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Magazine X115 X115 Selenio e Sistema Immunitario | Alimenti, Carenza, Benefici

Selenio e Sistema Immunitario | Alimenti, Carenza, Benefici

  • 10 minuti

Che Cos’è

Il selenio è un oligoelemento essenziale per la buona salute dell’organismo.

Risulta infatti necessario per l’immunità, la salute della tiroide, la protezione antiossidante e altro ancora.

Le fonti alimentari più ricche di selenio sono le carni d’organo (frattaglie) e i prodotti della pesca (crostacei, molluschi, pesce di mare), seguiti dalla carne.

Il selenio si trova anche in alimenti vegetali, come mais, aglio, noci del Brasile, cipolla, cavolo e broccoli. Tuttavia, le piante assorbono il selenio dal terreno, per cui il contenuto del minerale dipende dalla sua concentrazione nel suolo, oltre che dal pH e dalle condizioni climatiche 1.

In base a un’indagine sulla dieta media italiana, la principale fonte di assunzione di selenio sono i cereali e la carne, seguiti da pesce, frutti di mare e latte e latticini 2.

La carenza di selenio può causare seri problemi di salute, ma fortunatamente si tratta di una condizione relativamente rara.

Nei soggetti vegani e vegetariani è stata riscontrata un’assunzione particolarmente bassa di selenio e iodio, entrambi essenziali per la produzione di ormoni tiroidei 3, 4.

Carenza di Selenio

La carenza di selenio può causare seri problemi di salute e a tal proposito l’Italia è considerata uno dei Paesi a rischio (a causa del ridotto contenuto del minerale nel terreno) 5.

Tra le varie conseguenze, la carenza di selenio è stata associata a ridotta immunità e infiammazione cronica.

Uno studio svolto nel Nord Italia su 7.182 soggetti ha stimato l’assunzione media di selenio in 55,7 μg/giorno 6. Un altro studio italiano ha osservato assunzioni mediane di selenio tra 54 e 57 μg/giorno 7.

Tali apporti coincidono con l’assunzione dietetica raccomandata (RDA) di selenio negli Stati Uniti, che è stata fissata a 55 μg/die per gli adulti 8.

Un altro studio ha trovato assunzioni medie leggermente superiori, da 40 a 101 μg/die, con una media di 66,5 μg/die 2.

Inoltre, uno studio su 143 soggetti italiani ha osservato un normale livello di selenio nel sangue, suggerendo che una quantità adeguata di minerale viene mediamente assunta con la dieta 9.

Infine, uno studio su 1.042 uomini e donne italiani di età maggiore o uguale a 65 anni, ha osservato che un basso livello di selenio plasmatico era associato a un aumento del 60% della mortalità per tutte le cause 10.

Selenio e Immunità

Un’adeguata assunzione di selenio protegge le cellule immunitarie e aiuta a produrre anticorpi.

Supporta inoltre una risposta più forte ai vaccini e una robusta immunità agli agenti patogeni. Inoltre, sopprime le infiammazioni gravi nei tessuti come i polmoni e l’intestino.

Secondo gli studi, l’integrazione di selenio risulta immunostimolante, poiché favorisce una maggiore proliferazione delle cellule T, l’attività delle cellule NK e le funzioni cellulari del sistema immunitario innato 11, 12.

Gli integratori di selenio possono anche aiutare a rafforzare il sistema immunitario nelle persone con influenza, tubercolosi ed epatite C 13.

Bisogna comunque precisare che l’effetto benefico sulle difese immunitarie dipende dallo stato basale del selenio, con gli effetti migliori osservati quando l’integrazione sopperisce a specifiche carenze. Ad esempio, uno studio su 40 persone ha collegato la carenza di selenio con l’infezione da influenza e la polmonite 40.

Non è invece chiaro se l’integrazione di selenio in soggetti con un adeguato stato del minerale possa apportare un qualche beneficio in termini di aumento delle difese immunitarie 11.

La supplementazione di selenio può avere effetti antivirali, specialmente nelle persone carenti, il cui insufficiente stato nutrizionale può compromettere la risposta immunitaria.

Cosa dicono gli studi

La supplementazione di selenio (50 o 100 µg/giorno) ad adulti con carenza di selenio ha migliorato notevolmente la risposta immunitaria a un vaccino contro il poliovirus 14.

