Biostimolazione in Medicina Estetica 23 Feb 2018 | In X115

 

Introduzione

Gli enormi passi avanti compiuti dalla medicina estetica negli ultimi tempi, hanno facilitato lo sviluppo di trattamenti innovativi in grado di intervenire sui processi biosintetici, di invecchiamento e di ringiovanimento cutaneo. Tra questi, hanno assunto enorme importanza soprattutto alcune procedure mininvasive, come la biostimolazione, atte a correggere l’inestetismo o l’invecchiamento cutaneo in maniera attiva. Il termine Biostimolazione, infatti, raggruppa l’insieme delle tecniche in grado di attivare alcuni processi fisiologici della cute, al fine di ottimizzarne le funzioni e migliorarne l’estetica. Più precisamente, questa metodica si concentra sulla modulazione dell’attività dei fibroblasti del derma, regolandone i processi replicativi e le funzioni biologiche, in particolare quelle biosintetiche coinvolte nella sintesi del collagene, proteina principale della matrice extracellulare. Molto simile è anche il concetto di Bioristrutturazione che si concentra tuttavia sulla ripresa funzionale e strutturale della cute danneggiata dal tempo e da specifiche patologie.

Effetti biologici della Biostimolazione

Come accennato, il principale obiettivo delle procedure di Biostimolazione è rappresentato dall’induzione di un miglioramento delle proprietà funzionali, strutturali ed estetiche della cute. In questo senso, quindi, il controllo dei processi biosintetici dei fibroblasti rappresenta sicuramente una priorità per il successo “terapeutico” di tale tecnica. La neoformazione di componenti strutturali della matrice come il collagene reticolare, l’acido ialuronico e l’elastina, permetterebbe infatti un sensibile miglioramento della qualità del derma, garantendo un miglior controllo sulla costituzione chimico-fisica della matrice. Il mantenimento in salute della matrice extracellulare, non si ripercuoterebbe esclusivamente sul fattore estetico, ma anche su quello funzionale. Infatti la possibilità di preservare le classiche proprietà chimico-fisiche di questa struttura (stato di gel-stato di sol) garantirebbe:

Il tutto quindi contribuirebbe al mantenimento di una pelle giovane e sana. Pertanto, la Biostimolazione garantirebbe un miglioramento funzionale ed estetico della cute in maniera naturale, sfruttando le capacità biosintetiche delle cellule presenti a livello della cute, senza l’utilizzo di riempitivi inerti e potenzialmente dannosi sul piano funzionale. E’ il caso, ad esempio, dei classici filler all’acido polilattico o all’acido ialuronico ad alto peso molecolare, i quali – pur garantendo sensibili benefici sul piano estetico – determinano un peggioramento funzionale della cute, promuovendo la neoformazione di collagene di tipo I (fibrotico, cicatriziale) e/o stimolando i processi degrativi mediati dalle metalloproteinasi.

In cosa consiste la tecnica

Generalmente, la Biostimolazione cutanea è un trattamento mininvasivo che si avvale dell’utilizzo di sottilissimi aghi, in grado di iniettare sottocute soluzioni appositamente studiate per supportare la funzione cellulare. In tal senso, quindi, risulterebbero utili soluzioni a base di:

A fianco delle classiche tecniche di Biostimolazione, si stanno avvicendando tecniche meno invasive come la radiofrequenza ed il laser, in grado di sostenere l’attività cellulare mediante mezzi fisici. Crescenti risultati inoltre sta offrendo la cosmetologia medica, sfruttando l’ottima capacità di penetrazione di specifiche molecole nel derma ed azzerando così l’invasività della tecnica.

Indicazioni ed aree trattabili

La Biostimolazione rientra a pieno titolo tra le numerose tecniche utilizzate in medicina estetica ed antiaging. Pertanto, questa metodica potrebbe essere impiegata a fini preventivi nei pazienti di mezz’età per controllare l’invecchiamento cutaneo e mantenere una pelle giovane e sana. Tuttavia la Biostimolazione, in particolare la bioristrutturazione, potrebbero essere particolarmente utili anche nei pazienti con età più avanzata per correggere gli inestetismi e i danni indotti dal photoaging e dall’invecchiamento cutaneo in genere. In un simile contesto, le aree cutanee trattabili sarebbero proprio quelle più esposte ai fattori invecchianti come:

nonostante si siano ottenuti risultati interessanti anche per le braccia e l’interno cosce.

