Acido Alfa Lipoico – Proprietà Antiossidanti e Antiage 23 Feb 2018 | In X115

Caratteristiche chimico-biologiche

L’acido alfa lipoico, noto anche come lipoato o acido tiotico, è una molecola parzialmente liposolubile, che per le sue importantissime funzioni biologiche venne inizialmente annoverata tra le vitamine, ossia tra quelle sostanze che necessitano dell’assunzione “dietetica” per soddisfarne il fabbisogno, per poi osservarne la capacità biosintetica cellulare. Dal punto di vista molecolare si tratta di un composto chimico complesso, caratterizzato anche dalla presenza di atomi di zolfo, la cui struttura è strettamente legata alla sua funzione principale di antiossidante. L’acido lipoico infatti è in grado, in varie circostanze, di contribuire alle difese cellulari permettendo la rigenerazione di antiossidanti endogeni come la Vitamina E, la Vitamina C ed il Glutatione, proteggendo pertanto le strutture cellulari come membrane, proteine strutturali, enzimi e DNA dal potenziale danno indotto dalle specie reattive dell’ossigeno. Nonostante venga utilizzato nella comune pratica integrativa proprio per le sue principali protettive, occorre ricordare anche la funzione metabolica dell’acido lipoico, garantendo il normale svolgimento di numerose reazioni cataboliche come la decarbossilazione del piruvato, di derivati aminoacidici o l’avanzamento del ciclo di Krebs, in ogni caso orientata all’ottimizzazione del normale flusso energetico cellulare.

Integrazione con acido alfa lipoico

La particolare struttura chimica dell’acido alfa lipoico, e in particolare la sua liposolubilità, rende efficace l’integrazione con questa molecola, grazie all’ottima biodisponibilità e quindi alla possibilità di raggiungere e permeare agevolmente le membrane cellulari. Ormai da tempo l’integrazione con acido alfa lipoico è proposta per :

Fonti dietetiche, biodisponibilità e sicurezza

La presenza di acido alfa lipoico nelle strutture mitocondriali rende abbastanza semplice l’assunzione dietetica di questo nutriente in opportune quantità. Prodotti di origine animale come carni rosse, frattaglie (cuore, fegato e reni) o prodotti di origine vegetale come spinaci, patate, broccoli e pomodori rappresentando generalmente gli alimenti più ricchi in acido lipoico, nonostante la biodisponibilità di questo elemento risulti inferiore rispetto quella dell’integratore. La supplementazione per os con questo integratore si è generalmente rivelata sicura e priva di effetti collaterali a dosaggi normalmente consigliati, ossia compresi tra i 50 ed i 600 mg giornalieri, mentre per dosi superiori ai 1200 mg giornalieri si sono documentate reazioni avverse quali parestesie, diarree, crampi addominali, nausea, vomito ed incremento  delle transaminasi.

Focus on Acido Alfa Lipoico ed Aging

E’ noto come i mitocondri forniscano energia per lo svolgimento delle normali funzioni cellulare e come l’invecchiamento o appunto aging, si caratterizzi per la riduzione complessiva della massa mitocondriale, per la riduzione della normale funzionalità mitocondriale e per l’alterazione dell’omeostasi energetica. Studi a riguardo dimostrano come questo declino funzionale si associ ad un incremento della produzione di radicali liberi dell’ossigeno e contestualmente ad una riduzione delle normali capacità difensive, con il conseguente danneggiamento di alcune strutture cellulari come le membrane cellulari, sottoposte al processo di lipoperossidazione, degli enzimi sottoposti a modificazione strutturale e funzionale e degli acidi nucleici con conseguente alterazione della normale espressione genica. Il tutto si concretizza in una serie di complesse reazioni inquadrate con il grande termine di INVECCHIAMENTO, contro le quali la moderna medicina sta cercando di porre opportuni rimedi. A riguardo differenti studi dimostrano come l’integrazione con acido alfa lipoico ed altri antiossidanti, possa in primis sostenere la normale funzionalità mitocondriale, rallentando così il graduale processo di alterazione dell’omeostasi energetica e in poche parole mantenendo per più tempo cellule attive e funzionanti, ed in seconda battuta esercitare un’azione antiossidante efficace che si espleterebbe, come osservato su alcuni modelli sperimentali, in una attività neuroprotettiva, mioprotettiva, cardioprotettiva e dermoprotettiva.

 Aging, Acido Alfa Lipoico e pelle

Alla luce di quanto appena scritto, appare ora semplice immaginare come la cute fornisca la prima barriera protettiva dagli agenti lesivi esogeni come fattori termici quali la temperatura, fattori fisici come le radiazioni ultraviolette, fattori chimici come gli inquinanti ambientali e chiaramente anche da fattori batterici. E’ per questo fondamentale, nel processo di healty aging, ossia di invecchiamento sano e funzionale, proteggere la prima barriera, in quanto filtro principale dagli agenti aggressivi esterni, in grado di compromettere la normale funzionalità di cellule, organi, apparati e sistemi. Concentrandosi sull’azione antiossidante della cute, nota per proteggere le strutture sottostanti dall’azione lesiva di radicali liberi dell’ossigeno, agenti chimici e fisici, coinvolti in prima battuta nella genesi di patologie maligne della pelle, di patologie autoinfiammatorie ed autoimmunitarie ed evidentemente nel processo di invecchiamento precoce, si è osservato in vari studi come un declino delle concentrazioni di antiossidanti cutanei si associ spesso a patologie cutanee di importante rilevanza clinica. Al contempo numerosi studi dimostrano come l’uso per via topica di alcuni antiossidanti, e in particolare di quelli liposolubili, facilmente permeanti, possa migliorare sensibilmente la qualità cutanea di pazienti affetti da patologie dermatologiche, sostenendo quindi l’azione di barriera normalmente esercitata dalla cute. Sulla scia di questi studi, e considerando la vantaggiosa struttura chimico-fisica dell’acido alfa lipoico, che la rende particolarmente adatto per l’uso topico, si è utilizzata questa molecola per preservare la cute dall’attacco di radicali liberi dell’ossigeno (superossido, radicali idrossile, acido ipocloroso, ossigeno singoletto ed altri) contribuendo da un lato a mantenere una pelle giovane e sana, dall’altro a sostenere la funzione di barriera della stessa. Contestualmente numerosi studi stanno cercando di valutare l’efficacia dell’uso topico dell’acido alfa lipoico non solo nel preservare qualitativamente e funzionalmente la cute, ma anche ad esempio come coadiuvante in patologie quali l’acne, la psoriasi, le ustioni e le ulcere cutanee, con risultati molti interessanti. In ambito cosmetologico invece si è osservata la capacità di formulazioni a base di acido alfa lipoico di ridurre le discromie, i segni cutanei, i solchi periorbitali e perilabiali presenti sulla pelle del volto danneggiata dall’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette, annoverando pertanto questa molecola anche tra quelle potenzialmente dotate di attività foto-protettiva.

Bibliografia

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