Vitamina C, Influenza e Coronavirus | Cura o Fake News? 27 Giu 2020 | In X115

Vitamina C

La funzione più nota della Vitamina C è legata all’azione antiossidante, attraverso la quale protegge le cellule del corpo dall’eccesso di radicali liberi.

Questa protezione è preziosa anche per le cellule del sistema immunitario, le quali hanno la particolarità di:

Attraverso questo suo ruolo antiossidante, la vitamina C influenza diversi componenti dell’immunità innata e adattativa.

Al momento, le prove scientifiche non sono sufficienti per sostenere l’integrazione di vitamina C nella prevenzione dell’influenza nella popolazione generale.

L’uso di routine di integratori di vitamina C può invece avere un effetto benefico nel ridurre la durata del raffreddore comune in alcuni individui.

Vitamina C e Immunità

Negli studi su animali e in provetta, la vitamina C ha dimostrato di stimolare sia la produzione che la funzione dei leucociti (globuli bianchi), in particolare neutrofili, linfociti e fagociti 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Riguardo alla funzione, la vitamina C ha dimostrato di aumentare la motilità cellulare, la chemiotassi e la fagocitosi.

I neutrofili, che attaccano batteri e virus estranei, sembrano essere il tipo di cellula primariamente stimolata dalla vitamina C, ma anche i linfociti e altri fagociti sono interessati.

A sostegno dell’effetto della vitamina C sulla funzione dei globuli bianchi, l’assunzione di kiwi ricchi di vitamina C (2 kiwi al giorno, per un apporto di circa 260 mg/giorno di vitamina C, per quattro settimane) ha aumentato la concentrazione plasmatica di neutrofili e vitamina C, migliorando anche la chemiotassi dei neutrofili.

Lo studio è stato effettuato su 14 giovani con uno stato di vitamina C non ottimale (<50 µmol / L) al basale 7.

Efficacia contro il Raffreddore

Nel 1970, il premio Nobel (per la chimica e la pace) dott. Linus Pauling pubblicò un libro relativo alla presunta efficacia della vitamina C nella cura e nella prevenzione del raffreddore comune.

Il dottor Pauling credeva che l’aumento della dose giornaliera di vitamina C potesse aiutare il corpo a innescare una forte risposta immunitaria di fronte a un’infezione respiratoria.

Il libro fece crescere esponenzialmente l’uso della vitamina C da parte della popolazione, intenta a prevenire o a combattere diverse malattie infettive tramite specifici integratori.

Molte persone in tutto il mondo hanno riportato una salute migliore dopo aver assunto grandi quantità di vitamina C, e hanno condiviso la loro esperienza tramite forum, blog e siti web. Altre, lo hanno fatto per interessi puramente economici.

Ma per la scienza ufficiale, attualmente le prove rimangono scarse e contrastanti.

Fino ad oggi, gli studi clinici hanno dimostrato che gli integratori di vitamina C assunti in chiave preventiva possono ridurre la durata del raffreddore comune in alcune persone. Tuttavia, non ci sono dati che suggeriscano che gli integratori di vitamina C possano curare le infezioni respiratorie nella popolazione generale.

Lo studio ritenuto più significativo in merito è una revisione Cochrane, che analizzando numerosi studi ha concluso che l’integrazione con 200 mg o più di vitamina C al giorno non riduce il rischio di prevenire il raffreddore negli adulti sani 8.

Tuttavia, è necessario precisare qualche dettaglio in più.

Questa metanalisi ha infatti raccolto i dati di 43 studi sulla vitamina C e ha raggiunto le seguenti conclusioni sull’integrazione preventiva (da 0,25 a 2 g/giorno):

L’integrazione terapeutica (una volta iniziati i sintomi) non ha invece influito in modo significativo sulla durata o sulla gravità del raffreddore.

Leggi l’articolo di approfondimento su Vitamina C e raffreddore ».

Efficacia contro l’Influenza

La maggior parte dei dati sui benefici della vitamina C nella prevenzione o nel trattamento delle infezioni respiratorie riguarda, come visto, il raffreddore comune.

Pertanto, allo stato attuale, non è possibile esprimersi sull’utilità della vitamina C in chiave preventiva o terapeutica nei confronti dell’influenza.

Gli studi disponibili sono stati perlopiù eseguiti in vitro o su animali.

Ad esempio negli studi su topi incapaci di sintetizzarla, la vitamina C è risultata essenziale per la risposta antivirale nella fase iniziale dell’infezione influenzale (virus dell’influenza A (H3N2)); inoltre, una sua carenza sembra peggiorare il danno polmonare 9, 10.

Ci sono anche alcune prove da ricerche sugli animali e casi studio sull’uomo che dosi elevate o endovenose di vitamina C possano ridurre l’infiammazione polmonare in gravi malattie respiratorie causate da H1N1 (“influenza suina”) o altri virus 11, 12, 13.

Attualmente non ci sono prove che la vitamina C orale possa trattare o prevenire l’influenza, né tantomeno l’infezione da COVID-19 .

Efficacia contro le Infezioni Respiratorie

Una importante meta-analisi ha studiato gli effetti della supplementazione di vitamina C sulla prevenzione (2.335 pazienti) e sul trattamento (197 pazienti) della polmonite.

Secondo questo studio, l’integrazione preventiva può ridurre l’incidenza della polmonite dell’80%. Quando si tratta di trattamento, la vitamina C può ridurre la durata, la gravità e la mortalità della polmonite.

Ciò detto, gli autori hanno sottolineato la scarsa qualità della maggior parte degli studi inclusi nella meta-analisi 17.

In uno studio clinico su 30 pazienti con polmonite grave, la supplementazione di vitamina C ha ridotto 18:

Efficacia contro il COVID-19

È particolarmente importante capire che nessun integratore, dieta o altre modifiche allo stile di vita diverse dal distanziamento fisico (noto anche come distanziamento sociale) e da pratiche igieniche adeguate, possono proteggere dal COVID-19.

Una revisione del 2019 ha rilevato che il trattamento con vitamina C per via sia orale che endovenosa può aiutare le persone ricoverate in unità di terapia intensiva per malattie critiche, riducendo la durata della terapia intensiva dell’8% e accorciando la durata della ventilazione meccanica del 18,2% 19.

Una meta-analisi di 5 studi ha scoperto che la vitamina C per via endovenosa può ridurre la necessità di ventilazione meccanica nei soggetti critici 20.

Sulla base dei risultati di cui sopra, un recente studio pubblicato sulla rivista The Lancet ha elencato l’infusione endovenosa di vitamina C come potenziale terapia di salvataggio per casi critici di infezione da COVID-19 21.

Per essere chiari, allo stato attuale delle conoscenze, la vitamina C endovenosa non è una cura per il COVID-19, sebbene siano in corso alcune sperimentazioni cliniche su persone che sono ricoverate in ospedale e gravemente malate con COVID-19.

Inoltre, sebbene la vitamina C per via endovenosa possa alleviare l’insufficienza polmonare e ridurre la mortalità nei pazienti critici, tale effetto non ha nulla a che vedere con la capacità dell’integrazione orale di vitamina C di prevenirla.

Sebbene la vitamina C ad alte dosi per via endovenosa sia attualmente in fase di test per valutarne la capacità di migliorare la funzionalità polmonare nelle persone con COVID-19, nessuna prova suggerisce che alte dosi di integratori orali di vitamina C possano aiutare a prevenire o a trattare la malattia.

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