Risultati della Biostimolazione

L’area cutanea trattata con i protocolli di Biostimolazione apparirà in pochi giorni più tonica, elastica e lucente. Più precisamente in termini biologici si osserverà:

I suddetti miglioramenti, tuttavia, non saranno perenni, in quanto la continua esposizione a fattori invecchianti potrà minare il mantenimento qualitativo cutaneo. Pertanto, solitamente, il medico opterà per cicli di trattamento periodici, solitamente 3-4 cicli ogni sei mesi, così da ostacolare la comparsa dei segni dell’invecchiamento.

Possibili effetti collaterali della Biostimolazione

Data la minima invasività delle tecniche classiche di Biostimolazione, rappresentate per l’appunto da inezioni sottocutanee con microaghi, la metodica risulta generalmente sicura e ben tollerata. Tuttavia, soprattutto per le pelli più sensibili, al ciclo di Biostimolazione potrà seguire la comparsa di lievi rigonfiamenti, rossori e raramente piccoli ematomi nei siti di iniezione. Fortunatamente, tutti i suddetti  segni tenderanno a regredire spontaneamente dopo pochi giorni.

Controindicazioni e precauzioni

Nonostante la relativa sicurezza dei protocolli di Biostimolazione, tale metodica è controindicata durante la gravidanza e l’allattamento, in caso di dermatiti acute ed infezioni delle aree da trattare, in corso di terapia farmacologica con anticoagulanti, in caso di patologie autoimmuni e gravi insufficienze di organo. Pertanto, prima di iniziare un trattamento di biostimolazione, il medico dovrebbe valutare attentamente lo stato di salute di ogni paziente ed intraprendere la strategia più idonea al caso. Terminato il ciclo di Biostimolazione il paziente dovrà evitare l’esposizione a radiazioni ultraviolette dirette nei successivi 2-3 giorni.

Come ottimizzare i risultati

Affinché i risultati ottenuti attraverso i vari cicli di Biostimolazione possano perdurare nel tempo, il paziente dovrà seguire alcune importanti regole. In particolare, dovrà evitare l’esposizione alle radiazioni ultraviolette nei giorni successivi al trattamento, avendo cura, successivamente, di proteggere la cute con fattori di protezione solare adeguati. Queste precauzioni dovrebbero integrarsi ai numerosi accorgimenti previsti nella prevenzione dal photoaging. Oltre alle radiazioni ultraviolette, un classico nemico della cute è rappresentato dallo stress ossidativo, in particolare dalla capacità delle specie reattive dell’ossigeno di reagire con le strutture della matrice alterandone funzione e struttura. In tal senso, quindi, il paziente dovrebbe :

Infine, per ottimizzare i risultati estetici e funzionali, il paziente potrebbe far seguire ai cicli di Biostimolazione una cosmesi adeguata in grado di detergere la cute dall’eventuale presenza di fattori aggressivi senza irritarla, di idratarla adeguatamente e di proteggerla dai fattori pro-aging. Come accennato, la comsesi potrebbe inoltre sostenere il protocollo di Biostimolazione, veicolando principi attivi liposolubili in grado di raggiungere il derma e stimolare l’attività dei fibroblasti.

Bibliografia

  • Aesthetic Medicine : Art and Techniques Di Peter M. Prendergast,Melvin A. Shiffman
  • Cosmetologia medica di Fabio Bellino – Salus Internazionale
  • Aesthetic Surgery & MedicineBiostimulation and biorevitalization: effects on human skin fibroblasts A Avantaggiato1*, A Palmieri2, F Carinci3, M Pasin1, GL Bertuzzi1
  • edicina e chirurgia estetica del viso e del collo a cura di Maurizio Priori – Elsevier Masson

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