Cosa Mangiare con la Febbre | Dieta e Influenza 16 Dic 2020 | In X115

Generalità

La febbre consiste nell’innalzamento della temperatura interna dell’organismo.

In molti casi, si tratta di un evento secondario a un processo infettivo o comunque di origine infiammatoria.

Tra le numerose cause della febbre, l’influenza è certamente la più conosciuta e comune.

Pertanto, in questo articolo spiegheremo cosa mangiare con la febbre concentrandoci sulla dieta per l’influenza.

Consigli generali

In presenza di febbre e influenza, è preferibile mangiare cibi semplici, non speziati e facilmente digeribili.

Gli esempi includono brodi e zuppe, puree, frutta e fonti di amidi facilmente digeribili, come riso o patate.

Bisognerebbe invece evitare alcolici, caffeina, cibi fritti, piccanti o irritanti, alimenti industriali trasformati e pietanze particolarmente elaborate, ricche di grassi o sottoposte a lunghe cotture.

Infine, è bene assicurarsi di rimanere idratati bevendo acqua in abbondanza.

In generale, comunque, non esistono "alimenti magici" in grado di ridurre la febbre o accelerare la guarigione dall’influenza.

Esiste invece la possibilità di prevenirla, rafforzando il sistema immunitario attraverso una dieta corretta e uno stile di vita sano, con l’eventuale contributo di specifici integratori immunostimolanti.

Se vuoi giocare d’anticipo per prevenire l’influenza, leggi i nostri approfondimenti:

Se invece è troppo tardi e cerchi un rimedio efficace, leggi il nostro approfondimento sui rimedi efficaci per raffreddore e influenza »

Acqua e altri Liquidi

In caso di febbre e influenza, il corpo ha bisogno di maggiori quantità di liquidi 1.

Una corretta idratazione aiuta anche a mantenere idratate le mucose respiratorie e a fluidificare le secrezioni respiratorie.

Bere adeguate quantità di acqua e altri liquidi è ancora più importante quando l’influenza colpisce lo stomaco e l’intestino (con vomito e/o diarrea).

Nella maggior parte dei casi, la semplice acqua è sufficiente. Tuttavia, quando la diarrea e/o il vomito sono severi, durano a lungo o colpiscono persone a rischio (bambini piccoli, anziani, soggetti debilitati), è preferibile ricorrere ad apposite soluzioni saline reidratanti, acquistabili in farmacia.

Brodo

Il brodo di pollo è uno dei classici rimedi popolari per il raffreddore e l’influenza 2.

Volendo trovare uno sfondo di scientificità, uno studio ha in effetti osservato che il brodo di pollo caldo era efficace nell’eliminazione del muco nasale 3.

Lo studio scoperto che sorseggiare una zuppa di pollo calda ha aumentato il flusso di muco in modo significativamente migliore rispetto all’acqua calda o fredda.

In un altro studio, questa volta eseguito in provetta, il brodo di pollo ha dimostrato un potenziale antinfiammatorio 2. Tuttavia, questo effetto non è stato confermato in studi controllati su umani.

Il brodo di pollo è anche una fonte importante di liquidi e proteine altamente digeribili, le cui richieste da parte dell’organismo aumentano in caso di febbre 1, 4.

Alcuni amminoacidi contenuti nei brodi di carne sono inoltre importanti per sostenere l’immunità. Lo stesso dicasi per lo zinco, contenuto soprattutto negli alimenti animali e utile (a dosaggi molto alti tramite integratori specifici) nel ridurre la durata del raffreddore 5, 6, 7.

Ulteriori benefici potrebbero derivare dall’uso di verdure in aggiunta al pollo durante la preparazione del brodo. Ciò è particolarmente utile se lo stomaco è instabile e non si è in grado di trattenere cibi solidi e fibrosi.

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Tè Caldo

Bevendo tè caldo si può sfruttare il naturale effetto decongestionante del vapore, utile per liberare il naso chiuso 3.

