randomizzati e controllati indicano che l’integrazione giornaliera con vitamina D (da 400 UI/giorno a 2000 UI / giorno) può aiutare a prevenire le infezioni del tratto respiratorio, tra cui il raffreddore, l’influenza e la polmonite 19, 20, 21.

Ad esempio, in una revisione del 2019 di studi di controllo randomizzati, su un totale di 11.321 persone, l’integrazione con vitamina D ha ridotto significativamente il rischio di infezioni respiratorie, con effetti più forti nei soggetti con livelli inadeguati di vitamina D 22.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Zinco

L’integrazione di zinco ad alte dosi può ridurre la durata del raffreddore di circa il 33% 23. Tuttavia, a tale scopo, i pazienti dovrebbero assumere zinco a dosi elevate entro 24 ore dalla comparsa dei sintomi 24, 25, 26.

Una revisione di 7 studi ha dimostrato che 80-92 mg al giorno di zinco possono ridurre la durata del raffreddore comune fino al 33% 23. Tale dosaggio andrebbe suddiviso in dosi quotidiane multiple, che apportino 9-24 mg di zinco elementare per dose.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Echinacea

I risultati di diverse meta-analisi mostrano che l’echinacea riduce l’incidenza e la durata del comune raffreddore 27.

Ad esempio, secondo una revisione, il trattamento preventivo con estratti di Echinacea (2400 mg al giorno per la prevenzione e 4.000 mg al giorno durante le fasi acute del raffreddore) per 4 mesi sembra essere utile per prevenire e curare il raffreddore comune 28.

Secondo una revisione di 14 studi, l’assunzione di echinacea può ridurre il rischio di sviluppare raffreddori di oltre il 50% e ridurre la durata dei raffreddori di un giorno e mezzo 29.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Sambuco

Una revisione di 5 studi clinici (che hanno coinvolto 936 adulti) indica che i preparati mono-erboristici a base di sambuco nero, se assunti entro 48 ore dall’inizio dell’infezione virale respiratoria acuta, per un massimo di 2 settimane, possono ridurre la durata e la gravità dei comuni sintomi del raffreddore e dell’influenza negli adulti 30.

Entro 2-4 giorni dall’inizio del trattamento con sambuco, la maggior parte dei partecipanti adulti ha sperimentato una significativa riduzione dei sintomi, in media del 50%.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Aglio

In uno studio su 120 persone, l’estratto di aglio invecchiato ha ridotto la gravità del raffreddore e dell’influenza. Ha anche aumentato il numero di cellule immunitarie (cellule T e NK), potenziando il sistema immunitario e riducendo al contempo le proteine infiammatorie (citochine) 31, 32.

Una metanalisi, tuttavia, non è riuscita a trovare altri studi di buona qualità. Nel complesso, le prove non sono sufficienti per affermare che l’aglio può prevenire o combattere il raffreddore e l’influenza 33.

Per approfondire, consigliamo la lettura di:

Tè Verde

Uno studio ha mostrato che l’assunzione di integratori di tè verde 2 volte al giorno per 3 mesi ha provocato il 32% in meno di sintomi di raffreddore o influenza e quasi il 23% in meno di malattie della durata di 2 o più giorni 34.

Uno studio su 200 operatori sanitari adulti ha mostrato un numero significativamente inferiore di casi di sintomi influenzali e una ridotta incidenza di casi di influenza, rispetto al gruppo di controllo, nei soggetti trattati con catechine del tè verde (378 mg/giorno) e teanina (210 mg/giorno) 35.

Almeno 3 studi hanno dimostrato la capacità dei gargarismi con tè verde o suoi estratti di ridurre almeno del 50% i casi di influenza, sia nei bambini che negli anziani, rispetto ai "gargarismi con placebo" 36, 37, 38.

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