È stato anche dimostrato che la carenza di selenio aumenta la virulenza di coxsackievirus, virus della poliomielite e virus dell’influenza murina 15, 16, 17, 18. Queste evidenze suggeriscono che un cattivo stato del selenio potrebbe favorire l’emergere di ceppi virali maggiormente aggressivi.

In uno studio clinico su 75 bambini con malattie delle vie respiratorie inferiori causate dal virus respiratorio sinciziale (RSV), l’integrazione di selenio ha promosso un recupero più rapido 41.

Secondo una meta-analisi di 9 studi clinici, l’integrazione con selenio aumenta la capacità delle cellule NK di eseguire la citolisi. In teoria, questo effetto suggerisce una maggiore protezione contro cancro e virus, ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermare tale connessione (dimostrata perlopiù in esperimenti in vitro) 41a.

Attività Anti-Infiammatoria

Recenti prove sul ruolo del selenio nella produzione di mediatori lipidici dell’infiammazione (eicosanoidi), suggeriscono che l’integrazione di selenio potrebbe mitigare le risposte infiammatorie disfunzionali, che contribuiscono alla patogenesi di molte condizioni di salute croniche 19.

Sulla base di quest’azione biologica, si è ipotizzato che l’integrazione di selenio possa avere benefici nei disturbi infiammatori, come l’asma e le malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa e morbo di Crohn) 20, 21.

COVID-19

Uno studio ha dimostrato che la somministrazione endovenosa di selenio attenua la risposta infiammatoria e aumenta lo stato antiossidante dei polmoni nei pazienti con sindrome da distress respiratorio (ARDS) 22.

L’ARDS è tristemente nota per essere una complicanza molto grave della malattia COVID-19, causata dal nuovo coronavirus SARS-COV2 23.

Uno studio tedesco ha rilevato che le concentrazioni di selenio erano significativamente più alte nei campioni di siero di pazienti con COVID-19 sopravvissuti rispetto ai non sopravvissuti 24.

In altre parole, la carenza di selenio è associata al rischio di mortalità da COVID-19. Tale evidenza è stata osservata anche da altri studi 25, 26, 27.

Uno di questi ha rilevato una carenza congiunta di zinco e selenio nello 0,15% dei soggetti sani, nel 19,7% dei pazienti COVID-19 sopravvissuti e nel 50,0% dei deceduti 26.

Inoltre, è stata trovata un’associazione significativa, positiva e lineare, tra il tasso di guarigione dei pazienti cinesi con COVID-19 e lo stato del selenio regionale 28.

Una meta-analisi di 11 studi osservazionali (1.211 uomini e donne) ha confermato che i livelli ematici di selenio erano più alti nei partecipanti senza COVID-19 rispetto ai partecipanti con la malattia. Tuttavia, i livelli di selenio non erano diversi tra le persone con diversa gravità di COVID-19 28a.

La carenza di selenio può peggiorare le infezioni virali altrimenti innocue. Le persone con livelli inadeguati possono migliorare la loro risposta antivirale con l’integrazione.

AIDS

Le infezioni da HIV possono innescare una carenza di selenio, mentre l’integrazione di questo minerale può migliorare la gestione della malattia.

In uno studio, i pazienti affetti da HIV carenti di selenio avevano una probabilità quasi 20 volte maggiore di morire di HIV rispetto a quelli con livelli normali di selenio 29.

In uno studio su 18 persone sieropositive, il selenio in combinazione con farmaci convenzionali ha migliorato la qualità della vita. Il selenio ha anche bloccato la replicazione del virus in studi cellulari e animali 30.

In uno studio sui bambini, bassi livelli di selenio non solo aumentavano la probabilità di morire di HIV, ma erano anche collegati a una più rapida diffusione della malattia 31.

Nel 2019, una revisione sistematica di studi RCT ha concluso che il selenio non ha alcun effetto sulla soppressione o sulla riduzione della carica virale dell’HIV, ma esistono prove cliniche secondo le quali aiuterebbe a rallentare la progressione verso l’AIDS conclamata ritardando il declino dei linfociti CD4 39. Nonostante ciò, non è possibile trarre conclusioni definitive a causa dell’eterogeneità degli studi analizzati.

Tiroiditi autoimmuni

Secondo una meta-analisi di 35 studi RCT, l’integrazione di selenio ha ridotto i livelli dell’ormone TSH e degli anticorpi anti-tireoperossidasi tiroidea (anti-TPO) nei partecipanti con tiroidite di Hashimoto che non assumevano farmaci a base di ormoni tiroidei 42. Il beneficio è apparso nel complesso ridotto, con una qualità dell’evidenza da bassa a moderata.