Il tè, soprattutto quello verde e quello bianco, è anche ricco di polifenoli (catechine) ad azione antinfiammatoria e antiossidante.

Uno studio su 124 anziani residenti in una casa di cura ha valutato gli effetti di un collutorio con o senza catechine del tè verde (60% EGCG), effettuato 3 volte al mese per tre mesi.

Tutti i partecipanti avevano ricevuto un vaccino antinfluenzale; tuttavia, nel gruppo della catechina, solo un partecipante su 76 ha contratto l’influenza, mentre 5 soggetti su 48 nel gruppo di controllo hanno avuto l’influenza 8.

Similmente, uno studio ha scoperto che i bambini delle scuole materne giapponesi che facevano gargarismi con il tè verde almeno una volta al giorno sviluppavano fino a 3 volte meno casi di malattie con febbre rispetto al gruppo "gargarismi con placebo" 9.

Uno studio su 200 operatori sanitari adulti ha mostrato un numero significativamente inferiore di casi di sintomi influenzali e una ridotta incidenza di casi di influenza, rispetto al gruppo di controllo, nei soggetti trattati con catechine del tè verde (378 mg/giorno) e teanina (210 mg/giorno) 10.

Un altro studio condotto su adulti ha mostrato che l’assunzione di integratori di tè verde 2 volte al giorno per 3 mesi ha provocato il 32% in meno di sintomi di raffreddore o influenza e quasi il 23% in meno di malattie della durata di 2 o più giorni 11.

Uno studio condotto su bambini ha scoperto che, nei bambini in età scolare che consumavano regolarmente tè verde, il numero di episodi di influenza A o B era inversamente associato al numero di tazze di tè verde consumate al giorno o alla settimana 12.

Limone e Zenzero

Lo zenzero è conosciuto soprattutto come rimedio anti-nausea. Tuttavia, questa spezia è anche dotata di importanti attività antinfiammatorie, antiossidanti e potenzialmente antimicrobiche 13, 14.

Secondo studi preliminari, lo zenzero potrebbe anche aiutare nella prevenzione delle infezioni del tratto respiratorio superiore 15, 16, 17.

Il limone, dal canto suo, è una ricca fonte di vitamina C ed è considerato un alimento alcalinizzante.

E’ stato suggerito che una dieta ricca di cibi alcalini (frutta e verdura) o integrata con sali alcalinizzanti (citrati, bicarbonati) possa prevenire l’influenza. Tuttavia, non sono stati svolti studi sugli effetti preventivi o terapeutici di diete o bevande alcaline contro le infezioni virali respiratorie 18.

Curcuma

La curcuma è un’altra spezia ad azione antinfiammatoria e antimicrobica, che può risultare benefica in presenza di febbre e raffreddore.

Nei topi infettati dall’influenza, la curcumina ha aumentato la sopravvivenza e ridotto il danno polmonare, l’infiammazione, l’attivazione dei macrofagi e la carica virale 19, 20 .

Nei tacchini affetti da influenza aviaria (H9N2), l’integrazione del mangime con curcumina e timochinone ha ridotto la diffusione del virus e migliorato le risposte immunitarie 21.

Miele

Il miele ha potenti effetti antibatterici, probabilmente grazie all’alto contenuto di zuccheri e antibiotici naturali.

Alcune prove suggeriscono che il miele potrebbe anche stimolare il sistema immunitario 22.

Molti studi dimostrano che il miele sopprime la tosse nei bambini. Tuttavia, a scopo cautelativo, non andrebbe somministrato ai bambini di età inferiore a 12 mesi 23, 24, 25, 26, 27.

Ad esempio, in uno studio italiano, 3 dosi consecutive di miele millefiori insieme al latte hanno migliorato la tosse acuta in maniera analoga (80% vs. 87% dei soggetti) a un farmaco da banco a base di destrometorfano e levodropropizina 28.