Una meta-analisi di 23 studi RCT su un totale di 2.292 pazienti adulti (90% donne, 10% uomini) con tiroidite autoimmune (come la malattia di Hashimoto o il morbo di Graves) ha osservato che il selenio ha ridotto i livelli di anticorpi anti-tireoperossidasi 43:

  • nei pazienti trattati con levotiroxina, con una certezza dell’evidenza molto bassa, dopo 3 e 6 mesi di integrazione, ma non dopo 12 mesi;
  • nei pazienti che non assumevano levotiroxina, con scarsa certezza dell’evidenza, dopo 3 e 6 mesi di integrazione, ma non dopo 12 mesi.

Inoltre, ha ridotto i livelli degli anticorpi anti-tireoglobulina dopo 3 e 6 mesi soltanto nei pazienti che non assumevano levotiroxina, con una certezza dell’evidenza rispettivamente moderata e bassa.

Nonostante il potenziale beneficio, a causa della scarsa certezza delle prove, gli Autori non raccomandano l’integrazione di selenio di routine nei pazienti con tiroiditi autoimmune, riservandola invece ai soggetti che mostrano carenze specifiche.

Secondo uno studio trasversale su 8.756 partecipanti, l’assunzione di selenio con la dieta risulta inversamente associata al rischio di tiroidite di Hashimoto (quindi una maggiore assunzione di selenio con la dieta proteggerebbe dalla malattia) 44.

Dosi

È stato dimostrato che l’integrazione di selenio da 100 a 300 µg al giorno, a seconda dello studio, migliora vari aspetti della funzione immunitaria negli esseri umani, compresi gli anziani 32, 33, 34, 35, 36.

Poiché il selenio alimentare si concentra principalmente nel pesce di mare e nelle carni, chi non consuma questi alimenti o ne fa un uso sporadico potrebbe sviluppare una carenza di selenio.

Alimento Selenio (μg/100g di alimento)
Rene di bovino 145
Tonno 112
Mormora 102
Sardine, fritte 84,5
Aragosta, bollita 68
Vongola 64,6
Sardine 58
Aragosta 54
Cozza o mitilo 49
Fegato di bovino 42
Fegato di ovino 42
Fegato di suino 42
Sogliola al vino bianco 37,6
Sogliola 36
Baccalà alla vicentina 36
Sogliola, surgelata 36
Ciccioli 32
Triglia 30
Gamberi 30
Anatra domestica, crudo 22
Mortadella Bologna IGP 20
Prosciutto crudo, di Modena DOP, sgrassato 20
Agnello, cotto, al forno 19
Kebab solo carne 18
Agnello, coscio, crudo 18
Agnello, costoletta, cotto, al forno 18
Agnello, crudo 18
Anguilla di fiume 18
Agnello, coscio, cotto, al forno 18
Agnello, costoletta, crudo 18
Coniglio intero, crudo 17
Salame Napoli 17
Prosciutto crudo, di Modena DOP 17
Anguilla d’allevamento, filetti 17
Bovino adulto o vitellone, filetto, crudo 17
Merluzzo o nasello, surgelato, cotto, al microonde 16,8
Merluzzo o nasello, surgelato, cotto, in forno 16,8
Merluzzo o nasello 16,5
Merluzzo o nasello, surgelato, filetti 16,5
Merluzzo o nasello, surgelato 16,5
Salame ungherese 16
Salame Milano 16
Fagioli, Borlotti, secchi 16
Bovino adulto o vitellone, spalla, muscolo, girello e fesone, crudo 16
Prosciutto crudo, Nazionale, sgrassato 16
Fagioli 16
Prosciutto crudo, di San Daniele DOP, sgrassato 16
Mais 15,5
Prosciutto crudo, Nazionale 15
Speck dell’Alto Adige IGP 15

Tossicità e Sicurezza

Il selenio è tossico oltre gli 800 μg/giorno, con il limite superiore di sicurezza stabilito a 400 μg/giorno 37.

400 μg/giorno è l’apporto massimo di selenio quotidiano da tutte le fonti (dieta + eventuali farmaci e integratori) che si ritiene sicuro per la maggior parte (97,5%) degli adulti sani.

Sulla base di alcuni studi, è improbabile che l’uso di integratori di selenio aumenti il rischio di diabete di tipo 2 in soggetti sani, ma dovrebbe essere scoraggiato nei Pazienti con stato di selenio elevato e/o con un aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 38.

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