In presenza di febbre, il miele può essere usato per dolcificare bevande, tisane, latte o semplice acqua calda.

Aglio

L’aglio, oltre a essere un prebiotico, contiene composti che hanno dimostrato di prevenire le infezioni e aumentare le difese contro raffreddore e influenza 29, 30, 31.

Gli studi hanno dimostrato che l’aglio riduce il rischio di ammalarsi, ma anche il tempo che si rimane malati. Può inoltre ridurre la gravità dei sintomi 32, 33.

In uno studio su 146 volontari sani, l’assunzione di un integratore di aglio contenente allicina (una capsula al giorno, per un periodo di 12 settimane) ha ridotto il numero di raffreddori del 63% rispetto a un placebo 34. Anche la durata media dei sintomi del raffreddore è stata ridotta del 70%: da 5 giorni nel gruppo placebo a soli 1,5 giorni nel gruppo con aglio.

Un altro studio ha rilevato che una dose elevata di estratto di aglio invecchiato (2,56 grammi al giorno per 90gg) ha ridotto del 61% il numero di giorni di malattia per raffreddore o influenza 35.

Tuttavia, una revisione delle prove ha rilevato che molti degli studi che hanno indagato gli effetti dell’aglio sul raffreddore comune erano di scarsa qualità e sono pertanto necessarie ulteriori ricerche 36.

Inoltre, l’aglio può essere difficile da digerire, specie per uno stomaco scombussolato da febbre e influenza. Quando l’aglio viene affettato o tritato, si consiglia di rimuovere il germoglio centrale, dal sapore particolarmente forte e indigesto.

Alimenti Ricchi di Vitamina C

La vitamina C è uno dei più conosciuti rimedi popolari contro il raffreddore, sin da quando negli anni ’70 il premio Nobel Linus Pauling inizio a magnificarne le potenzialità attraverso i suoi studi 37.

La vitamina C è in effetti importantissima per il sistema immunitario, avendo dimostrato di stimolare sia produzione che la funzione dei globuli bianchi 38, 39, 40, 41, 42, 43.

In effetti, una carenza di vitamina C indebolisce significativamente il sistema immunitario e aumenta il rischio di infezioni, soprattutto respiratorie 44.

Ci sono prove che l’integrazione con vitamina C (0,2-2g/die) può prevenire e trattare le infezioni respiratorie e sistemiche 45, 46, 47. Per approfondire, leggi: Vitamina C e Raffreddore ».

L’efficacia della vitamina C sembra tuttavia maggiore in chiave preventiva, soprattutto per individui sottoposti a forte stress.

Una revisione di 12 studi condotti su persone ad alto rischio di contagio (militari, studenti in alloggi affollati e corridori di maratona) ha osservato che l’integrazione di vitamina C ha ridotto l’incidenza del raffreddore comune dal 45 al 91%, e l’incidenza della polmonite dall’80% al 100% 48.

Una meta-analisi di 9 studi randomizzati controllati con placebo sostiene che la vitamina C assunta all’inizio del raffreddore in dosi di 3-4 grammi al giorno in aggiunta all’integrazione di routine (0,2-1g/die), riduce leggermente i sintomi e la durata del raffreddore 49.

Si tratta di dosaggi importanti, difficilmente raggiungibili con la semplice dieta.

Tuttavia, in chiave preventiva, un apporto quotidiano di 200-400 mg di vitamina C può essere facilmente soddisfatto attraverso il cibo, a condizione che la dieta includa almeno un paio di porzioni di frutta e verdura ricche di vitamina C (come agrumi, kiwi, peperoni).

Per approfondire, leggi i nostri approfondimenti sui frutti ricchi di vitamina C e sulle verdure ricche di vitamina C »

Sambuco

Una piccola revisione ha scoperto che il sambuco potrebbe ridurre i sintomi delle infezioni virali delle vie respiratorie superiori, ma sono necessarie ulteriori ricerche 50.

Un’altra revisione di 5 studi clinici (che hanno coinvolto 936 adulti) indica che il sambuco nero, assunto entro 48 ore dall’inizio dell’infezione, per un massimo di 2 settimane, può ridurre la durata e la gravità dei comuni sintomi del raffreddore e dell’influenza negli adulti 51.

Entro 2-4 giorni dall’inizio del trattamento con sambuco, la maggior parte dei partecipanti adulti ha sperimentato una significativa riduzione dei sintomi, in media del 50%.

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Digiuno

Un vecchio adagio suggerisce di "nutrire il raffreddore e affamare la febbre".

Questo detto deriva dalla convinzione che mangiare cibo riscalda il corpo durante il raffreddore, mentre il digiuno lo raffredda quando è surriscaldato dalla febbre.

Il digiuno assoluto non è generalmente raccomandato dai medici, poiché potrebbe causare uno stress ulteriore privando il corpo di nutrienti importanti per combattere le infezioni.

Oltretutto, bisogna considerare che in presenza di febbre le richieste energetiche dell’organismo aumentano in maniera importante 2.

Detto ciò, esistono alcune evidenze che associano il digiuno a una riduzione delle risposte infiammatorie e a una migliore efficacia del sistema immunitario 52.

Ad esempio, recenti ricerche su topi ed esseri umani hanno dimostrato che il digiuno per 48-72 ore può promuovere il riciclaggio delle cellule immunitarie danneggiate, consentendo la rigenerazione di quelle sane 53.

In effetti, la mancanza di appetito che spesso accompagnata i primi giorni di una malattia è considerata da alcuni un adattamento naturale del corpo per combattere l’infezione 54.

Ascoltare i segnali che manda il proprio corpo potrebbe essere una buona soluzione.

In tal senso, sarebbe opportuno da un lato evitare di mangiare forzatamente se non si ha appetito (ma è importante bere anche se non si ha sete) e dall’altro evitare di digiunare se si ha fame.

Uno studio su topi con infezioni batteriche ha osservato che gli animali liberi di mangiare in base all’appetito avevano maggiori probabilità di sopravvivere rispetto a quelli alimentati forzatamente 55.

Un altro (piccolo) studio rivela che la tipologia di infezione potrebbe essere importante per determinare l’efficacia terapeutica del digiuno. Secondo questo studio, l’astensione dal consumo di cibo potrebbe promuovere al meglio la guarigione dalle infezioni batteriche, mentre quelle virali (come l’influenza) si risolverebbero meglio assumendo cibo 56.

Cosa NON Mangiare

Bevande che Aumentano la Disidratazione

Come alcolici, caffè, matè, guaranà, tè nero, energy drink, tisane diuretiche, bevande ad alto contenuto di zuccheri.

Cibi Ricchi di Grassi Elaborati

In presenza di febbre e influenza, è importante evitare di sovraccaricare il sistema digestivo con cibi ricchi di grassi, soprattutto se sottoposti a cottura.

Inoltre, è stato dimostrato che mangiare cibi trasformati e confezionati che contengono grassi trans favorisce l’infiammazione 57, 58, 59, 60, 61, 62.

Zuccheri e Cibi Spazzatura

Gli zuccheri sono una fonte di energia "pronta all’uso", preziosa in presenza di febbre e influenza.

Tuttavia, è bene non esagerare con il loro consumo, specie in chiave preventiva. Infatti, sta diventando sempre più chiaro che la dieta moderna – tipicamente ricca di zuccheri e carboidrati raffinati – danneggia anche il sistema immunitario 63.

Gli scienziati hanno ipotizzato che il consumo di molti carboidrati raffinati possa alimentare l’infiammazione, oltre a sopprimere il sistema immunitario e favorire l’insulino-resistenza e l’obesità 64, 65, 66.

La limitazione degli zuccheri aggiunti è quindi una parte importante di una dieta che mira a rafforzare il sistema immunitario 67, 68, 69.

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